mercoledì , 21 febbraio 2018
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Impianto geotermico dell'ENEL in Toscana (Foto: European Commission)

L’UE ci riprova: Unione energetica e mercato unico dei capitali

Superata almeno per il momento l’ennesima crisi legata al debito greco, con l’accordo raggiunto all’Eurogruppo e ratificato dalle tre istituzioni della ex-troika, la Commissione Europea ha rimesso al centro del dibattito due temi che il Presidente Juncker aveva indicato come prioritari all’inizio del proprio mandato: gli investimenti e la realizzazione di un’Unione energetica europea.

L’Europa dell’energia

La strategia quadro per l’Unione energetica presentata a metà settimana dalla Commissione è un ambizioso progetto politico, all’altezza delle sfide portate dallo scenario globale e dalle rinnovate esigenze di sicurezza energetica. Secondo l’esecutivo UE, i flussi di energia dovrebbero essere equiparati a una “quinta libertà” all’interno del mercato unico. Per farlo, Bruxelles chiede una totale riorganizzazione del mercato dell’energia, con trasparenza sugli accordi con i fornitori, una nuova armonizzazione normativa e maggior cooperazione tra Stati membri per garantire la sicurezza comune in tema di accesso alle fonti di energia.

Il premier bulgaro Bojko Borisov, in visita a Bruxelles, aveva recentemente richiamato l’attenzione sul tema della sicurezza energetica europea. L’argomento resta una priorità assoluta per la Bulgaria e tutta l’Europa orientale, soprattutto alla luce delle grandi tensioni con la Russia di Putin.

Un mercato unico dei capitali

L’altro carburante necessario a fare ripartire l’economia europea sono o almeno dovrebbero essere gli investimenti pubblici e privati. Con l’obiettivo di creare un contesto istituzionale, politico e legislativo favorevole alla ripresa economica, l’esecutivo UE ha recentemente avviato una consultazione pubblica di 3 mesi per individuare le barriere che impediscono la circolazione degli investimenti in Europa.

Sulla base dei risultati della consultazione , Bruxelles presenterà un piano d’azione contente misure per realizzare il mercato unico dei capitali entro il 2019. Secondo il lord inglese Jonathan Hill, Commissario ai servizi finanziari, lo scopo è “sbloccare la liquidità a disposizione e metterla al servizio delle imprese”.

E l’Unione del lavoro?

La Corte di Giustizia dell’UE ha stabilito in un’importante sentenza delle scorse settimane che i lavoratori distaccati per prestazione di servizi in uno Stato membro diverso da quello di origine, hanno diritto ai minimi salariali stabiliti dal Paese nel quale prestano il proprio lavoro. Giustificata ai sensi del principio di concorrenza, la sentenza avrà effetti importanti per l’armonizzazione dei mercati europei del lavoro.

Liberalizzazioni, tocca all’Italia di Renzi

Il Governo italiano ha varato nel corso della settimana un pacchetto di liberalizzazioni che interessa diversi settori dell’economia italiana. Le misure messe in campo dall’esecutivo di Matteo Renzi riguardano fondi pensione, televisione e internet, servizi postali e bancari, il mercato dell’energia e anche il settore delle professioni, con interventi che interessano avvocati, notai e farmacie.

Quote latte: Italia nei guai

La Commissione ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia dell’UE per gli scarsi progressi nel recupero delle multe per violazione delle regole sulle quote latte. Dal 1995 al 2009, l’Italia ha pagato 2.305 miliardi di euro di multe al posto di allevatori che avevano prodotto latte in eccedenza rispetto alle quote stabilite da Bruxelles.

L’Europa e il mondo

Il Sinai sembra poter diventare il prossimo fronte dell’avanzata dell’ISIS nel mondo arabo. L’Egitto di al-Sisi, impegnato attivamente nel contrasto alle milizie del Califfato in Libia, sente aumentare la pressione delle milizie islamiste, soprattutto in una regione da sempre molto difficile da controllare. Nel frattempo, la Francia ha firmato un accordo per la vendita di mezzi militari al governo egiziano.

All’interno delle istituzioni multilaterali, l’UE continua inoltre la sua battaglia contro le mutilazioni genitali femminili. Federica Mogherini e i Commissari Jourova (Giustizia) e Mimica (Cooperazione internazionale) hanno negato ogni tolleranza verso i Paesi che non condannano la pratica e chiesto un intervento normativo per la repressione del fenomeno.

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

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