martedì , 20 febbraio 2018
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Šemeta al Parlamento Europeo: si parla di lotta all’evasione fiscale

Martedì 26 novembre il Commissario Europeo per la fiscalità Algirdas Šemeta è intervenuto alla commissione ECON del Parlamento Europeo per fare il punto della situazione sulle politiche contro l’evasione fiscale, il giorno dopo la presentazione della direttiva contro l’evasione della corporate taxI termini chiave dell’intervento e delle politiche europee in questo settore sono senza dubbio “tracciabilità” e “scambio di informazioni”.

La tracciabilità ha lo scopo di registrare le transazioni economiche a rischio di evasione fiscale, mentre lo scambio di informazioni è fondamentale per potenziare le politiche nazionali, rendendole efficaci a livello internazionale. Anche il più virtuoso degli Stati infatti non può fare nulla per recuperare i capitali esportati all’estero dai propri evasori fiscali e necessita della collaborazione del Paese in cui questi capitali sono stati trasferiti. 

Secondo Šemeta, lo scambio di informazioni dovrà divenire non solo lo standard per i Paesi dell’Unione Europea, ma dovrà essere implementato anche dagli Stati del G8 e del G20. Il tema è entrato nell’agenda di entrambi i summit grazie agli sforzi europei e per il Commissario questa è una vittoria incredibile derivante dalla stretta collaborazione tra gli Stati membri. Non a caso, Šemeta è attualmente in Australia, prossimo Paese che eserciterà la presidenza del G20, per ottenere un forte impegno ad implementare politiche anti-evasione internazionali.

Tornando a martedì, il Commissario ha elencato i punti che rappresentano le priorità strategiche dell’Unione Europea nella lotta contro l’evasione. Al primo punto si trova lo scambio di informazioni automatiche tra Paesi membri. Segue il meccanismo automatico per contrastare l’evasione dell’IVA, che in Europa ammonta a 193 miliardi di euro nel solo 2011. Una cifra immensa, che finisce per alimentare lo sporco mare dell’economia sommersa. Al terzo punto, il Commissario ha citato l’avvio delle trattative dell’UE con gli Stati vicini (ad esempio la Svizzera) per allentare sempre di più le maglie dello storicamente inviolabile segreto bancario.

Le altre direttrici sono la creazione di un sistema informatico unificato per coordinare la tracciabilità dei flussi e l’implementazione della direttiva sulla corporate tax, presentata il giorno precedente. Quest’ultima prevede il maggiore monitoraggio delle aziende che mantengono la casa madre in uno Stato e le filiali in un altro e la creazione di un sistema di tassazione unico, semplificato. Verrebbe anche introdotta l’esenzione fiscale per i dividendi pagati dalle filiali nei confronti della casa madre.

Dopo aver elencato gli sviluppi promettenti, Šemeta si è concentrato sulle criticità. In particolare si è rammaricato del fallimento, ancora una volta, dell’Ecofin nel trovare un accordo sulla direttiva per la tassazione dei risparmi. Un altro problema riguarda la parziale deregolamentazione odierna sulla tassazione del commercio elettronico: dovrà essere creata al più presto una bozza di direttiva che unifichi le procedure, oggi completamente eterogenee. Per questo motivo è stato formato un gruppo di lavoro, presieduto dal Ministro delle Finanze portoghese Victor Gaspar, che entro l’estate del 2014 dovrebbe presentare i risultati di uno studio approfondito, base per la futura direttiva.

Oltre al lavoro multidimensionale portato avanti dal Commissario Šemeta, altri Commissari europei e altre istituzioni stanno progettando strategie complementari nella lotta all’evasione fiscale. Fondamentale ad esempio è la direttiva sui pagamenti, presentata a luglio dal Commissario Barnier, che mira a rendere omogenei i costi delle transazioni di denaro contante e denaro elettronico. Importante e parallelo è anche l’impegno della Banca Centrale Europea con la valenza anti-riciclaggio (molte volte derivato dall’evasione fiscale) che assumerà la sostituzione delle banconote nell’eurozona con quelle di nuova generazione e la ventilata, ma ancora attesa abolizione della banconota da 500 euro. 

Nell’immagine il Commissario Šemeta in una conferenza stampa congiunta con il Commissario Reding, nel luglio 2013 (photo: European Commission, photo gallery).

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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