lunedì , 19 febbraio 2018
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Da Ginevra a Bruxelles: la visita del direttore generale del WTO Roberto Azevêdo

Il 12 febbraio il direttore generale del World Trade Organisation (WTO) Roberto Azevêdo è volato a Bruxelles per parlare alla commissione Commercio Internazionale (INTA) del Parlamento Europeo e incontrare il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso.

Il dinamico brasiliano, fresco del successo della Conferenza Ministeriale di Bali del dicembre 2013, ha ricordato ai parlamentari il duro lavoro di tutti i membri del WTO nel raggiungimento di tale risultato e li ha esortati a realizzare i benefici del “Pacchetto di Bali” attraverso un rapido percorso di ratifica. Dieci accordi sono stati raggiunti, il più importante dei quali riguarda le Facilitazioni al Commercio: misure di semplificazione amministrativa e doganale per velocizzare il passaggio delle merci. L’efficace implementazione dell’accordo passa però, come ha ricordato Azevêdo, anche attraverso il supporto ai Paesi più poveri, che dovrà essere condiviso da Paesi donatori e Paesi riceventi, con il sostegno dello stesso WTO.

Altro capitolo importante della Conferenza, sul quale l’Unione Europea (UE) ha fatto importanti concessioni, è l’agricoltura, uno dei pilastri della Doha Development Agenda (DDA). In merito sono state prese importanti decisioni sulla questione dei sussidi all’esportazione e sugli impegni in materia di limiti quantitativi alle liberalizzazioni tariffarie introdotti nell’Uruguay Round. Infine, il numero uno del WTO ha ricordato i risultati in merito ai Paesi più poveri, che mirano ad integrarli maggiormente nell’economia globale attraverso significative concessioni unilaterali.

Azevêdo ha ribadito però che l’implementazione di Bali, che necessita di una forte spinta politica in tutti i Paesi membri del WTO per la realizzazione delle misure concordate, è solo il primo passo. Il secondo è proprio il rilancio della DDA, ferma da molti anni sui veti incrociati di Paesi emergenti e sviluppati sulle questioni di industria, servizi, e agricoltura. Ha presentato quindi alcuni spunti per la riflessione: primo, lo sviluppo per i Paesi più poveri deve rimanere il pilastro centrale delle discussioni; secondo, è importante rimanere realistici e puntare su obiettivi realizzabili; terzo, le grandi questioni succitate sono interconnesse e devono essere affrontate insieme, con equilibrio; quarto, è cruciale mantenere flessibilità e creatività per superare i punti critici; quinto, il processo deve rimanere inclusivo e trasparente; sesto, gli sforzi devono mantenere un senso di urgenza: non è infatti possibile attendere altri 18 anni, come è avvenuto per Bali.

Prima di concludere e prendere parte alla discussione, che ha risentito di un clima sempre più politico e al tempo stesso è sembrata “sospesa” nell’incertezza che aleggia sul futuro di molti membri dell’INTA, il capo del WTO ha speso alcune parole sulla proliferazione delle iniziative bilaterali, regionali e plurilaterali che stanno diventando le vere protagoniste dell’agenda del commercio internazionale. L’UE è un attore centrale in tal senso, attraverso accordi già conclusi e importanti negoziati in corso, ultimi dei quali i lavori per aggiornare gli accordi sul Commercio in Servizi e l’Information Technology Agreement. Secondo Azevêdo queste iniziative – che mettono in evidente difficoltà l’organizzazione da lui diretta – sono positive, ma non possono da sole garantire che i benefici siano davvero globali. Il rischio sarebbe, da un lato, che un numero maggiore di standard moltiplichi i costi piuttosto che ridurli, e dall’altro, che i Paesi in via di sviluppo, sia i grandi emergenti che i Paesi più poveri, siano esclusi dalla definizione delle regole che governeranno il commercio globale nei prossimi decenni.

A margine dell’intervento ad INTA, Azevêdo ha incontrato Barroso per una conversazione “aperta e amichevole” nella quale l’UE ha ribadito il suo impegno per il sistema multilaterale e l’espansione delle opportunità commerciali quali volano per la crescita e l’occupazione. La visione comune dei due uomini sulla necessità di combattere il protezionismo e “avanzare nell’agenda commerciale globale” si estende anche alle questioni del G20 e degli accordi di libero scambio in fase di negoziazione. Il 2014 sarà un importante banco di prova per vedere se la comunanza di vedute si ferma sulla linea della retorica, o saprà portare ad un rilancio di WTO ed UE, due organizzazioni molto diverse, ma con il commercio internazionale quale loro cuore pulsante.

In foto la stretta di mano fra il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e  il Direttore Generale del WTO Roberto Azevêdo (© European Commission-2014)

L' Autore - Shannon Little

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