giovedì , 16 agosto 2018
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L’ECOFIN: la Commissione fuori dal meccanismo di risoluzione bancaria

Martedì 28 gennaio si è tenuto il primo ECOFIN (Consiglio composto dai Ministri delle Finanze degli Stati membri) del 2014, ricco di decisioni e dei provvedimenti più vari. L’ultimo vertice del 2013 si era concluso in tarda notte, poiché era servito a delineare i contorni di uno dei pilastri dell’unione bancaria: il Meccanismo Unico di Risoluzione. Questo accordo prevedeva la fusione entro il 2024 dei fondi di risoluzione nazionali in un unico fondo europeo e, per pressioni tedesche, escludeva dal board (che dovrebbe decidere quando utilizzare i fondi) la Commissione Europea.

Il punto è che il Parlamento Europeo si è mostrato molto critico nei confronti della decisione di escludere la Commissione dal ponte di comando e di conseguenza nei primi mesi di quest’anno assisteremo al braccio di ferro tra ECOFIN ed Europarlamento. La prima mossa del Consiglio del 2014 è stata chiara: ribadire che il 3 novembre 2014 la BCE assumerà il ruolo di supervisore unico delle banche dell’eurozona e dei membri dell’Unione Europea che decideranno di partecipare. Nessun gesto di distensione verso il Parlamento e nessun accenno alla Commissione Europea. La BCE inoltre dovrà tenere il primo meeting del board di supervisione entro fine gennaio 2014 e nel mese di febbraio inviare un primo report all’ECOFIN.

Si è poi palesata una nota dolente per la Croazia nella seconda parte del vertice. Il Paese entrato a far parte dell’Unione Europea il 1 luglio del 2013 è finito sotto la procedura di deficit eccessivo e dovrà impegnarsi duramente nei prossimi due anni per ridurre il disavanzo pubblico. Sono ancora attesi i dati dell’istituto nazionale di statistica, ma si stima che lo scorso anno il deficit croato abbia toccato addirittura il 5,5%. E senza adeguati correttivi, quel valore sarebbe cresciuto sopra il 6% in questo 2014. Ci si attendono quindi manovre finanziarie molto pesanti per riportare il disavanzo al 4,6% nel 2014, al 3,5% nel 2015 e finalmente al 2,7% nel 2016. Un ritorno alla crescita dovrebbe però agevolare tale percorso di risanamento. Entro il 30 aprile 2014 il governo croato dovrà esporre come intende raggiungere il target entro il 2016 e delineare tutte le strategie di intervento.

Nella terza parte del vertice si è votato invece per approvare la direttiva che disciplina le ipoteche (mortgage credits), presentata della Commissione l’ormai lontano 31 marzo 2011. In pratica ci saranno regole comuni in tutti gli Stati dell’Unione Europea per la gestione delle pratica di stipula di un mutuo fino a 75.000 euro, usando beni come garanzia. Viene aumentata la trasparenza sulle offerte, disciplinate le pubblicità ingannevoli e vietata la pratica che prevede l’obbligo di contrarre obbligazioni accessorie presso l’intermediario nel quale si stipula il contratto di ipoteca (ad esempio assicurazioni sulla vita). La direttiva è stata approvata comprensiva di tutti gli emendamenti del Parlamento Europeo. I vari Stati hanno tempo due anni per recepirla negli ordinamenti nazionali.

L’ECOFIN ha poi deciso di non opporsi nei confronti della decisione della Commissione Europea di dare tempo agli Stati di recepire la nuova direttiva sul tabacco entro il 28 marzo 2016. Si è votato anche per la non opposizione al regolamento che vieta l’utilizzo su tutto il territorio dell’Unione Europea di 19 sostanze utilizzate oggi come aromi alimentari e riduce il valore consentito di utilizzo della citrinina sotto i 2mg al kg.

In foto il Ministro delle Finanze Fabrizio Saccomanni durante l’ECOFIN (Foto: Council of the European Union)

 

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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