mercoledì , 15 agosto 2018
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L’UE tra antiterrorismo, Israele e le crisi di Ucraina e Kosovo

Il Regno Unito ha varato una nuova normativa per il contrasto al terrorismo e il rafforzamento della sicurezza nazionale. Tra le misure approvate dal parlamento di Westminster figurano la definizione di nuovi casi per i quali sono legittimati maggiori controlli sulle persone e limitazioni del loro diritto alla privacy. La nuova normativa anti-terrorismo britannica si inserise nel più ampio dibattito sulla ridefinizione dell’equilibrio tra libertà e sicurezza, che molti governi europei stanno affrontando in queste settimane alla luce della rinnovata minaccia del terrorismo internazionale.

Boko Haram, l’organizzazione terrorista islamica attiva in Nigeria, ha comunicato di aver giurato fedeltà all’ISIS e al suo Califfo, in un quadro di associazione federale dai risvolti rilevanti per la lotta globale al terrorismo. Le ragioni di questa scelta da parte dei terroristi nord-nigeriani sono diverse, da quelle di carattere strategico alle divisioni profonde con l’azione terroristica di Al-Qaeda, ma al momento non sembra che il conflitto in corso in Nigeria possa estendersi al di fuori della sua dimensione quasi prettamente nazionale.

Oltre all’ISIS, a Boko Haram e ad Al-Qaeda, figura tra le organizzazioni terroristiche di ispirazione islamica più pericolose anche Al-Shabaab, un gruppo di insorti somali nato tra il 2005 e 2006 e attiva nel disastrato teatro somalo. I legami con la Scandinavia, dove hanno trovato rifugio negli anni della guerra civile migliaia di profughi somali, preoccupa molto i governi di Norvegia e Svezia.

Israele e i negoziati con l’Iran

La conferma di Benjamin Netanyahu come primo ministro di Israele avrà effetti rilevanti sulle relazioni tra UE e Paesi del Medio Oriente. Tra i governi europei erano infatti in molti ad auspicare, insieme alla Casa Bianca, in un cambio di goveno e di politica da parte dello Stato di Israele. La conferma di Netanyahu, tuttavia, non porterà all’abbandono dell’alleato israeliano da parte degli Stati UE, sebbene la priorità degli europei resti la conclusione di un accordo sul nucleare iraniano.

L’Ucraina in profonda crisi economica

La situazione economica e finanziaria dell’Ucraina è grave quasi quanto quella politica. Gli effetti della guerra e della rottura con la Russia hanno provocato danni enormi all’economia nazionale, con il PIL che nel 2014 è crollato del 15%. Il FMI ha deliberato un nuovo prestito di emergenza del valore di 17,5 miliardi di dollari, condizionato al rispetto della tregua concordata a Minsk. Nel frattempo inizierà tra pochi giorni un nuovo round di negoziati sul gas, nei quali l’UE continuerà la sua opera di mediazione tra Russia e Ucraina, anche con l’obiettivo di garantire la continuità delle forniture di gas dell’Europa.

… e il Kosovo in crisi demografica

Il Kosovo sta vivendo il più grande esodo di cittadini dagli anni ’90. Nel 2014 oltre 32.000 kosovari hanno richiesto asilo in Europa (+76% di richieste rispetto al 2012). Si tratta soprattutto di giovani, che cercano di entrare in Europa legalmente. Altri ancora tentano di attraversare clandestinamente le frontiere dell’UE. A incidere sullo svuotamento del Kosovo è la drammatica situazione economica, con una disoccupazione intorno al 45% e una povertà in forte aumento in tutto il Paese.

E-book e droni: aspettando le norme UE

La Corte di Giustizia dell’UE ha dato ragione alla Commissione Europea, confermando che l’IVA agevolata per gli e-book prevista dalle normative di Francia e Lussemburgo costituisce una violazione della Direttiva europea sull’IVA. “Un libro è un libro”, indipendentemente dal supporto cartaceo o digitale. L’UE – per ora – dà quindi ragione agli editori tradizionali, in attesa di un possibile intervento normativo comunitario per dirimere la questione. Sul fronte dell’aviazione civile, le istituzioni UE intendono aprire un dibattito e legiferare anche sul tema dei droni e sulle normative per far volare questi innovativi mezzi di trasporto in sicurezza nei cieli dell’Europa.

Swissleaks, HSBC sotto indagine per frode fiscale

Riciclaggio e frode fiscale, sono queste le accuse che i magistrati francesi hanno rivolto contro la divisione svizzera dell’istituto bancario inglese HSBC. Dalle investigazioni seguite alle rivelazioni dello scandalo “Swissleaks” è emerso come HSBC avrebbe costruito un sistema per offrire ad alcuni clienti  servizi di occultamento di denaro in diversi paradisi fiscali. La Commissione Europea ha dichiarato che questi fatti dimostrano come il segreto bancario sia utilizzato sovente per evadere il fisco, confermando gli obiettivi UE per migliorare gli scambi con i Paesi terzi, tra i quali ovviamente la Svizzera.

L’altro scandalo: Petrobras, trema il Brasile

Corruzione e legami illegali tra politica ed economia sono alla base dello scandalo Petrobras, che mette in grave difficoltà il governo brasiliano della presidente Dilma Rousseff, sulla quale pesa una pressione congiunta e la minaccia di una richiesta di impeachment da parte del parlamento. Il partito dei lavoratori (centrosinistra), che governa dai tempi di Lula, è implicato ai livelli più alti per riciclaggio di denaro e corruzione. Una situazione delicata che rischia di cambiare gli equilibri politici della regione latinoamericana, con effetti sugli interessi dell’Europa.

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

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