sabato , 24 febbraio 2018
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Mario Draghi e la BCE all’attacco: tassi al minimo storico e nuove LTRO

Il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) si è riunito questa mattina a Bratislava per la consueta riunione di inizio mese dedicata al coordinamento della politica monetaria. Gli indizi che non sarebbe stato un incontro dagli esiti “attendisti” come quelli degli ultimi mesi era diventato evidente già nel corso dell’ultima settimana. Il Presidente Mario Draghi ha sempre ripetuto durante gli incontri pubblici e nelle conferenze stampa che la missione della BCE è quella di mantenere nel medio termine un tasso di inflazione attorno al 2% annuo, un target che si allontana sempre più a causa del trend deflazionistico che ha più che dimezzato l’inflazione in Europa da fine 2011 ad oggi. Il vero tracollo si è consumato però nell’ultimo mese, quando il tasso di inflazione nella zona euro è passato dall’1,6% di marzo all’1,2% di aprile.

Il brusco movimento al ribasso dell’inflazione deve aver allarmato non poco i membri del Direttivo e li ha spinti ad agire con misure che non si possono certo definire timide. La BCE ha approvato infatti un significativo spostamento del tasso di sconto, abbassato di 25 punti base, dallo 0,75% allo 0,50%. Inoltre, è stato pesantemente ritoccato al ribasso (di 50 punti base) il cosiddetto Marginal Lending Facility, ovvero il tasso di interesse pagato dalle banche che prendono in prestito fondi overnight dalla BCE. Si tratta di un enorme aiuto per gli istituti bancari in difficoltà con esigenze di liquidità a brevissimo termine. Il tasso overnight per i depositi presso la BCE rimane inoltre fermo allo 0%. Queste nuove misure saranno effettive a partire da mercoledì 8 maggio.

Il meccanismo di politica monetaria si estenderà indirettamente anche a mutui e prestiti, agevolando cittadini ed imprese. Chi accederà al credito d’ora in avanti sarà infatti gravato da interessi più bassi. mentre chi ha già sottoscritto un mutuo o un prestito a tasso variabile indicizzato sui tassi BCE otterrà immediatamente un sconto sulla rata del mese prossimo. Un’enorme boccata d’ossigeno per milioni di cittadini ed imprese insomma.

Durante la consueta conferenza stampa seguita alla riunione del Direttivo, Mario Draghi ha annunciato inoltre che fino alla fine del terzo trimestre del 2014 verranno lanciate nuove LTRO (Long Term Refinancing Operation) e prestiti alle banche al tasso di sconto. Verranno condotte tre aste di liquidità con scadenza trimestrale allo scopo di rifornire di capitali freschi gli istituti bancari europei con lo scopo di far ripartire il mercato del credito a breve termine.

Le reazioni delle piazze finanziarie sono finora state incerte. Nonostante un’iniziale reazione positiva dai mercati, nel pomeriggio la moneta unica europea ha perso terreno nei confronti delle principali valute mondiali. Nel breve termine l’ondata di liquidità degli LTRO trimestrali aumenterà notevolmente l’offerta di Euro nei mercati e di conseguenza indebolirà leggermente la valuta europea. Le conseguenze immediate potrebbero riguardare soprattutto un aggravio sulle importazioni e di conseguenza un’aumento dell’inflazione derivata dai beni energetici ed un ulteriore miglioramento del saldo della bilancia commerciale europea grazie ad un aumento dell’export.

Il trend ribassista dell’Euro potrebbe inoltre almeno parzialmente drenare l’afflusso di liquidità proveniente da Stati Uniti e Giappone. Nel medio-lungo termine le politiche monetarie intraprese dalla Federal Reserve americana (85 miliardi di dollari di acquisti di bond al mese) e dalla Banca Centrale Giapponese (raddoppio della base monetaria in due anni) saranno molto più impattanti rispetto a quelle della BCE e di conseguenza l’indebolimento potrebbe verificarsi solo nelle settimane successive alle varie aste.

Nel corso della conferenza stampa Draghi ha infine invitato i governi a proseguire lungo la strada del risanamento fiscale e ne ha lodato i risultati tra il 2011 ed il 2012 osservando che la media del rapporto tra deficit e PIL nell’eurozona è ormai vicina ai parametri di Maastricht. Inoltre, il Presidente della BCE ha esortato gli Stati membri a preferire manovre di riduzione della spesa pubblica rispetto a quelle caratterizzate dal mero aumento dell’imposizione fiscale.

Rispondendo alla domanda di una giornalista, Draghi ha inoltre confermato che la BCE sta compiendo studi elaborati per comprendere quale sarebbe l’effetto di tassi negativi sui depositi delle banche presso l’Eurotower. Se queste misure venissero attuate vi sarebbe un enorme disincentivo per gli istituti bancari a tenere ferma la liquidità e questo costituirebbe un’ulteriore spinta per prestiti ed investimenti. Si tratterebbe comunque di decisioni di una portata epocale, sui quali la BCE ha intenzione di riflettere ancora prima di pensare ad una concreta applicazione in un orizzonte di breve e medio termine.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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