Marianne Thyssen, Commissaria UE all'occupazione e alle politiche sociali (European Commission)
Marianne Thyssen, Commissaria UE all'occupazione e alle politiche sociali (European Commission)

UE, 500 milioni a microimprese e imprese sociali

Fino a 500 milioni di euro di prestiti per le microimprese e le imprese sociali. Questo sostegno finanziario è reso possibile dall’accordo concluso lo scorso 24 giugno tra la Commissione europea e il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), nell’ambito del programma europeo per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI).

“Il programma che parte oggi è una chiara espressione del fermo impegno della Commissione a creare crescita e posti di lavoro” ha commentato Marianne Thyssen, Commissario responsabile per l’occupazione e gli affari sociali. Non c’è da sperare che sia davvero così, in un contesto in cui 23.504 milioni di persone all’interno dell’UE sono attualmente senza lavoro (dati Eurostat aggiornati ad aprile 2015).

L’EaSI in pillole

Il programma europeo per l’occupazione e l’innovazione sociale è pensato per i piccoli imprenditori e gli imprenditori sociali che desiderano avviare o far crescere la propria attività, con un occhio di riguardo per quelle imprese che faticano ad accedere ai finanziamenti o al mercato del lavoro. In questo modo, l’UE intende promuovere un’occupazione sostenibile, combattendo la povertà e l’emarginazione sociale. La Commissione intende sostenere, per la prima volta, l’imprenditoria sociale con prestiti fino a 500 mila euro e allo stesso tempo rendere più immediato l’accesso al microcredito (i prestiti fino a 25 mila euro) per le donne, i giovani e i disoccupati.

Questo supporto non si tradurrà in un sostegno finanziario diretto alle imprese, ma sarà attuato attraverso un sistema di garanzie. In particolare, la garanzia EaSI fornirà una garanzia di 96 milioni di euro per il periodo 2014-2020, creando un effetto volano. Secondo le stime della Commissione, infatti, grazie alla garanzia EaSI saranno erogati oltre 500 milioni di euro in prestiti a favore di imprese sociali e micro-imprenditori europei che altrimenti difficilmente avrebbero avuto accesso al credito, a causa del loro profilo di rischio.

Ad occuparsi dell’attuazione della garanzia EaSI sarà il FEI, che si appoggerà a istituti di micro finanza e banche operanti in tutti e 28 i Paesi dell’UE. Il Fondo, che fa parte della Banca Europea per gli Investimenti, ha come obiettivo proprio quello di aiutare le PMI europee ad accedere ai finanziamenti.

Progress Microfinance, un precedente di successo

Il programma EaSI prende le mosse da un precedente di successo: l’iniziativa Progress Microfinance che, tra il 2007 e il 2010, ha permesso di erogare finanziamenti apiù di 30 mila imprenditori in oltre 20 Stati membri dell’UE.

Progress Microfinance ha reso possibile la realizzazione dei progetti più disparati: dall’apertura di una pasticceria specializzata nella preparazione di cupcakes nella cittadina di Aalsmeer nei Paesi Bassi (grazie ad un prestito di circa 15 mila euro), all’inaugurazione di un salone di parrucchiere a Murcia, in Spagna, con un finanziamento da 7 mila euro.

Un prima analisi dell’impatto di Progress Microfinance pubblicata nel novembre del 2014 ha messo in evidenza come l’iniziativa abbia effettivamente contribuito a migliorare l’accesso al credito delle microimprese. Il programma offre inoltre diversi esempi di come il microcredito sia spesso l’unica alternativa alla disoccupazione per molti aspiranti piccoli imprenditori.

L’iniziativa Progress Microfinance può essere senz’altro potenziata, soprattutto per quanto riguarda il coordinamento tra il programma europeo e le attività di supporto alla microimpresa promosse a livello di singoli Stati membri, ma costituisce un’ottima base di partenza per il nuovo programma EaSI.

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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One comment

  1. Speriamo bene! spesso in Italia non si ha accesso a questo tipo di finanziamenti per progetti innovativi, anche se sono stati ampiamente pubblicizzate start up innovative… in realtà spesso chi giudica un progetto innovativo non ha le credenziali tecniche per giudicare. Nel complesso credo che comunque creano, in un modo o nell’altro, condizioni per migliorarsi come impresa o come libero professionista.

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