martedì , 21 agosto 2018
18comix

Stress test: EBA pubblica gli scenari, banche in allarme

Stanno per cominciare gli stress test per le banche europee, primo grande giro di valzer della rivoluzione che è l’unione bancaria. Ora la Banca Centrale Europea (BCE) è responsabile della vigilanza dei maggiori istituti finanziari dell’Unione Europea e dovrà valutarne le carenze patrimoniali.

Ma come funzionano questi stress test? Il meccanismo è molto simile ad un videogioco: nei database vengono inseriti i dati riguardanti le fonti di finanziamento (passività) e gli investimenti (attività) di un istituto finanziario. A quel punto si lancia una simulazione per il triennio 2014-2016, impostando parametri che influenzano sia l’economia reale che quella finanziaria, e se ne osservano le conseguenze. Se ad esempio una banca tedesca si è finanziata per il 20% con bond a tasso variabile indicizzato all’inflazione europea, e se nella simulazione questa salirà, si calcolerà quanto diverrà onerosa la fonte di finanziamento per la suddetta banca.

Gli scenari degli stress test sono stati già elaborati dall’Autorità Bancaria Europea (EBA) e con la massima trasparenza diffusi online nella giornata di martedì. In questo round saranno sottoposte alla simulazione 124 istituti finanziari europei, i quali coprono almeno il 50% dei sistemi bancari delle rispettive nazioni.

La configurazione dello scenario avverso per gli stress test prevede innanzitutto l’inserimento nel modello di diversi fattori di rischio che influenzeranno gli indicatori economici e finanziari. In primis si trovano un crollo dei mercati finanziari a livello globale, crollo della domanda interna ed estera ai Paesi della UE e svalutazione della valuta dei Paesi dell’Europa orientale. Se ciò non bastasse, vanno aggiunti un crollo dei prezzi degli immobili ed uno shock sui bond (bancari, corporate e sovrani), con relativo aumento dei tassi di interesse. Infine, uno stallo sulle riforme politiche ed economiche degli Stati ed un aumento dei tassi di interesse a breve termine. Pressapoco un’ecatombe. Ovviamente, per simulare l’andamento dei finanziamenti ed investimenti nel resto del mondo, è stata inserita un’apposita simulazione del PIL degli Stati non europei e dell’andamento dei prezzi e per quest’ultimi si prevede uno stato di deflazione globale.

Cosa accadrà se una delle 124 banche non supererà gli stress test? La risposta è arrivata a stretto giro da Danièle Nouy, Presidente del Consiglio di Vigilanza Unica in seno alla BCE. “Nessuna leggerezza e tanta severità per non replicare gli errori compiuti negli stress test soft del 2010”. Le carenze patrimoniali che emergeranno andranno coperte, in un periodo compreso tra i sei ed i nove mesi, principalmente con strumenti che incidano sul Core Tier 1. “Fate presto, ricapitalizzatevi con aumenti di capitale e non distribuite gli utili per aumentare le riserve”, è l’appello che si legge tre le righe.

Nessuna scorciatoia quindi per banche e azionisti, con il nuovo meccanismo di bail-in dell’unione bancaria a punire l’azzardo morale: fin da subito deve essere chiaro che i target non vanno raggiunti con trucchetti contabili, limitando il più possibile, ad esempio, il ricorso a strumenti di capitale convertibili.

Per i risultati degli stress test occorrerà attendere il mese di ottobre del 2014. A quel punto le banche più in difficoltà dovranno dimostrare di aver sanato la situazione tra il mese di aprile 2015 e quello di luglio dello stesso anno. L’obiettivo è semplice e chiaro. Se la vigilanza della BCE funzionerà a dovere, il Fondo Unico di Risoluzione servirà solo come scudo per allontanare le tensioni sui mercati finanziari o, al più, per intervenire nella ricapitalizzazione delle banche non sistemiche. Nell’Europa della stabilità abbiamo imparato la lezione: meglio prevenire che curare.

 In foto, Danièle Nouy, presidente del Consiglio di Vigilanza Unica presso la BCE in audizione al Parlamento Europeo (© European Union – EP 2014)

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

Check Also

spagna

Spagna e Italia: le sorti, gli scenari

“Perché sei qui?”. “Perché nel mio Paese non c’e` lavoro”. Nella comunità expat di Bratislava, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *