domenica , 18 febbraio 2018
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Unione Bancaria: il Parlamento Europeo e la vigilanza unica della BCE

Il 12 settembre 2013 rimarrà una delle date scolpite nella timeline della storia dell’integrazione europea per svariati motivi. Ieri il Parlamento Europeo ha approvato a grandissima maggioranza il nuovo sistema unico di vigilanza sulle banche, pietra miliare dell’unione bancaria. Un provvedimento ricco di cambiamenti non solo per il sistema bancario europeo ma anche per lo stesso Parlamento Europeo.

Il punto centrale delle misure riguarda la nascita di un‘autorità unica di vigilanza per l’intero sistema bancario europeo. Un’entità fondamentale caratterizzata da principi di democraticità e trasparenza. Sarà un organo democratico dal momento che Presidente e vice-Presidente saranno nominati direttamente dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea. Gli europarlamentari vedranno i loro poteri accrescersi dal momento che potranno investigare liberamente sull’operato dell’autorità ottenendo risposte dalla stessa in tempi rapidi stabiliti per legge.

Come detto, inoltre, sarà un organo trasparente dal momento che nascerà da una branca della Banca Centrale Europea, ma sarà totalmente scollegata dalle funzioni di politica monetaria. Per evitare conflitti di interesse ed aumentare al massimo la separazione dei poteri, il Parlamento Europeo ha infatti stabilito che lo staff coinvolto nella vigilanza bancaria non potrà in ogni modo avere un ruolo nei board in cui si decide la politica monetaria.

Quest’ultimo aspetto è molto importante e combacia strettamente con le norme contenute nel pacchetto CRD IV, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2014. Secondo quest’ultimo le banche europee dovranno aumentare in modo considerevole i requisiti prudenziali di capitale e di liquidità (Liquidity Coverage Ratio). Requisiti che vanno monitorati non solo sistematicamente ma anche continuativamente. Dal momento che il livello di liquidità a disposizione di una banca si modifica in maniera repentina, non stupirebbe se la neonata autorità di vigilanza stabilisse dei meccanismi di controllo pluri-giornalieri per verificare la solvibilità di brevissimo termine. In ogni caso la mole di lavoro per l’autorità sarà enorme, dal momento che dovrà vigilare su circa 6000 banche europee. Finiranno sotto la lente dell’autorità di vigilanza infatti tutte le banche che possiedono attività per più di 30 miliardi di euro o se queste costituiscono almeno il 20% del PIL dello Stato in cui la banca ha sede.

L’autorità di vigilanza inoltre dovrà attenersi alle regole di un “single rulebook” che verrà stilato da EBA (Autorità Bancaria Europea), ESMA (Autorità Europea degli strumenti finanziari e dei mercati) e dall’EIOPA (Autorità Europea delle assicurazioni e delle pensioni). L’adesione al sistema unico di vigilanza potrà essere effettuata anche dagli Stati esterni all’area dell’Euro. Una situazione simile a quella del Procuratore Pubblico Europeo. Anche in questo caso l’autorità di vigilanza si trova a fare la parte dell’erogatrice di un servizio che può essere accettato o rispedito al mittente.

La nuova autorità unica di vigilanza avrà un costo per la BCE, dal momento che dovrà dotarsi di un folto staff di analisti concentrati su ognuna delle 6000 banche. Saranno queste ultime a coprire i costi del funzionamento dell’autorità tramite delle fees commisurate al grado di rischio. Insomma, le banche che dovranno essere sottoposte a maggiori controlli prudenziali pagheranno di più rispetto alle più patrimonializzate e solide. Oltre alla vigilanza pura, la BCE avrà il potere di rilasciare autorizzazioni per l’esercizio bancario, dare il via libera alle acquisizioni ed alla formazione di holding, eseguire stress tests, suggerire aumenti di capitale e collaborare con le autorità nazionali per quanto riguarda i rischi sistemici derivanti da un possibile fallimento bancario.

Durante l’Ecofin di giugno era stato infatti deciso che ben il 20% dei fondi di ricapitalizzazione delle banche in crisi sarà pagato dagli Stati e la restante parte dall’ESM. Il provvedimento entrerà in vigore la terza settimana di settembre del 2014, ossia un anno esatto dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Un altro decisivo passo in avanti verso una sempre maggiore integrazione europea.

In foto, il Presidente del Parlamento UE Martin Schulz e il governatore della BCE Mario Draghi (© European Union 2013 – EP)

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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