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Ucraina, Russia, Crimea: i mille volti del risiko del Mar Nero

Mentre in Ucraina il disordine infuria ed il rischio di un intervento russo diventa velocemente realtà, è facile per osservatori e commentatori europei procedere a scontate ma efficaci semplificazioni. Le battute a disposizione si contano una per una ed impongono sintesi, semplificazione e generalizzazione. 

Così esiste l’Ucraina pro-occidentale, quella di Euromaidan, ed esiste quella filorussa, che sosteneva Yanukovich e che ora scende in altre piazze, le piazze dell’Est, a denunciare il colpo di stato dei rivoltosi. Ma, per quanto più intellegibile, ogni semplificazione porta con sé inesattezze e fraintendimenti.

A Donetsk, a Kharkhiv migliaia di ucraini sono scesi in piazza, a protestare contro le proteste. Definiscono il nuovo governo una massa di banditi e usurpatori e rivendicano la legittimità di Yanukovich. Lui stesso, durante la sua prima conferenza stampa da Rostov-sul-Don, continua a definirsi il Presidente legittimo, parla di colpo di stato e sostiene che non prenderà parte alle elezioni di maggio, illegittime. Si scusa anche, e per prima cosa, coi suoi connazionali per non essere riuscito a contenere le proteste, prima di avvertire l’amico Putin: la Crimea deve rimanere ucraina.

E così, c’è Euromaidan che sventola bandiere ucraine ed europee e c’è la Crimea che elegge autonomamente il proprio nuovo presidente/governatore e sembra quasi invitare i russi a intervenire sul proprio territorio. Più che una scena da guerra fredda, potrebbe ricordare l’annessione tedesca dei Sudeti nel 1939.

Siamo abituati a spiegare gli eventi in maniera manichea: il bene ci somiglia, il male è così estraneo e paurosamente lontano. I protagonisti di Euromaidan sono gli eroi ideali, ma come dare conto della popolazione più vicina per storia, cultura ed anima alla Russia di Putin? La questione è articolata: c’è Yanukovich, c’è la Russia, ci sono i russofili, c’è Euromaidan e ci sono i nazionalisti. Ognuno di questi attori gioca un ruolo diverso in questo risiko e sfortunatamente non è così semplice assimilare Yanukovich ai russi o ai russofili, così come Euromaidan e i nazionalisti non sono completamente coincidenti.

C’è un’Ucraina che guarda all’Occidente, ed un’altra che guarda alla Russia. Banale ma corretto. C’è una regione, in particolare, la Crimea che è sempre stata il fulcro degli interessi dell’Impero russo prima, dell’URSS poi, ed infine della Federazione Russa: una regione che garantiva a Mosca lo sbocco sul Mar Nero e quindi, attraverso Dardanelli e Bosforo, al Mediterraneo. Regione che rivendica una propria identità ed una propria autonomia, legittimamente, dal momento che la sua popolazione è a prevalenza russa e la storia, come per parte dell’Ucraina, è storia russa.

Ci sono tanti cittadini che questo non lo dimenticano, malgrado il neonato Stato ucraino dopo l’indipendenza,  per creare una nuova unità ed identità nazionale, avesse imposto l’ucraino come lingua ufficiale, vietando l’utilizzo del russo non solo nei documenti ufficiali ma persino nei luoghi di riunione. 

Eppure la popolazione nata e cresciuta negli anni della Guerra Fredda non si sente, probabilmente, meno russa che ucraina.

Di certo molti di questi, forse la maggioranza, non sono nemmeno per Yanukovich: il Presidente è disprezzato da larga parte della popolazione per la sua corruzione e gli abusi di potere, non perché ha sospeso la firma dell’Accordo con l’UE. Così come, probabilmente, molti di quelli che gridano al colpo di Stato non ce l’hanno con l’Europa e, altrettanto probabilmente, molti sostenitori di Euromaidan sono oggi ancor più preoccupati dei filorussi per l’evoluzione degli eventi. 

Perché anche chi è vicino all’Occidente vede ora, nella rivolta di Kiev, il prevalere dell’anarchia e delle forze nazionaliste.

Stesse parole che utilizzano i manifestanti prorussi: anarchia, banditismo, colpo di stato, deriva nazionalista, fascisti. Il partito che prevale all’indomani delle proteste è Svoboda che ha tra i punti fermi del proprio programma la completa rottura con Mosca, ma anche la nazionalizzazione delle imprese, l’indipendenza energetica, misure fortemente restrittive verso l’immigrazione e la cittadinanza e altamente discriminatorie verso i non ucraini, con particolare attenzione anche all’origine etnica dei cittadini.



Sono dei banditi, dei golpisti? C’è l’anarchia o il fascismo? Probabilmente la verità non sta solo da un lato. Chi manifesta oggi in favore della Russia non ha né più torto né più ragione di chi protestava ieri e protesta ancora per l’Europa. Eppure ci scandalizziamo per le proteste dei primi e incoraggiamo entusiasti quelle dei secondi. Come se in Ucraina la gente non parlasse russo. Come se tutta la storia della Russia non ruotasse intorno a quel maledetto sbocco sul Mar Nero.

