lunedì , 19 febbraio 2018
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Tito Boeri, Presidente dell'INPS © AndreasC - www.flickr.com, 2009

Riforma delle pensioni, le proposte dell’INPS

Nel suo discorso di insediamento, il neo Presidente dell’INPS Tito Boeri ha annunciato un’operazione “porte aperte”, per rendere trasparenti le pensioni a riguardo di contributi versati, erogazioni ed anzianità di varie categorie professionali.

Il buco delle pensioni

L’ultima operazione riguarda il Fondo Speciale Ferrovie dello Stato S.p.a. e i dati rilasciati sono veramente sconcertanti: il 96% delle pensioni erogate dal fondo ferrovieri risulta superiore ai contributi versati e, se si dovesse procedere ad un ricalcolo, gli assegni pensionistici verrebbero tagliati del 30%. Inoltre, nel solo anno 2013, il disavanzo del fondo ha toccato i 4 miliardi e 246 milioni di euro, coperti completamente da un contributo statale. Negli ultimi 15 anni si sono spesi quasi 50 miliardi di euro per coprire il deficit del fondo per i ferrovieri, ovvero il 2,5% del nostro debito pubblico.

Ma i segnali d’allarme non sono finiti. Giovedì 2 aprile l’Istat ha pubblicato i dati completi su entrate e spesa pubblica per l’anno 2014, con il confronto delle macro-voci degli ultimi 4 anni. Dal 2011 si osserva che la spesa per gli stipendi della PA è diminuta di circa 6 miliardi di euro (da 169 a 163 miliardi), gli investimenti tagliati di quasi 10 miliardi di euro (da 45,2 miliardi all’anno a 35,9) e i contributi agli investimenti di 5 miliardi di euro (da 18 a 13). Nello stesso periodo la spesa per prestazioni sociali è aumentata di 24 miliardi di euro, passando dai 304 miliardi di euro del 2011 ai 328 miliardi del 2014. L’interno sistema di welfare italiano è messo a dura prova, mentre si continuano a tagliare le risorse destinate al lato produttivo della nostra economia (investimenti e lavoro).

Una nuova riforma delle pensioni

Boeri non ha mai nascosto di stare lavorando su una nuova riforma delle pensioni. Grazie alla riforma Fornero, l’età pensionabile è automaticamente aggiornata con l’aumento della speranza di vita e, se si guarda al futuro, il sistema pensionistico italiano è completamente sostenibile. Il problema non è tanto il futuro, ma le storture ereditate dal passato. Di conseguenza obiettivo della nuova riforma non sarà tanto modificare i requisiti di accesso alla pensione, ma piuttosto di operare un taglio alle pensioni che stanno già venendo erogate e che non sono state adeguatamente coperte con il versamento dei contributi in età lavorativa.

Come aveva scritto in uno studio nel 2014, Boeri mirerebbe a recuperare 4 miliardi di euro all’anno con il ricalcolo delle pensioni sopra i 2.000 euro. Il tema tuttavia è veramente delicato e sarà complesso per Boeri trovare sponde nel governo e in Parlamento per avviare un piano veramente ambizioso. Il neo commissario alla spending review Yoram Gutgeld ha già fatto intendere che difficilmente si potrà andare oltre l’ampliamento del contributo di solidarietà per le superpensioni. Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti invece, sta lavorando a un contro-dossier di riforma che prevede di rendere più flessibili i requisiti di raggiungimento dell’età pensionabile, in cambio di una riduzione dell’assegno pensionistico. Misure interessanti, ma che non vanno a scalfire il moloch del disavanzo già accumulato.

Alla ricerca di soluzioni alternative

L’argomento del ricalcolo degli assegni pensionistici secondo i contributi versati è veramente spinoso, soprattutto se le risorse recuperate finissero nel calderone generale della spesa pubblica invece di finanziare misure più eque, come la riduzione dei contributi per i lavoratori. In Grecia e Portogallo le risorse recuperate dal taglio delle pensioni sono state usate per ridurre il deficit e il consenso sociale alla misura è stato bassissimo. Una strada possibile potrebbe essere continuare il blocco alle rivalutazioni delle pensioni rispetto all’inflazione, strada tra l’altro seguita dalla Francia. Con il passare degli anni, l’inflazione eroderebbe il valore delle erogazioni, portandole progressivamente in linea ai contributi versati.

Questa strada ha però un problema. L’Italia sta attraversando un periodo di deflazione e di conseguenza nel breve periodo questa soluzione non produrrebbe risultati. Anzi, a livello reale le pensioni aumenterebbero di valore. Gli spazi di manovra sono veramente limitati e gli esempi a livello europeo da imitare abbastanza scarsi. Paradossalmente in Germania questo autunno si è scelto di abbassare l’età pensionabile a 63 anni, in controtendenza con il resto dell’Unione Europea. La scelta che tocca all’Italia è squisitamente politica e si dovrà vedere come il governo saprà muoversi in un contesto in cui, per ora, non ce lo sta chiedendo l’Europa.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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2 comments

  1. Josè Franco Iacovino

    La proposta di Boeri non ha senso.I signori pensionati , quelli che avrebbero impoverito le casse dello Stato
    sono i pensionati del 1960 fino al 1988. Quei pensionati sono andati in pensione avvalendosi della legge
    il Parlamento sovrano ha prodotto per la determinazione del trattamento pensionistico.
    I ” figli di quastultimi assunti attraverso la contribuzione a carico dello Stato ed a loro carico le hanno
    finaziate.Era un automatismo per cui problemi non ne esistevano al fine della determinazione della pensione
    con il metodo dell’ultimo stipendio in codimento.Nel 1990 appena si è sviluppata la maledetta idea della
    UE sono sorti i problemi di Bilancio. Tanto è vero che il trattamento di pensione fu regolato da una nuova
    legge che prevede ancora oggi per coloro che hanno maturata a quella data una anzianità di servizio xxx
    la determinazione dell’importo finale in base alla tab. A retributiva e B contributiva. Oggi che i lavoratori sono diminuiti e non ne vengono assunti non si è ingrado di sostenere l’onere della spesa ecc. ecc.

  2. Finalmente qualcosa di giusto, sono contenta che ancora qualcuno dimostri un po’ di cervello.
    Siamo tutti italiani, sistemate quelle pensioni inique, il paese ve ne sara’ grato ed accettera’
    i sacrifici che gli saranno proposti. Buon Lavoro Presidente Boeri, vada avanti cosi’ che questa
    e’ la strada giusta.

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