martedì , 14 agosto 2018
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Spagna: la riforma fiscale premierà imprese e redditi alti?

La scorsa settimana il Parlamento italiano ha approvato la delega fiscale, con il mandato al Governo di ridisegnare completamente il sistema fiscale italiano entro la primavera del 2015. In Spagna, il processo di riforma fiscale complessiva era partito invece il 3 luglio 2013, con l’affidamento al “Comitato degli esperti per la riforma fiscale” della preparazione di un piano complessivo di intervento. Il piano di riforma spagnolo è stato presentato la scorsa settimana e prevede una timeline di interventi da qui al 2016. A livello macroeconomico, la cornice di riferimento è quella di mantenere le entrate fiscali stabili intorno al 37%-38% del PIL e portare la spesa pubblica dal 43,3% del PIL del 2013 al 39,7% nel 2016.

Per quanto riguarda le tasse sul lavoro l’obiettivo è semplificare, diminuendo gli scaglioni fiscali e nello stesso tempo riducendo alcune agevolazioni distorsive. Al contrario della manovra di Matteo Renzi di taglio del cuneo fiscale sui redditi bassi, la proposta di riforma fiscale spagnola prevede la riduzione dell’aliquota massima IRPF (l’italiana IRPEF) dal 52% al 50%. Per incentivare la ripresa economica e attirare investimenti di imprese estere, si prevede di ridurre la cosiddetta “corporate taxdal 30% al 20%, con una fase intermedia del 25%. Riduzioni di imposte anche per le successioni, le cui aliquote sono numerose e molto complesse da calcolare.

Nel regime prospettato dal Comitato, l’imposta di successione dovrebbe variare da un minimo del 4% ad un massimo del 10%. Sui consumi, il Comitato si esprime a favore di un complessivo aumento delle entrate attraverso l’innalzamento dell’IVA ridotta sui prodotti alimentari e i servizi di trasporto fino a toccare i livelli dell’IVA media del 10%. Si prospetta poi un forte innalzamento delle accise su carburanti, tabacco e su altri generi da individuare. Un capitolo molto importante è quello dedicato alla lotta all’evasione fiscale. Il Comitato consiglia un approccio di contrasto al fenomeno preventivo più che repressivo. In pratica si tratta di eliminare la maggior parte delle possibilità di frodare (ad esempio attraverso moduli autocompilati) piuttosto che sanzionare a posteriori gli illeciti. Costa meno ed è più efficiente.

Ora il governo e il parlamento spagnolo dovranno analizzare un massiccio report di 460 pagine (con riassunto in lingua inglese incluso) con le raccomandazioni che abbiamo elencato solamente a grandi linee, ma che arrivano anche alle tariffe per il parcheggio e al canone per l’affitto delle strutture sportive. L’impianto generale, oltre che essere molto incisivo, non si può certo definire progressista. I maggiori sconti di imposte vengono riservati ai redditi alti e a chi possiede patrimoni consistenti. L’aumento dell’IVA agevolata su alimenti e trasporti e l’incremento delle accise colpirebbero invece chi guadagna o possiede meno. Lo sconto di tassazione sulle imprese invece non può far discutere, dal momento che favorirà sia grandi che piccole-medie imprese.

Insomma, la sbandierata manovra che abbatte a 100 euro al mese la tassazione sul lavoro per le nuove assunzioni potrebbe nascondere un boccone amarissimo per le classi sociali più colpite dalla crisi. Tuttavia, prima di giudicare, occorre aspettare le misure concrete che il Governo di Mariano Rajoy deciderà di far sue. Molte parti del documento potrebbero essere stemperate per cercare un accordo con i socialisti del PSOE su una riforma così epocale. Si attendono anche le reazioni della Commissione Europea, che senz’altro apprezzerà la cornice macroeconomica ma potrebbe entrare nel merito di alcune parti della riforma.

In foto il premier spagnolo Rajoy al tavolo del Consiglio Europeo (Council of the European Union).

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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