Nell’immagine, durante le proteste ad Euromaidan, uno dei manifestanti, ancora mascherato ed armato, suona un pianoforte (photo: Ввласенко, Wikimedia Commons)

L' Autore - Livia Satullo

Responsabile UE-Russia - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche (“R.Ruffilli” di Forlì), ho da sempre nutrito una tripla passione per il giornalismo, l’Unione Europea e la diplomazia. Ex stagista preso la Rappresentanza Italiana all’UE e giornalista pubblicista dal 2011, ho fatto diverse esperienze all’estero tra cui un semestre di studio a Mosca che mi ha suscitato un’incredibile curiosità per la cultura e la lingua russa. Preparo il concorso diplomatico e nel tempo libro faccio atletica e scrivo racconti.

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5 comments

  1. Livia Satullo

    Ciao Andrea,
    le domande che poni sono tutte appropriatissime ed anzi, come direbbe il nostro attento lettore Ivan, sono proprio quelle che vanno al succo del problema. Succo che, tuttavia – e su questo probabilmente Ivan ha ragione – non è facile spremere da questa vicenda. Lo dico perché, nonostante stia seguendo con interesse la questione e stia cercando di approfondire quanto più possibile da diverse fonti e ripassando a mente la storia più e meno recente di quelle zone, alcune realtà sono davvero troppo complesse per potervi fornire risposte uniche ed esaustive.
    A tutte le domande da te rivoltemi non saprei, almeno io, darti una risposta univoca. Ed anche parlando con amici ucraini e russi ho raccolto idee così diverse da confermare la mia difficoltà nel dipanare la questione. Andiamo con ordine.
    1. Per quanto riguarda il primo punto. Le proteste contro le proteste ci sono e ci sono state. I media italiani ne hanno parlato meno ma già sulla stampa anglofona puoi trovare diverse cose. Io ho letto sia dalla Reuters, BBC, The Guardian che da siti russi. Fondamentalmente, si dichiara illegittimo il nuovo governo per le modalità con cui è nato. Ciò non toglie che vi siano anche manifestanti che sostengano “sino alla morte” Janoukovich ma da quello che ho letto non mi pare che questo sia il sentimento più forte. Quello più forte è probabilmente l’astio verso quei partiti d’opposizione che hanno guidato la rivolta a Maidan. L’elemento filorusso , pertanto, è anch’esso prevalente (inter alia, in una delle proteste un cartellone riportava scritto in russo riportava: “In Russia ci sono i nostri fratelli, in Europa siamo schiavi”. Chiaramente, mi si potrebbe obiettare che la foto e il manifesto possono provenire da qualunque parte del mondo e chi presenta tale obiezione avrebbe anche ragione. Tuttavia, fin quando non si va a vedere coi propri occhi, l’attendibilità delle notizie rimane sempre potenzialmente dubbia).
    2. Riguardo l’elezione di Aksenov, il fatto che non sia avvenuta, come dire? limpidamente, è evidente. La storia delle brigate pare piuttosto complessa. Come hai ben scritto tu, si tratta di forze paramilitari: sostanzialmente non riportavano segni distintivi. Il mio riferimento all’invasione dei Sudeti compiuta da Hitler nel 1938 (piccolo refuso del testo che indica 1939) non è casuale. Cogliere il pretesto di un momento di disordini, di rivolte e coinvolgimento emotivo della popolazione per assecondare gli orientamenti più filorussi può essere anche stata una tattica di Putin che si è servito di alcuni ucraini di Crimea a lui più vicini per procedere a questo piccolo “colpo di stato”. Non lo escludo senza però voler dare troppo adito a teorie complottiste di qualsiasi sorta. Tuttavia, per quanto l’invito non sia provenuto solamente dal basso di certo è stato assecondato anche dal basso. Non significa che tutti gli abitanti della Crimea invochino l’intervento russo o si sentano a tal punto “russi” da invocarlo. E qui si passa al punto 3
    3. La questione etnica è complessa. Mi riprometto di approfondirla in questi giorni. Di certo, al contrario di quanto pensi tu, considerare che fino al 1954 la Crimea fosse russa, secondo me la dice lunga: sessant’anni non mi sembra un arco di tempo esageratamente lungo a livello storico. Ho amiche russe che hanno i familiari in Crimea e ci passano l’estate là: che siano anche loro “i russi di Crimea” di cui parla Putin? Probabilmente, non solo loro però. In ogni caso, considera che l’Ucraina non ha mai avuto una storia davvero autonoma: divisa tra Impero russo, Polonia, Impero Asburgico, sotto l’influenza degli uni e degli altri. E dopo la prima guerra mondiale, per quanto l’Ucraina avesse ottenuto l’indipendenza con la Pace di Brest-Litovsk (quella, per intenderci, che la Russia aveva stipulato a guerra ancora in corso dopo il suo ritiro dal conflitto a seguito dell’instaurazione del regime comunista), già nel 1922 veniva annessa all’URSS.
    4. Voglio peccare di presunzione, ma credo che vi sia chi in Occidente si scandalizza per il fatto che c’è gente in Ucraina che è per la Russia. Magari non tutti, non la maggioranza, ma tendenzialmente come negare che la rivoluzione di piazza Maidan sia vista come una ventata di democrazia mentre eventuali manifestanti favorevoli all’avvicinamento alla Russia siano visti in modo piuttosto diverso?
    Come vedi ti ho dato probabilmente poche risposte. Ci sarebbe ancora molto da approfondire per andare al succo del problema e probabilmente osservare non solo da fuori ma anche da dentro.

