martedì , 20 febbraio 2018
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Tassi invariati e stime al ribasso: futuro “in espansione” per la BCE ?

Nessuna sorprese o cambio di rotta al Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea tenutosi ieri a Francoforte.

I tassi di interesse sono stati confermati al minimo storico dello 0,75% da Mario Draghi, apparso in basso profilo nel corso della conferenza stampa in cui l’Eurotower ha reso il suo periodico aggiornamento circa il quadro macroeconomico dell’Eurozona. La situazione è ancora difficile ed è arduo intravedere a breve termine un piccolo accenno di ripresa. Le stime riguardo al Pil dell’Area Euro sono state riviste al ribasso e si prevede un calo del Pil compreso tra lo 0,1% e lo 0,9% nel 2013. Per il 2014 invece viene prospettata una forbice molto alta, ossia una crescita tra lo 0 ed il 2%. Vale a dire, l’incertezza regna sovrana.

La recessione imperversa e la disoccupazione galoppa e, per questo motivo, le stime di inflazione vengono aggiornate sempre più al ribasso. In un’economia europea che rallenta sempre più, la domanda di beni e servizi diminuisce costantemente ed i prezzi di conseguenza calano. I prezzi al consumo dell’Area Euro stanno infatti progressivamente calando sotto il 2% annuo e questo potrebbe aumentare i margini di manovra della politica monetaria della Bce. Le previsioni di Francoforte prefigurano un’inflazione compresa tra l’1,2% ed il 2% nel 2013, e tra lo 0,6% ed il 2% nel 2014.

Poichè il mandato affidato a Draghi presuppone di mantenere un’inflazione media annua di poco sotto il 2%, questo vuol dire che, se l’indice dei prezzi calerà oltre tale soglia, la Banca Centrale Europea avrà mano libera e potrà attuare nuove politiche monetarie espansive per sostenere il Pil e l’occupazione. Il governatore della Bce ovviamente non anticipa nulla in conferenza stampa riguardo le mosse future ma annuncia che si è discusso della possibilità di portare i tassi allo 0,5%. L’ennesima rassicuraizone ai mercati: se prevarrà la sfiducia la Bce non si farà trovare impreparata.

Lo spirito complessivo della conferenza in ogni caso è attendista e parzialmente ottimista. Le elezioni italiane non hanno creato lo scompiglio che ci si attendeva sulle piazza finanziarie e l’ultra-attivismo della Federal Reserve e della Banca Centrale Giapponese ha trascinato tutte le borse mondiali al rialzo senza smuovere troppo i tassi di cambio. Se pure questo avvenisse, è quasi sicuro che l’euro dovrebbe apprezzarsi. A differenza delle omologhe banche centrali infatti la Bce è molto riluttante a compiere operazioni di mercato aperto (come gli acquisti di titoli) poichè il suo principale mandato è il controllo dell’inflazione. Quindi, a meno di crolli improvvisi sui mercati, la politica monetaria Ue, benchè espansiva lo sarà sempre meno di quella di Usa e Giappone. Molti macroeconomisti spagnoli e nord-europei sono concordi su quest’analisi. Per questo motivo, secondo la Reuters, la Spagna starebbe preparando una massiccia emissione di titoli di Stato denominati in dollari. Se le stime si rivelassero corrette, ogni anno sarebbe sempre meno oneroso ripagare il prestito.

Draghi non vede profilarsi all’orizzonte nuovi shock sistemici e, come da copione, minimizza l’esito delle elezioni italiane, sottolineando quasi banalmente lo svolgersi del normale processo democratico tramite libere elezioni.  Il governatore loda l’impegno dei governi che stanno attuando le politiche di risanamento dei conti pubblici e prevede che, dopo tanti anni, finalmente nel 2013 la media dei deficit europei scenderà sotto il 3% del Pil, il parametro magico di Maastricht.

Per concludere, il governatore sottolinea come nota molto positiva l’ottima situazione della liquidità nell’Eurozona, con più del 40% dei prestiti LTRO bancari già restituiti dalle banche europee. Dal punto di vista finanziario, dunque, i progressi sono sensibili e la Bce sta svolgendo al meglio il suo lavoro. L’economia reale, tuttavia, collassa e le misure politiche per rimediare alla grave situazione latitano. L’Europa in ogni caso si scopre così fortunata nell’avere la Bce come nocchiero che, se pure non risolve, almeno cerca di mitigare la tempesta che imperversa.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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