giovedì , 16 agosto 2018
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reddito di cttadinanza
Photo © Tax Credits - www.flickr.com, 2012

Reddito di cittadinanza alla prova nei Paesi Bassi

A Utrecht, nel cuore dell’Olanda, è in corso un esperimento socio-economico che sta facendo discutere l’Europa intera. Si tratta del reddito di cittadinanza, un’entrata mensile garantita a tutti i cittadini a prescindere dalla loro condizione economica. Per ora si parla solo di studio, in quanto limitato a un gruppo ristretto di persone. Lo scopo è quello di analizzare gli effetti dell’intervento e decidere se estenderlo o meno all’intera popolazione.

Differenza rispetto all’indennità di disoccupazione

Prima di analizzare nel dettaglio in cosa consiste il progetto olandese, è bene stabilire la differenza rispetto ad altre forme di sostentamento già esistenti in diverse realtà europee e con le quali è facile confondersi. L’indennità di disoccupazione consiste in un sostegno economico stanziato dallo Stato e destinato al cittadino che si trova momentaneamente privo di un’occupazione e quindi in assenza di un reddito da lavoro. Il sussidio copre i bisogni essenziali dell’individuo, per un periodo di tempo limitato e solitamente sulla base del precedente reddito percepito.

Questa forma di sostentamento esiste sotto varie forme in diversi Stati europei. Nei Paesi Bassi, dopo un’attenta analisi dei possedimenti del richiedente, della condizione economica familiare e solo dopo aver dismesso i beni di proprietà (come ad esempio auto e case), il cittadino può accedere a un sussidio che va da 900 a 1300 euro. L’indennità è limitata nel tempo e obbliga il cittadino a candidarsi a un numero minimo di proposte lavorative a settimana, oltre che a svolgere lavori socialmente utili.

Il reddito di cittadinanza

Ben diverso è il reddito di cittadinanza allo studio dell’Università di Utrecht. L’obiettivo finale è farne un diritto universale garantito a tutti i cittadini olandesi come singole entità. Verrebbero versati 660 euro al mese a ogni cittadino a prescindere dalla sua condizione economica. Il provvedimento mira principalmente a scongiurare la povertà diffusa. Darebbe inoltre la possibilità al residente di scegliere un lavoro che rispecchi le sue aspettative. Il reddito verrebbe infatti versato senza obblighi specifici come la ricerca di lavoro o l’assenza di beni di proprietà, a prescindere dalla professione esercitata e dal reddito percepito. In questo modo il cittadino non dovrebbe più scegliere un’occupazione solo perché vincolato dal sussidio di disoccupazione, evitando così che torni presto privo d’impiego a causa della sua insoddisfazione o inadeguatezza.

Molti si chiedono se questo progetto possa funzionare. Alcuni sostengono che dare al cittadino soldi senza chiedere nulla in cambio lo spingerebbe a non impegnarsi nella ricerca di un lavoro e a “vivere di rendita”. Gli studiosi credono nella necessità di dare più fiducia alle persone nella convinzione che – fatta eccezione per alcuni casi – questo non avverrebbe. Altra spinosa questione è quella legata ai costi. Secondo le analisi, questo sistema costerebbe meno rispetto al sussidio di disoccupazione perché ridurrebbe la burocrazia derivante dai controlli. I soldi per l’operazione verrebbero proprio dal considerevole risparmio legato all’eliminazione degli accertamenti necessari per l’assegnazione dei sussidi solo a chi ha determinate caratteristiche.

Si tratta in realtà di un approccio non così tanto innovativo come molti vogliono far credere. Già nel 1797 il visionario Thomas Paine ne “La giustizia agraria” proponeva la creazione di un fondo per il sostentamento della popolazione francese colpita da una dilagante povertà. Ad oggi rimangono ancora molti interrogativi e particolare scetticismo. Se i costi venissero realmente coperti, il reddito di cittadinanza costituirebbe un notevole passo avanti per il welfare State olandese e un precedente per molti altri Stati europei.

L' Autore - Jennifer Murphy

Studentessa trentina laureata in Studi Internazionali e prossimamente in Gestione del territorio e dell’ambiente presso l’Università degli Studi di Trento. La mia tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori della mia Regione mi ha ulteriormente avvicinata all’UE e al modo attraverso il quale raccontarla. Mi piace osservare il mondo per capirlo ed interpretarlo al meglio.

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