giovedì , 16 agosto 2018
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Il Palazzo Berlaymont di Bruxelles, sede dell'esecutivo UE (Foto: European Commission)

L’UE unita per l’energia, Draghi lancia il Quantitative Easing

Il Consiglio Direttivo della BCE, riunito giovedì a Nicosia, ha confermato che l’atteso Quantitative Easing europeo inizierà lunedì 9 marzo. L’acquisto di titoli pubblici di Paesi dell’eurozona, obbligazioni bancarie e derivati sarà finanziato mediante l’emissione di 60 miliardi di euro al mese di nuova liquidità. Questo enorme flusso di denaro dovrebbe riportare l’inflazione dell’area euro in linea con l’obiettivo tendenziale del 2% e ridare fiato all’economia europea.

Unione energetica, tra mercato e sicurezza

Nel frattempo, l’Europa continua a discutere sulla proposta di strategia quadro per l’Unione energetica presentata dalla Commissione Europea lo scorso 25 febbraio. La necessità di una maggiore interconnessione e di massicci investimenti in infrastrutture sono stati evidenziati dall’esecutivo europeo, nonché da Paesi come Spagna e Francia, che recentemente hanno inaugurato la loro nuova connessione energetica. L’obiettivo europeo è di raggiungere almeno il 10% di interconnessione tra Paesi entro il 2020.

Tra i pilastri fondamentali del piano strategico presentato da Bruxelles figurano l’efficienza energetica, la realizzazione di infrastrutture sostenibili e nuovi stimoli a ricerca e innovazione. Su questi ultimi punti gli enti locali hanno fatto sentire la propria voce, reclamando un ruolo attivo per le regioni europee nel quadro della politica di coesione.

La Commissione Europea ha aperto un’indagine approfondita sul processo di acquisizione delle attività energetiche del colosso francese Alstom da parte della statunitense General Electric. Concluso lo scorso dicembre, l’accordo ha ottenuto alla fine il via libera del governo francese. Bruxelles ha 90 giorni per valutare gli effetti dell’operazione sulla concorrenza (si creerebbe un duopolio di fatto tra General Electric e Siemens), ma anche sulla sicurezza energetica del continente.

L’America sceglie la net neutrality

Sull’asse USA-UE corre inoltre il tema della net neutrality, il principio per cui tutti i servizi erogati via web devono essere raggiungibili per tutti allo stesso modo, senza che i provider di connessioni possano fare discriminazioni. In Europa restano le divisioni tra istituzioni UE, Stati membri e all’interno degli stessi Paesi. La Commissione federale americana per le telecomunicazioni ha invece recentemente sancito il principio, assegnando una grande vittoria al Presidente Obama e ai sostenitori del libero accesso alla rete.

Paura per lo Yemen

L’Europa continua a guardare con preoccupazione al Medio Oriente. La crisi in Yemen, a cavallo tra crisi dello Stato, guerra civile tra sunniti e sciiti e le diverse tribù che compongono la società yemenita, preoccupa l’intera Unione Europea. Il collasso dello Stato yemenita favorirebbe totalmente il terrorismo internazionale e la pirateria nel Golfo di Aden.

Diplomazia economica made in Italy

Continua la diplomazia economica bilaterale del governo italiano, anche al di là delle relazioni con la Russia di Putin. La settimana scorsa, il Presidente congolese Denis Sassou N’Guesso ha incontrato a Roma il premier italiano Matteo Renzi. Con l’occasione i due Paesi hanno stretto importanti accordi nel settore dell’energia e delle infrastrutture, con contratti e benefici per due colossi italiani come ENI e anche Ferrovie dello Stato, che svilupperà la linea ferroviaria Pointe Noire-Brazzaville, arteria per l’esportazione delle materie prime.

Ce lo chiede l’Europa?

La nuova normativa italiana in materia di responsabilità civile dei magistrati risponde alla sentenza del 2011 con cui la Corte di Giustizia dell’UE aveva dichiarato incompatibile il diritto italiano con quello comunitario. Nel 2013 l’UE aveva anche aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, che avrebbe generato una multa (evitata per poche ore) di 53 milioni di euro. Le legislazioni europee in materia, tuttavia, restano tutto fuorché organiche e omogenee.

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

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