domenica , 18 febbraio 2018
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Photo © European Commission, 2015

Tsipras incontra Juncker, la BCE gela le banche greche

Il governo greco ha incontrato negli scorsi giorni i vertici delle istituzioni europee: mercoledì, mentre il Ministro delle Finanze Yanis Varoufakis vedeva il Presidente della BCE Mario Draghi, il Primo Ministro Alexis Tsipras si riuniva per la prima volta con Jean-Claude Juncker, guida della Commissione Europea. Distesa l’atmosfera dei due incontri, meno i listini finanziari, gelati nella serata di mercoledì dall’annuncio che la BCE non avrebbe più accettato come garanzia titoli di Stato greci. Ad essere maggiormente colpite saranno le banche greche, che non potranno più utilizzare i bond greci per richiedere liquidità alla BCE.

L’incontro Draghi – Varoufakis

La decisione è piombata inaspettatamente mercoledì sera, poche ore dopo l’incontro fra Draghi e Varoufakis. Un incontro che era stato definito “fruttuoso” dal Ministro greco, incoraggiato dalle parole del Presidente della BCE. Nonostante questo, il Ministro aveva poi voluto sottolineare che la BCE è anche la banca centrale della Grecia, così come di tutti gli altri Paesi dell’eurozona: una stoccata alle presunte ingerenze tedesche sulle sue decisioni.

Al centro dell’incontro, proprio la questione del debito greco. Le richieste del governo Tsipras sono ora state espresse anche direttamente alla BCE: bond perpetui (senza scadenza) e con tasso d’interesse legato all’andamento del PIL greco. Non sono trapelati dettagli sulla discussione fra Draghi e Varoufakis, ma difficilmente la BCE accetterà una soluzione simile. E la decisione di non accettare più titoli greci come collaterale pare andare proprio in questa direzione.

La mossa della BCE

La Grecia, finora, aveva goduto insieme a Cipro di una deroga al normale regime di accesso alla liquidità della BCE: la BCE infatti accetta come garanzia dalle banche nelle sue operazioni di rifinanziamento titoli che godano di un rating pari almeno alla tripla B (investment grade). La Grecia non ha questo riconoscimento e accedeva alle operazioni della BCE solo in virtù dei programmi di riforme sottoscritti negli anni passati. Gli stessi programmi che Tsipras ha più volte detto di voler stracciare. Dato che il governo non intende rinnovare i programmi di salvataggio oltre la loro scadenza del 28 febbraio, la BCE ha agito di conseguenza.

A rimetterci saranno soprattutto le banche greche, che avranno maggiori difficoltà ad accedere alla liquidità fornita dalla BCE: dovranno ora mostrare nuove garanzie oppure fare ricorso allo ‘sportello d’emergenza’ (ELA) presso la banca centrale greca. In realtà, secondo Bloomberg, la decisione ha uno spiccato significato politico (un forte segnale ad Atene), ma avrà conseguenze limitate nel breve periodo per le banche elleniche, dato che la loro esposizione al debito greco si è già notevolmente ridotta dopo la rinegoziazione del 2012 e ammonterebbe oggi a ‘soli’ 21 miliardi di euro. Analisi condivisa anche dal governo greco, che ha ribadito la buona capitalizzazione del sistema bancario greco, che può accedere ad altre fonti di liquidità.

Tsipras vede Juncker, Varoufakis vola in Germania

Juncker e Tsipras hanno trasmesso un’immagine di serenità e ottimismo (come filtrato anche dall’immagine di loro due mano nella mano), ma le trattative fra Grecia e Commissione saranno difficili. Dopo l’incontro, Tsipras ha ribadito l’impressione positiva, affermando che la Grecia non intende distruggere la cornice di regole europee, ma solamente migliorarle per renderle più utili “alla nostra gente, alla nostra prospettiva comune”. Uno Tsipras istituzionale, che in questo tour europeo ha cercato di smorzare i timori riguardo le sue richieste di revisione delle politiche di austerità.

Juncker non ha rilasciato dichiarazioni dopo l’incontro, mentre è stato il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, a smorzare gli entusiasmi, ricordando che i negoziati all’interno dell’Eurogruppo saranno “difficili”. Stessa prospettiva del Ministro greco Varoufakis, che ha letto la mossa della BCE proprio come un modo per mettere pressione sulla riunione dei Ministri delle Finanze dell’eurozona che si terrà la settimana prossima per discutere della questione greca.

Ma le distanze sono evidenti, come testimonia anche l’incontro di ieri fra Varoufakis e il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, “lungo e intenso”, dove l’unico punto di accordo pare aver riguardato solo la comune volontà “di rimanere partner”. Alcune politiche di Tsipras “vanno nella direzione sbagliata”, ha detto Schaeuble. Varoufakis ha scelto di rispondere evocando il pericolo nazista (leggi Alba Dorata) proprio in Germania. La partita è appena cominciata.

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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