mercoledì , 15 agosto 2018
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Il trionfo di Angela Merkel

Angela Merkel ha vinto le elezioni federali in Germania. La conferma tanto attesa in tutta Europa è finalmente arrivata: Merkel governerà per altri quattro anni. Rimane solo da comprendere con quali partner. Il dato politico più rilevante è la posizione di forza con cui l’attuale e futuro Cancelliere si presenta non solo di fronte agli altri partiti, ma anche nei confronti dei propri interlocutori europei.

Sul fronte interno, innumerevoli volte, anche sulle pagine di Europae, è stata ventilata la possibilità molto concreta di una riedizione della Grande Coalizione già guidata da Merkel fra il 2005 e il 2009. Una coalizione di governo sostenuta da CDU/CSU e SDP, che ha proseguito nell’opera di riforma dell’economia tedesca, permettendole di attraversare quasi indenne la crisi economica del Vecchio Continente. A poche ore dal voto, questa eventualità rimane tuttora valida: la stessa Merkel avrebbe già inviato segnali informali di apertura ai socialdemocratici, dopo aver sempre mostrato di apprezzare l’idea di una coalizione in campagna elettorale. A differenza della precedente esperienza di governo, Merkel non potrà invece contare sull’appoggio dei liberali della FDP, che non sono riusciti a superare la soglia di sbarramento del 5% ed entrare al Bundestag. Questo non costituisce necessariamente un risvolto negativo per il Cancelliere: negli ultimi mesi, i rapporti con l’alleato di minoranza si erano fatti più tesi a causa della crescente intransigenza dei liberali sul tema europeo.

La convergenza programmatica con la SDP non dovrebbe essere impresa ardua per i cristianodemocratici. Paradossalmente, un ostacolo alla formazione di una Grande Coalizione deriva piuttosto dalla schiacciante maggioranza conseguita da CDU/CSU, a un passo dal poter governare da sole. Per Merkel ricercare l’appoggio della seconda forza politica del Paese per superare quel piccolo vuoto che la separa dalla maggioranza assoluta potrebbe apparire anche troppo politicamente costoso. Ecco dunque l’idea di ricercare l’appoggio di una forza minoritaria come quella dei Verdi, i cui consensi elettorali si sono ridotti anche perché il governo Merkel li ha privati di una delle armi politiche principali: l’opposizione all’energia nucleare. L’accordo con i Verdi sarebbe però avversato dalla componente bavarese, la CSU. Le trattative saranno dunque lunghe.

In ogni caso, a livello europeo la Germania si presenterà nei prossimi mesi con un governo forte di un appoggio elettorale molto significativo. Un evento molto raro in Europa negli ultimi anni: la crisi che attanaglia i Paesi europei infatti ha avuto conseguenze politiche importanti, mietendo vittime illustri fra i governi. Si pensi alla sconfitta di Nicolas Sarkozy in Francia a favore del socialista François Hollande o della vittoria del popolare Mariano Rajoy in Spagna ai danni dello PSOE dell’ex premier José Luis Zapatero. Inutile poi ricordare le tribolazioni della Grecia, passata attraverso un drammatico doppio turno elettorale nel 2012, prima di riuscire a formare un governo più o meno stabile che garantisse l’appoggio alle riforme richieste dalla Troika in cambio di ingenti aiuti finanziari. Così come sono ancora fresche le peripezie dei principali partiti politici italiani, che prima hanno appoggiato il governo tecnico di Mario Monti, dopo il crollo dell’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi nell’autunno 2011 sotto i colpi di uno spread fuori controllo, e poi hanno dovuto contrattare per più di un mese per raggiungere un accordo sull’attuale governo Letta.

Il consenso elettorale di Merkel discende dal fatto che la Germania non solo ha evitato una crudele crisi economica, ma anzi è stato uno dei pochi Paesi europei a crescere a ritmo incoraggiante. Certamente, la situazione economica positiva ha avuto il suo peso nella conferma del Cancelliere. Tuttavia, decisivo sembra essere stato anche il messaggio rassicurante che Merkel ha saputo trasmettere al proprio elettorato: mentre in tutta Europa tutti chiedono qualcosa di più alla Germania, in patria il Cancelliere è riuscita a soddisfare una popolazione poco ansiosa di salvare i propri vicini meridionali. La cautela e il pragmatismo di Merkel, tanto criticati all’estero, sono stati l’arma vincente a casa propria. La sfida del futuro prossimo per Merkel e l’Europa sarà riequilibrare le ragioni dell’elettorato tedesco con quelle del progetto europeo. La scelta del partner di governo potrebbe avere un peso anche sotto questa prospettiva.

In foto i sostenitori di Angela Merkel in festa (Foto: cdu.de)

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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