domenica , 25 febbraio 2018
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L’Ecofin delinea le future strategie economiche dell’UE

Nonostante lo shutdown negli Stati Uniti e la folle corsa giapponese per rilanciare l’economia tramite il raddoppio della base monetaria, i vertici economici europei continuano a essere impegnati nella costruzione di quegli argini che dovranno prevenire gli effetti nefasti delle future crisi. La crisi del debito sovrano ha lasciato solchi profondissimi nell’economia europea e ancora per molto tempo sarà difficile pensare al futuro con serenità e ambizione. In questo clima di quiete dopo la tempesta, si è tenuto ieri a Lussemburgo l’Ecofin, ossia la formazione del Consiglio dell’Unione Europea composta dai Ministri dell’Economia e delle Finanze dei Paese membri dell’UE.

Il punto centrale dell’incontro è stata l’approvazione del meccanismo unico di vigilanza per le banche. Come Europae aveva descritto a settembre dopo l’approvazione da parte del Parlamento Europeo, l’autorità di vigilanza nascerà in seno alla Banca Centrale Europea, ma dovrà necessariamente possedere uno staff separato e scollegato all’area “politiche monetarie”. Vigilerà su circa 6000 banche dell’eurozona e dei Paesi dell’Unione Europea che vorranno aderire al meccanismo. L’Ecofin di ieri non ha modificato la decisione di settembre del PE e quindi fra un anno la BCE inizierà ad esercitare il suo ruolo di vigilanza. Tuttavia è stato ribadito che le autorità nazionali non verranno sciolte, ma continueranno a occuparsi di protezione dei consumatori, anti-riciclaggio, vigilanza sui servizi di pagamento e sulle micro banche che non saranno coinvolte dalla norma europea.

Dopo aver affrontato le misure per evitare future crisi bancarie, l’Ecofin si è dedicato alla prevenzione del cambiamento climatico. In particolare sono state adottate le proposizioni dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) e ricordato l’impegno dell’Unione Europea sul fronte ambientale. Uno dei punti centrali della decisione è costituito da un enorme investimento a lungo termine: si è infatti deciso di partecipare a parte del finanziamento della quota di 100 miliardi di dollari che andranno impiegati entro il 2020 in azioni concrete che prevengano il cambiamento climatico. Questi progetti riguarderanno sia il settore pubblico, sia i privati e avranno un respiro internazionale, soprattutto poiché parte dei fondi verrà utilizzata per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad intraprendere la strada dello sviluppo sostenibile ed evitare strategie più economiche, ma nello stesso tempo dannose per l’ambiente.

Il terzo punto toccato dall’Ecofin riguarda l’accesso al credito delle piccole-medie aziende. Il programma è molto importante dal momento che segue la decisione del gennaio 2013 di ricapitalizzare la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) di 10 miliardi di euro, da usare come garanzia per mobilitare 60 miliardi di euro di prestiti in tre anni alle PMI. Nella riunione di ieri sono stati previsti tre differenti scenari su come facilitare l’accesso al credito. Le varie opzioni verranno sottoposte al Consiglio Europeo del 24 e 25 ottobre che dovrà prendere la decisione finale, dal momento che verrà modificata la bozza sui fondi strutturali europei 2014-2020. La prima opzione prevede la cartolarizzazione dei nuovi prestiti alle PMI da parte delle banche europee e un sistema di garanzie della BEI. Nella seconda opzione si includono nella anche i prestiti già erogati in passato, in modo da rendere sicure le linee di credito già esistenti.La terza opzione è quella più elaborata e prevede un mix tra cartolarizzazione e “risks pooling” (divisione dei rischi) di nuovi prestiti alle PMI e di quelli già erogati.

 Gli ultimi punti toccati dall’Ecofin riguardano i propositi di una futura maggiore integrazione del mercato del lavoro europeo e un invito agli Stati membri a rafforzare la lotta contro la disoccupazione giovanile. Per quanto riguarda il mercato del lavoro si sono riscontrate diverse distorsioni a causa delle minori tutele garantite ai lavoratori che si trasferiscono per motivi lavorativi in un altro Stato membro. In effetti, in quasi ogni comunicazione mensile della Commissione Europea sulle infrazioni, si segnalano sistemi previdenziali non perfettamente integrati o altre anomalie. Sul versante disoccupazione giovanile, l’Ecofin ha segnalato che per sconfiggere il fenomeno occorrono statistiche e studi più completi che servano da base alle future politiche.

In foto il Ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni durante i lavori dell’Ecofin (Foto: Council of the European Union) 

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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