mercoledì , 15 agosto 2018
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Piccole e medie imprese: una risorsa preziosa per Europa e Polonia

Nella città polacca di Katowice si è tenuto, dal 16 al 18 di settembre, il “III Congresso Europeo delle Piccole e Medie Imprese”. Il congresso, giunto alla sua terza edizione, è uno degli eventi economici più importanti dell’Europa Centrale. La dimostrazione dell’importanza crescente dell’evento è rappresentata dalla partecipazione di importanti personalità polacche ed europee. Hanno partecipato, infatti, oltre al Presidente della Repubblica di Polonia, Bronislaw Komorowski, anche i Commissari europei Antonio Tajani (industria e imprenditoria) e Johannes Hahn (politiche regionali).

L’intento del congresso era quello di discutere delle sfide e delle possibilità di sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI, <250 dipendenti e <50 milioni di euro di fatturato annuo) in un ottica non solo nazionale polacca, ma anche internazionale. In questo senso, è stato molto incisivo il discorso tenuto dal Commissario Tajani, il quale ha riaffermato l’importanza delle PMI per l’economia europea e la necessità di sostenerne lo sviluppo con soluzioni specifiche, come l’attuazione dello Small Business Act e la risoluzione delle molte difficoltà che ne ostacolano la crescita nel nostro continente. Tra le più pressanti il Vicepresidente della Commissione ha citato il difficile accesso al credito, fondamentale perché le imprese possano assumere dipendenti ed innovare, l’estenuante burocrazia, le migliaia di barriere che ancora ostacolano l’accesso al mercato unico europeo e a quello internazionale e, soprattutto, il costo dell’energia che sta raggiungendo livelli proibitivi.

A margine del congresso, Tajani ha avuto un colloquio con il Presidente polacco Komorowski, a cui ha ribadito l’importanza della Polonia per l’industria europea e, soprattutto, l’intenzione di incrementare notevolmente l’occupazione attraverso la reindustrializzazione dell’Europa. In particolare, ha affermato la volontà di rendere il mercato europeo più attraente per gli investimenti nel settore manifatturiero, attraverso l’implementazione di politiche ambientali più attente alla competitività industriale e al costo dell’energia. È stata dunque richiamata la necessità di affiancare un “Industrial Compact” al “Fiscal Compact”: se ne discuterà nel Consiglio Europeo dedicato all’industria che avrà luogo a febbraio dell’anno prossimo. Il Presidente polacco e il Commissario hanno infine ricordato la rilevanza fondamentale delle PMI per Polonia ed Europa, di cui rappresentano il 99% delle attività produttive.

Oltre alla partecipazione di importanti personalità internazionali, questo congresso riveste un interesse particolare perché rappresenta anche un settore fondamentale dell’economia polacca ed è una dimostrazione della sua vitalità. Il settore delle PMI infatti impiega oltre il 60% degli occupati e genera oltre il 50% del PIL nazionale. Nonostante questi dati, sicuramente positivi per un’economia giovane, c’è ancora molto da fare per raggiungere gli standard europei.

Le PMI polacche, infatti, pur essendo estremamente dinamiche e probabilmente destinate a crescere nel medio termine, si trovano al di sotto della media europea secondo molti parametri. Per esempio, il numero delle micro-imprese (<10 dipendenti) rappresenta il 95,7% del totale delle PMI in Polonia, mentre la media dell’Unione si attesta sul 92.2%. Questo dato, inoltre, fornisce una spiegazione a un altro aspetto: la percentuale di valore aggiunto prodotto dalle PMI sul totale nazionale, che è molto al di sotto della media europea (51% contro 58%). Questo a sua volta contribuisce a comprendere la bassa produttività media delle piccole e medie imprese polacche. Ciò è dovuto principalmente al fatto che le dimensioni di queste imprese rendono molto più difficoltoso il raggiungimento di economie di scala e non permettono grandi investimenti nell’innovazione.

Questi dati, dunque, pur riguardando un economia giovane e dinamica che è cresciuta del 46,3% in dieci anni, dell’1,5% quest’anno e che dovrebbe crescere di un ulteriore 2,5% nel 2014, rendono evidente la necessità di ulteriori riforme e investimenti per raggiungere quello che è l’obiettivo, nemmeno troppo nascosto, della classe dirigente polacca: la creazione di un modello simile a quello del Mittelstand tedesco, colonna portante dell’economia teutonica.

In foto il Commissario europeo Antonio Tajani incontra il Presidente polacco  Bronislaw Komorowski a Katowice (Foto: European Commission).

L' Autore - Giovanni Guido Rossi

Laureando in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Torino e presso l'Université Paris V - René Descartes di Parigi. Da sempre appassionato di storia, geopolitica e relazioni internazionali. Profondamente europeista e liberale e entusiasta di scrivere per questa rivista.

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