sabato , 24 febbraio 2018
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Una nave porta container nei pressi del porto di Rotterdam © F. Berkelaar - www.flickr.com, 2015

Commercio: l’agenda dell’UE oltre il TTIP

Il Commissario al Commercio Cecilia Malmström ha così aperto il suo intervento in un dibattito organizzato lunedì scorso dallo European Policy Centre a Bruxelles: “sono contenta di poter parlare del quadro generale e non solo dello stesso negoziato, ancora una volta, il cui nome o acronimo non voglio certo ripetere! Ed è un bene che le persone possano guardare oltre, perché l’UE ha davvero una strategia generale, e la nostra politica commerciale assume significato solo se la analizziamo nel suo intero”.

Gli obiettivi della politica commerciale europea

Partendo dal presupposto che gli obiettivi della politica commerciale europea sono definiti dai Trattati e includono il benessere materiale dell’UE, lo sviluppo sostenibile dei Paesi più arretrati al mondo, e il rispetto dei valori – europei e universali – di pace, democrazia, diritti umani e rule of law, il Commissario sottolinea come tutti hanno qualcosa da guadagnare quando il commercio è più libero. Ripetendo i noti vantaggi dell’apertura in termini di maggiore specializzazione e di integrazione della catena del valore, e anche la considerazione, molto pratica, che nei prossimi decenni il 90% della crescita globale verrà da fuori i confini del Vecchio Continente, la Malmström ritiene che i benefici del libero scambio in Europa siano evidenti. Allo stesso modo, non si può che essere d’accordo con lei quando sostiene che lo sviluppo sostenibile non può che passare attraverso una maggiore apertura agli scambi globali. Questo è evidente in tutti i casi storici di Paesi capaci di sfuggire in maniera duratura e consistente alla povertà, in particolare in Asia.

Una nuova politica del commercio per l’Europa

Posto l’obiettivo, il punto è quindi come raggiungerlo. E qui il Commissario ha elencato le diverse politiche in atto: impegno multilaterale nella World Trade Organisation e non solo, negoziati bilaterali con Paesi ricchi o emergenti, e accesso privilegiato (o completamente libero) al commercio per i Paesi più poveri. Ma non finisce qui. La Malmström ha annunciato di aver appena iniziato un percorso destinato a cambiare drasticamente diversi aspetti di questa politica, per permetterle di centrare i suoi ambiziosi obiettivi, resi ancora più vitali dalla crisi economica.

Queste le direttrici della nuova politica, attesa per l’autunno: maggiore trasparenza e fiducia tra i cittadini; un diverso approccio su questioni quali il lavoro, i diritti umani e la tutela dell’ambiente; la capacità di concretizzare le diverse iniziative intraprese; un’integrazione più efficace dei grandi Paesi emergenti, che stanno cambiando la geografia economica globale; infine, una più attenta analisi delle politiche adottate dai governi stranieri che hanno un impatto sull’economia europea, spesso attraverso forme di protezionismo nascosto.

Il TTIP

In questo contesto, le polemiche generate dal TTIP (l’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti) non dovrebbero far perdere di vista la realtà, cioè che si tratta di un importante strumento per una tutela più efficace dello stile di vita europeo e una diffusione più generale del benessere in tutto il mondo. Questo perchè il TTIP è la più grande scommessa di una nuova globalizzazione con standard e regole europee. L’UE è l’area nel mondo che maggiormente ha a cuore la sostenibilità ambientale, sociale e culturale del commercio, e tramite un’intesa con il secondo mercato più importante, gli Stati Uniti, potrà dare il via ad una fase di maggiore coerenza delle normative che impattano sugli scambi a livello globale. Normative, beninteso, che quasi sempre esulano oggi dalle classiche tariffe e restrizioni quantitative e riguardano invece regolamentazioni per la sicurezza, sociali, ambientali e simili.

Saper distinguere tra vere necessità di tutela e protezionismo nascosto è la vera sfida per una politica commerciale moderna, efficace, ed equa. Se la Malmström riuscirà a farlo, è probabile che riuscirà anche a sanare la ferita con l’opinione pubblica, vera spina del fianco del suo ancora giovane mandato.

L' Autore - Shannon Little

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