domenica , 19 agosto 2018
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Commercio: la Presidenza italiana appoggia il TTIP

Il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) ha “l’appoggio totale e incondizionato del governo” italiano. Così ha dichiarato il 14 ottobre il Primo Ministro Matteo Renzi durante un convegno sul negoziato, organizzato a Palazzo Colonna un paio di giorni prima della riunione informale dei Ministri del Commercio, alla quale hanno partecipato il Commissario al Commercio Karel De Gucht, i Presidenti di Confindustria e Business Europe Giorgio Squinzi e Emma Marcegaglia, il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Michael Froman, e il segretario generale della Confederazione europea dei sindacati Bernadette Ségol. Il governo italiano, giunto a metà del suo semestre di Presidenza dell’UE, non ammette quindi critiche all’accordo con gli Stati Uniti: “ogni giorno che passa è un giorno perso”. La più importante novità in materia è la pubblicazione del mandato del Consiglio alla Commissione Europea, ottenuta dallo stesso Renzi la settimana prima.

OGM, settore audiovisivo e clausole di risoluzione controversie fra investitore e Stato: su tutti questi temi il mandato sottolinea le preoccupazioni UE e assicura che qualsiasi accordo non abbasserà gli standard del Vecchio Continente in ambito ambientale, sanitario o sociale. La maggiore trasparenza ottenuta dalla Presidenza italiana è stata salutata con favore da tutti i partecipanti al dibattito, in larga misura favorevoli all’accordo. L’unica voce oggettivamente critica era quella di Ségol, che ha dichiarato di aver posto alcune condizioni affinché i sindacati europei possano accettare il negoziato: “il rispetto e la tutela del lavoro, attraverso norme economiche e sociali di lungo termine e valide per entrambe le parti, l’esclusione dei servizi pubblici dal TTIP ed quella delle clausole di risoluzione controversie investitore-stato”.

Forte quindi di un sostanziale endorsement da parte della società civile e del suo premier, il Vice Ministro Carlo Calenda, al quale il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha delegato il portafoglio commerciale, ha poi diretto le discussioni dell’incontro informale dei suoi omologhi europei, tenutosi nella suggestiva cornice di Villa Miani sotto il sole romano di ottobre. Nell’agenda figuravano il TTIP, la situazione in Russia e Ucraina, gli sviluppi in seno alla World Trade Organisation (WTO) e lo stato di avanzamento di dossier legislativi in merito alla difesa commerciale e alla proprietà intellettuale. Nella conferenza stampa che ha seguito la riunione del Consiglio, Calenda ha ripetuto forte e chiaro il sostegno degli Stati membri ai negoziati con gli Stati Uniti, sottolineando l’urgenza già espressa da Renzi, proprio alla luce delle difficoltà ai confini orientali dell’Europa.

L’auspicio è quindi di ridare linfa vitale al dialogo attraverso un più forte impegno politico per sottolineare i benefici dell’accordo e una definizione di una tabella di marcia al tempo stesso ambiziosa e credibile. L’obiettivo dichiarato è di concludere i negoziati entro la fine del 2015, ma il calendario politico stringe: a novembre si terranno le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, alle quali seguiranno dopo alcuni mesi i primi dibattiti per le primarie per le presidenziali del 2016, mentre in Europa si aspettano le elezioni britanniche nel 2015 e aleggia il rischio elezioni anticipate in Francia, con il Front National di Le Pen che aspira ormai apertamente all’Eliseo.

L’esito dell’ultimo round di negoziati, tenutosi a Washington tra il 29 settembre e il 3 ottobre, apre uno spiraglio di opportunità: le discussioni si stanno infatti gradualmente spostando sui testi veri e propri del futuro accordo. E la nuova Commissione che si insedierà tra due settimane a Bruxelles avrà tutto l’interesse a portare avanti con slancio questo dossier, una delle poche chiare opportunità di ripresa per un’industria europea dal fiato decisamente corto dopo anni di crisi e stagnazione.

Certo i Ministri avranno riflettuto sui rischi e le opportunità che lastricano la strada per il TTIP, che può sancire una nuova rinascita e influenza globale della vecchia “alleanza atlantica”, o la sua spaccatura e la marginalizzazione dell’Europa in caso di fallimento, mentre lo shuttle bus li accompagnava a visitare uno dei punti più alti raggiunti dall’Italia e dalla civiltà occidentale: i Musei Vaticani e la Cappella Sistina.

L' Autore - Shannon Little

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