lunedì , 19 febbraio 2018
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Da sinistra il Commissario Jonathan Hill, il VicePresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e il ministro delle finanze della Lettonia Janis Reirs © European Union

Trasparenza finanziaria, presidenza lettone chiude in bellezza

Mercoledi 17 giugno, Consiglio dell’UE e Parlamento Europeo hanno trovato un accordo sul testo finale della bozza di regolamento sul finanziamento tramite titoli (Securities Financing Transactions – SFT), il cui percorso legislativo era cominciato a gennaio del 2014 su proposta della Commissione. Nonostante non sia per ora stato pubblicato un testo della bozza, il Consiglio assicura che questa punterà a creare più trasparenza ed una migliore accessibilità delle informazioni sul prestito di titoli e sulle operazioni di vendita con patto di riacquisto – sia nei confronti degli investitori che per le cosidette ‘trade repositories’. Le misure dovrebbero servire a scoraggiare il crescente spostamento di attività finanziare dal sistema bancario tradizionale al meno regolato e più rischioso sistema bancario ‘ombra’.

Il mercato bancario collaterale

Il regolamento si riferisce a tutte le operazioni di finanziamento tramite titoli, genericamente definibili come quelle transazioni in cui dei titoli vengono utilizzati per prendere a prestito denaro, o vice versa, come accade ad esempio nei contratti di pronti contro termine, nei quali il venditore si impegna a riaquistare – in una data e ad un prezzo predeterminati – dei titoli da lui venduti ad un acquirente. Questo tipo di operazioni sono sempre più spesso delegate dalle banche e dagli investitori al cosidetto sistema bancario collaterale o ‘ombra’, costituito da intermediari finanziari non bancari che – pur intraprendendo attività di investimento e speculazione simili alle banche commerciali – sono state tradizionalmente meno regolamentate di queste ultime, crescendo esponenzialmente in giro d’affari dagli anni duemila e giocando un ruolo centrale nelle cause della crisi economica del 2008. A seguito di quest’ultima, il settore si è ulteriormente espanso grazie al tentativo di aggirare la più stretta regolamentazione nella quale è dovuta incorrere il sistema bancario, crescendo così di 5000 miliardi di dollari nel 2013 per arrivare a muovere 75 mila miliardi nel 2014 – attirando crescente attenzione e preoccupazione da parte della Banca Centrale Europea, che sempre più lo ha considerato un rischio per la stabilità finanziaria dell’eurozona.

Le misure previste: più controlli e trasparenza

Il testo definito mercoledì dovrebbe tentare di scoraggiare banche e investitori a spostare ulteriormente le loro attività nel mercato bancario collaterale, adottando misure di controllo e trasparenza in tre ambiti. Innanzitutto, verrà operato un maggior monitoraggio del mercato, per osservare l’eventuale creazione di rischi sistemici dovuti al finanziamento tramite titoli. Questo verrà fatto rendendo obbligatoria la registrazione di tutte le operazioni presso le trade repositories, enti approvati dalla European Securities and Markets Authority (ESMA) ai quali è per ora obbligatorio riportare tutte le le operazioni del mercato dei derivati nell’ UE. Parallelamente, si dovrà cominciare a rendere note in maniera chiara e completa tutte le informazioni riguardanti queste operazioni o operazioni equivalenti agli investitori coinvolti. Infine, si tenterà di aumentare la trasparenza – anche al livello contrattuale – delle attività di reimpegno di banche e altri intermediari finanziari, consistenti nel riutilizzo da parte di questi ultimi di garanzie fornite dai clienti come garanzie per altre operazioni.

L’accordo sul testo è stato raggiunto nel corso di un cosidetto ‘trilogo’: un incontro informale tra Commissione, Parlamento e Consiglio ai fini di trovare un compromesso su un testo prima che questo venga presentato al PE. Jonathan Hill, Commissario europeo per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e il mercato unico dei capitali, ha salutato l’accordo come ‘un passo importante per portare trasparenza nel mercato dei titoli’, che renderà possibile ‘valutare i rischi’ per attività che sono comunque ‘importanti per il finanziamento dell’economia’. Il raggiungimento di una posizione comune sarà confermata nei prossimi giorni dal COREPER per conto del Consiglio, per poi essere inviata al Parlamento per una possibile approvazione in prima lettura a ottobre 2015, con il fine di concludere la procedura legislativa entro fine anno.

L' Autore - Riccardo Trobbiani

Laureato magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche - Studi Europei presso l’Università di Bologna (Polo di Forlì) nel 2015 e in International Relations (MSc) presso la University of Bristol (UK) nel 2014. Romano, europeista e appassionato di politica europea e geopolitica. Mi interesso attualmente di politiche regionali e di coesione dell’UE alle quali ho dedicato la mia tesi magistrale italiana – incentrata sul tema del lobbying regionale nei confronti delle istituzioni europee – che è stata in parte ricercata e scritta durante un tirocinio di quattro mesi a Bruxelles presso l’ufficio di rappresentanza della Regione Emilia-Romagna. Felice di poter collaborare con Rivista Europae, iniziativa molto interessante in un periodo di grande disinformazione sulle politiche europee in Italia.

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