mercoledì , 15 agosto 2018
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L’ECOFIN e l’ordinaria amministrazione

All’indomani del vertice dell’Eurogruppo, si è riunito come di consueto il Consiglio Economia e Finanza (ECOFIN). La 3220esima sessione dell’ECOFIN ha avuto luogo il 12 febbraio a Bruxelles nel palazzo Justus Lipsius sotto la presidenza di Michael Noonan, ministro delle finanze irlandese. La seconda riunione dell’ECOFIN sotto l’egida irlandese è stata vissuta a Dublino come un’importante occasione per far avanzare il processo di preservazione della stabilità economica attraverso i meccanismi del “semestre europeo”, che consiste in un ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche dei Ventisette.

L’agenda che i ministri delle finanze si sono trovati a discutere ieri mattina era piuttosto snella. Nello specifico, i punti oggetto di discussione sono stati l’emissione di una raccomandazione al Parlamento Europeo in merito al “décharge budgetaire” per il 2011 (ovvero la procedura di controllo finale dell’esecuzione del bilancio da parte della Commissione per un dato anno), l’adozione di una serie di linee guida per il bilancio del 2014 e l’approvazione del mandato UE in vista del G20 che si terrà a Mosca il 15 e il 16 febbraio. Al vertice ECOFIN di ieri spettava infine il compito di adottare delle conclusioni su tre diversi rapporti della Commissione: l’esame annuale di crescita per il 2013, il rapporto del 2012 sul meccanismo di allerta e il rapporto, sempre del 2012, sulla sostenibilità fiscale.

Il presidente di turno, l’irlandese Noonan, ha aperto la conferenza stampa finale commentanto positivamente la riunione parlando di un «efficient, businesslike meeting». Gli argomenti di discussione non si sono discostati dall’agenda prestabilita. Innanzitutto, l’ECOFIN ha emesso la raccomandazione al Parlamento Europeo sull’approvazione dell’esecuzione del bilancio della Commissione. I membri del Consiglio hanno poi evidenziato le priorità per quanto riguarda il bilancio UE del 2014. In particolare, le conclusioni adottate hanno sottolineato la necessità di mantenere la disciplina di bilancio, in un contesto in cui svariati Stati membri stanno cercando di ridurre tanto il disavanzo quanto il debito pubblico. I ministri hanno inoltre posto l’accento sull’importanza di conciliare le istanze di consolidamento fiscale con l’impellente necessità di stimolare gli investimenti e adottare misure concrete al fine di sostenere l’occupazione e la crescita.

Per quanto riguarda l’esame annuale di crescita, che ha inaugurato il semestre europeo 2013, le conclusioni del Consiglio risultano allineate con le cinque priorità delineate dalla Commissione: perseguire un processo di consolidamento fiscale differenziato e improntato alla crescita, restaurare la fiducia nei mercati finanziari, promuovere la crescita e la competitività nel breve e nel lungo periodo, affrontare la questione della disoccupazione e dei costi sociali della crisi e modernizzare le amministrazioni pubbliche nazionali.

Per quanto concerne il rapporto 2013 sul meccanismo di allerta, che costituisce il punto di partenza della procedura di correzione degli squilibri macroeconomici all’interno dell’UE, il Consiglio si è mostrato consapevole del fatto che diverse economie europee stanno incontrando ancora molte difficoltà nel correggere gli squilibri interni ed esterni accumulati prima dello scoppio della crisi. Tuttavia, i ministri hanno espresso il proprio apprezzamento per gli sforzi di quegli Stati membri che hanno intrapreso riforme strutturali significative, aumentando la competitività delle loro economie e contribuendo a ridurre gli squilibri macroeconomici esistenti all’interno dell’UE e della stessa Eurozona.

Per quanto riguarda infine l’ultimo rapporto sulla sostenibilità fiscale redatto dalla Commissione, il Consiglio ha sottolineato come l’individuazione delle politiche più consone ad affrontare la sfida della sostenibilità fiscale nel lungo periodo debba essere inserita nel quadro di una triplice strategia volta al contempo a ridurre il debito pubblico, aumentare la produttività del lavoro e l’occupazione e riformare il sistema sanitario e pensionistico degli Stati membri.

L’ECOFIN ha poi ribadito che la stretta aderenza ai parametri fiscali fissati dall’UE è necessaria al fine di assicurare livelli di debito sostenibili e che l’attuazione di riforme strutturali è un ingrediente essenziale della crescita. In conclusione, il Consiglio di ieri mattina ha espresso la propria adesione ai termini di referenza UE in vista del prossimo G20 di Mosca. L’ECOFIN si è dunque trovato a discutere un’agenda relativamente “tranquilla”, dalla quale non sono ancora emerse risposte definitive alle tante questioni ancora aperte che interessano l’economia europea nel suo complesso.

Conclusioni del Consiglio ECOFIN del 12 febbraio 2013

Parola chiave: semestre europeo
Il semestre europeo è un meccanismo di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri, inaugurato nel 2011. Si svolge nel corso dei primi sei mesi di ogni anno, coinvolgendo in un serrato dialogo istituzioni comunitarie e nazionali. In particolare, la Commissione svolge un ruolo centrale, promuovendo a gennaio l’Analisi annuale della crescita, definendo le priorità dell’UE, e emettendo successivamente delle raccomandazioni circa i programmi presentati dai singoli Stati. Le decisioni conclusive vengono assunte in sede di Consiglio a luglio, concludendo un procedimento mirato a garantire la convergenza delle politiche economiche nazionali.

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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