domenica , 25 febbraio 2018
18comix

Un’ondata di liquidità arriva in Europa. Benvenuti nel breve periodo

L’economista John Maynard Keynes con la sua famosa espressione “nel lungo termine saremo tutti morti” voleva sottolineare gli enormi vantaggi nel breve termine di politiche monetarie espansive. Nei prossimi mesi l’Europa ed il mondo vivranno in questo utopico ‘breve periodo’ in cui si potrà apprezzare un calo dei tassi d’interesse, un boom delle borse e, se tutto va bene, un rilancio degli investimenti.

Al momento, tre banche centrali stanno pompando liquidità nei rispettivi sistemi economici per far ripartire l’economia. Stiamo parlando dell’iperattiva Bank of Japan (BOJ) e delle cugine più moderate Federal Reserve (Stati Uniti) e Bank of England. Gli effetti dei loro programmi di acquisto di titoli di Stato, di bond di società immobiliari e altri titoli ibridi stanno gonfiando i valori di quasi tutti i titoli mobiliari nei rispettivi mercati finanziari e indebolendo le proprie valute. In questo modo tutte e tre perseguono politiche deliberatamente inflazionistiche e mercantilistiche con l’intento di rilanciare le esportazioni.

Nonostante tutto, alcuni piccoli effetti collaterali stanno iniziando a verificarsi, soprattutto in Giappone. Secondo molti analisti, infatti, banche e fondi pensione nipponici non starebbero utilizzando la liquidità messa in circolo dalla BOJ per investire solamente nei titoli del loro Paese. Negli ultimi giorni sono calati drasticamente i tassi di interesse dei bond europei in modo abbastanza insolito ed ingiustificato. In particolare l’Italia negli ultimi due giorni ha collocato sui mercati un ammontare complessivo di titoli intorno ai 25 miliardi di euro suddivisi in varie scadenze. Non solo la domanda è stata molto forte, ma i tassi sono calati su tutti i tipi di titoli emessi. I BOT trimestrali sono stati emessi ad un tasso dello 0,244% e lo spread è tornato in zona 300 punti. Ovviamente le manovre straordinarie della banca centrale giapponese sono iniziate da pochissimo tempo e non si può ancora parlare di fuga di capitali dal Paese del Sol Levante. Tuttavia pare evidente il vantaggio per un investitore giapponese nell’acquistare titoli dagli interessi maggiori e che, anche se deprezzeranno nei mercati interni, sono quotati in una valuta che pare continuare ad aumentare di valore.

L’Eurozona e la sua Banca Centrale Europea (BCE) per ora stanno alla finestra ad osservare. Sono passati ormai circa 14 mesi dall’ultima operazione monetaria apertamente espansiva dell’Eurotower (Ltro o prestito alle banche di liquidità triennale) e 9 mesi dall’ultimo allentamento dei tassi di interesse allo 0,75%. Da quel momento l’euro si è notevolmente apprezzato e oggi viene scambiato a 1.31 dollari contro gli 1.20 di agosto. Se questo apprezzamento ha permesso ai cittadini europei di risparmiare essenzialmente sul pieno di benzina dopo i valori record raggiunti ad inizio 2012 ed ha consentito un progressivo calo dell’inflazione, non si può dire che ne abbiano giovato anche PIL e occupazione.

Secondo il bollettino mensile della BCE di Aprile 2013 la situazione dell’Eurozona non è tra le migliori. Vengono evidenziati come punti di debolezza il calo annuale dei prestiti alle imprese (-1,4%) ed un tasso di disoccupazione record all’11,4%. Poiché l’inflazione continua a scendere, Mario Draghi avrebbe nei prossimi mesi le mani libere verso un ulteriore taglio dei tassi di interesse ed eventualmente nuovi prestiti bancari a lungo termine per rilanciare gli investimenti ed il credito. Molto difficilmente verranno intrapresi nuovi acquisti di titoli di Stato poiché i tassi sui titoli sovrani sono già scesi di molto ultimamente e gli spread sono a livelli quasi accettabili.

Solo lo spread sloveno continua a rimanere a livelli di guardia sopra i 500 punti basi. Dopo l’incontro questa settimana con il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, la premier slovena Alenka Bratusek ha iniziato a definire la bozza della manovra economica che presto presenterà alle camere. Fortunatamente c’è tempo fino a giugno per reperire i fondi necessari dato che non si intravedono nel breve termine grossi rimborsi di titoli di Stato.

Cipro invece, in attesa dei 10 miliardi di euro del salvataggio di UE e Fondo Monetario Internazionale è tenuta in vita dalle iniezioni di liquidità della BCE. Le sue banche in attesa di essere ristrutturate continueranno ad onorare i pagamenti a breve termine. In ogni caso la Banca Centrale Cipriota dovrà partecipare al salvataggio vendendo almeno 10 tonnellate di riserve auree ed altri asset statali. La situazione di emergenza pare essere rientrata ma le prospettive non sono delle migliori dato che si prevede un calo del Pil dell’8,7% per il 2013. La strada verso la fine della crisi dei debiti sovrani pare ancora lunga.

In attesa di nuove mosse della BCE si tenterà dunque di proseguire con il risanamento dei conti pubblici, cercando nel frattempo di attirare parte del mare di liquidità vagante per i mercati internazionali.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

Check Also

Criptomania: ascesa e declino dei Bitcoin? 

“All’angolo ci sono un co-working e un hacking space, lì puoi prendere da bere, ma …

2 comments

  1. Fabio Cassanelli

    Caro vonchamisso,
    innanzitutto la ringrazio di aver letto con attenzione l’articolo e mi fa piacere che abbia contribuito a migliorare il suo livello di umore della giornata.
    il mercato dei carburanti è eccezionalmente anelastico. In Europa abbiamo beneficiato di un calo dei prezzi al consumo principalmente per l’apprezzamento dell’euro. Se lei vivesse in Giappone in questo momento, si accorgerebbe che il crollo dello Yen nei confronti del dollaro non le avrebbe consentito un risparmio, ma anzi, un aggravio. Il petrolio si paga in dollari ed una valuta forte ed in crescita crea effetti deflativi a catena sull’interno mercato.
    Un saluto.

  2. Ahahaha ! il prezzo della benzina sarebbe sceso perchè l’euro si è apprezzato sul dollaro? Controlli l’ andamento dei prezzi del petrolio, non sarà mai perchè questi sono scesi?
    Basta balle….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *