venerdì , 17 agosto 2018
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Il Ministro francese Emmanuel Macron © Official Leweb Photos - www.flickr.com, 2014

Riforma Macron in Francia: obiettivo liberalizzazioni

In questi giorni in Francia viene discussa un’importante proposta di legge: portabandiera di questa manovra, a cui dà il nome, è il 36enne Ministro dell’Economia e dell’Industria Emmanuel Macron. La riforma Macron coinvolge più settori economici, ma lo scopo è uno solo: il rilancio dell’economia francese. Semplificazione sembra essere la parola d’ordine di tutti i provvedimenti.

Le riforme dei trasporti e delle professioni giuridiche

Un capitolo vede coinvolti i trasporti stradali. Oggi, l’apertura di nuove linee non è facile e quelle già esistenti sono relativamente poche: Macron vuole concentrarsi su una liberalizzazione dell’attività di trasporto su ruota. Per esempio propone di effettuare l’apertura di nuove linee senza una previa autorizzazione (come avviene oggi).

Attualmente in Francia i treni sono il mezzo di trasporto principale, ma rimangono troppo cari per la maggior parte della popolazione. Questa riforma, secondo il Ministro socialista, potrebbe giovare a tutte le famiglie più modeste e dar loro una maggior libertà di movimento. Il Ministro ritiene che questo settore sia invece attualmente strozzato da troppa burocrazia: semplificandolo e liberalizzandolo, si creerebbero posti di lavoro e si darebbe la possibilità di circolare a tutti.

Un altro settore su cui Macron vuole intervenire è quello delle professioni giuridiche. Si tratta di una manovra studiata contro lo spirito “corporativista” del settore, in modo tale da incoraggiare l’installazione di giovani e nuove volti in nell’ambito giuridico.

La liberalizzazione del lavoro alla domenica

Uno dei punti sui quali si discute di più ultimamente, nonché lo zoccolo duro della riforma, è invece l’estensione e l’incentivazione del lavoro domenicale. Questa manovra interessa circa 8 milioni di francesi ed è oggetto di un acceso dibattito nello stesso partito Socialista.

Macron vuole dare un nuovo impulso all’economia rendendo possibile l’apertura di attività commerciali la domenica, a seconda della loro zona. Questo provvedimento intende omogeneizzare le aperture, sottoponendole a un regolamento territoriale specifico. Questo spiega la creazione di un nuovo codice di identificazione delle aree più interessate a un apertura domenicale: le ZC (zone commerciali) e le ZT (zone turistiche).

Le attività commerciali di queste aree potranno rimanere aperte la domenica, a condizione che i lavoratori siano volontariamente interessati a garantire la presenza e che siano compensati adeguamente con aumenti del salario orario. Per quanto riguarda le ZTI (zone turistiche internazionali) si parla anche di allungare l’orario di lavoro serale dalle attuali 9 di sera fino alla mezzanotte.

La volontarietà del lavoro è dunque essenziale: i dipendenti avranno tutto il diritto di rifiutarsi a lavorare la domenica.  La legge si pone a salvaguardia dei diritti dei dipendenti che non vogliono lavorare in quella giornata, mettendoli al riparo da possibili discriminazioni. D’altra parte la loro presenza domenicale sarà “premiata” con un’adeguato aumento nella remunerazione. L’accordo collettivo dei dipendenti dell’attività commerciale è alla base di tutto.

Per quanto riguarda le attività commerciali fuori dalle due zone sopra enunciate, il diritto a mantenere aperte le attività la domenica è sottoposto alla decisione del sindaco. Attualmente il primo cittadino può concedere l’apertura per un massimo di 5 domeniche all’anno. Il progetto propone un potenziale aumento a 12.

Le conseguenze politiche della riforma Macron

Con questa legge, Macron si gioca la propria carriera politica. Non sarà facile venirne fuori vincitore senza scendere a compromessi. Il suo stesso partito si frattura su più emendamenti e proposte. Specialmente per quanto riguarda il lavoro domenicale, si è manifestata un’importante corrente di condanna da parte dei suoi colleghi. Bisognerà tenere un occhio di riguardo per le piccole-medie imprese, ad esempio, specialmente per quanto riguarda la definizione di «adeguata compensazione » salariale per il lavoro domenicale: una soglia troppo alta potrebbe infatti penalizzarle.

L' Autore - Manuele Franci

Dopo la triennale di Relazioni Internazionali all'Università di Bologna, ho continuato gli studi a Strasburgo. La passione per il giornalismo e le tematiche europee mi hanno aperto le porte per una borsa Schuman nella DG COMM del Parlamento Europeo. Ho il pallino per la Francia e le politiche UE.

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