  2. Andrea Alcampo

    Giusto Silvia, ehm, pardon, Livia, la situazione appare talmente complessa che è il caso di informarsi e di approfondire con dovizia prima di prendere posizione a favore di una o di un’ altra parte di attori della vicenda. In ogni caso, credo sia pacifico che il biasimo (generalizzato) da parte dell’opinione pubblica e dei governi del mondo occidentale – per intenderci, USA e stati dell’ UE – riguardi, più che altro, e quale possibile scaturigine di eventi violenti e poco controllabili, la decisione della Russia di inviare militari in Crimea, non si è messa in discussione la legittimità del fatto che alcuni cittadini (almeno ‘formalmente’, nel senso che hanno la cittadinanza) ucraini auspichino un avvicinamento alla Russia, e che, conseguentemente, manifestino pubblicamente al riguardo. Insomma, mi sembra chiaro che in ballo c’è principalmente la decisione di Putin (e del Parlamento russo), non quello che credono e desiderano gli ucraini, filoeuropei, filorussi o nazionalisti che siano.

    Al riguardo, ti richiederei alcuni approfondimenti (cito volta per volta quel che hai scritto)

    “A Donetsk, a Kharkhiv migliaia di ucraini sono scesi in piazza, a protestare contro le proteste”

    E’ un fatto che, posto che ciò effettivamente sia successo, la stampa più di “vulgata” italiana (e probabilmente occidentale) non ne ha parlato quasi per nulla. Sai indicarmi fonti precise in merito? Ma poi, contro chi protestano specificamente? Rivogliono Yanukovitch, e quindi protestano in generale contro i protestatori, o sono preoccupati dai nazionalisti? Oppure (meno probabile) non vedono di buon occhio un avvicinamento all’Europa?

    “a Crimea che elegge autonomamente il proprio nuovo presidente/governatore e sembra quasi invitare i russi a intervenire sul proprio territorio”

    Un fatto su cui i media hanno insistito è che, quando il Parlamento regionale ha votato, l’aula era occupata da brigate paramilitari filorusse. Se le cose stanno così, non è che si possa parlare di elezioni a pieno titolo..Poi, queste brigate come si sono organizzate? A essere complottisti (vedi la celebre frase di Andreotti, che non riporto), viene il sospetto che la caciara sia stata architettata da Putin proprio per legittimare un intervento della Russia in tempi brevi. Che l’ “invito”, come scrivi, sia potuto provenire dal basso, dalla cittadinanza, appare un po’ improbabile, vista la prontezza con cui le suddette brigate hanno preso in mano la situazione. Che non fosse una mossa più o meno preparata e organizzata, non pare molto credibile.

    “la sua [della Crimea] popolazione è a prevalenza russa”

    Questa, da osservatore assolutamente ignorante, mi sembra la questione più complessa. Ci sarebbe da capire per benino in che senso cittadini che sono formalmente ucraini “si sentano russi”. Ci sarebbe da capire senso le due comunità (o più di due, visto che i giornali hanno citato altre minoranze) siano distinguibili e in che modo abbiano potuto convivere tranquillamente. Al di là del fatto che l’intervento russo appare in ogni caso illegittimo, visto che si tratta comunque di territorio ucraino, un approfondimento in merito sarebbe doveroso. Infatti, è appellandosi ai pericoli a cui va incontro “la comunità russa di Crimea” che Putin e il Parlamento russo hanno legittimato l’intervento. Ma in che senso questa gente è russa, visto che è nata in una regione che è ucraina da 60 anni?

    “Eppure ci scandalizziamo per le proteste dei primi e incoraggiamo entusiasti quelle dei secondi.”

    Rispetto a questo punto, vale quanto ho detto sopra: non mi sembra che nessuno si scandalizzi per le manifestazioni dei filorussi, è l’intervento militare il problema.

    Ciao e grazie se risponderai.

  3. Livia pardon 🙂

  4. Brava silvia bel modo di raccontare una storia , se posso darti un consiglio non girarci troppo attorno solo per far crescere il numero di parole e riempire più pagine …
    Ps: più succo meno cavolate 😉

    • Caro Ivan, buonasera, potresti spiegare quali sono quelle che tu consideri “cavolate” (io, modesto parere, non ne vedo neanche l’ombra) e su cosa ti saresti invece concentrato (quello che tu indichi come “succo”)?
      Così giusto per contestualizzare le tue affermazioni offrendo una critica costruttiva e fornendo, eventualmente, la possibilità di risponderti.
      Un cordiale saluto.

      Mauro

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