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Le “Missioni per la Crescita”: Antonio Tajani a Tel Aviv

In un mercato europeo che fatica a riprendersi, l’internazionalizzazione delle imprese diventa un processo quanto mai necessario per la sopravvivenza delle stesse e per il rilancio dell’economia dei ventotto Paesi dell’UE. Partendo proprio da questo assunto, il Vice-presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, responsabile per l’Industria e l’imprenditoria, ha partecipato al “Forum delle Missioni per la Crescita”, ospitato dall’Expo di Latina lo scorso 28 settembre.

L’evento ha rappresentato un’occasione di confronto unica sugli esiti delle Missioni per la Crescita, iniziative lanciate dallo stesso Tajani nel 2011 (ben 14 Paesi raggiunti finora), con l’obiettivo di favorire l’incontro tra le imprese europee e gli investitori esteri, rafforzarne la competitività internazionale e generare per loro nuove opportunità di business e lavoro. Le missioni sono infatti delle vere e proprie operazioni di marketing, volte a rilanciare nel mondo l’industria e l’imprenditoria europee per mezzo di collaborazioni con Paesi emergenti. Non solo l’Unione Europea deve ritornare al centro della rivoluzione industriale del terzo millennio, ma deve anche saper cogliere nella attuale crisi economica un’opportunità di cambiamento, da cui uscire rafforzata.

L’ultima missione, svoltasi tra il 22-23 ottobre, ha portato una delegazione di imprese europee a Tel Aviv. Essendo una  delle economie più competitive e dinamiche al mondo, specialmente nel settore della ricerca e dell’innovazione, una stretta collaborazione industriale e commerciale con Israele è fondamentale. Oggi le esportazioni europee verso Israele sono in gran parte legate al settore dei trasporti, ai macchinari ed ai prodotti chimici e mantengono un trend di crescita.

Nel settembre 2012, dopo anni di negoziati e tra numerosissime critiche dal mondo politico, la commissione commercio internazionale del Parlamento Europeo ha dato il via libera alla conclusione di un protocollo che permette di eliminare le barriere tecniche al commercio industriale fra UE e Israele, a partire dal settore farmaceutico. L’eliminazione delle barriere tecniche al commercio rappresenta uno dei principali obiettivi delle Missioni per la Crescita, assieme alla riduzione degli ostacoli normativi e burocratici esistenti, e facilita le relazioni commerciali. Con molta probabilità il protocollo verrà gradualmente esteso ai settori industriali di maggiore interesse, aprendo grandissime opportunità per le imprese dei 28.

La fitta agenda della missione di Tajani a Tel Aviv ha sottolineato la centralità, nel dialogo con Israele, dei settori turistico, dell’energia e dello spazio e ha portato alla conclusione di tre lettere di intenti sulla cooperazione industriale, la cooperazione tra PMI (piccole e medie imprese) e la navigazione satellitare. Innovazione e crescita sostenibile i cardini delle discussioni, che hanno visto anche una breve partecipazione del Presidente israeliano Shimon Peres.

Alcuni dati interessanti sulla portata di queste missioni emergono dalle statistiche rese note dalla Commissione stessa: Spagna, Italia e Germania sono gli Stati membri maggiormente rappresentati. E ben il 18% delle imprese partecipanti alle missioni, rappresenta il made in Italy. Tra le imprese che hanno preso parte poi, il 47% sono grandi, ma ben il 31% è costituito da PMI. Il rilancio delle PMI europee nel mercato mondiale è l’altra grande sfida che l’UE intende vincere con le Missioni per la Crescita ed un’imperdibile opportunità per un Paese come l’Italia, il cui tessuto economico è costituito al 98% da PMI.

Come ricordato da Tajani nel corso dell’Expo di Latina, è importante frenare la delocalizzazione delle imprese europee e favorirne l’internazionalizzazione verso economie emergenti, rafforzandone la presenza con attività commerciali oltre che industriali. Per uscire dalla crisi con maggiore competitività non è importante produrre all’estero, ma esportare. L’obiettivo per il 2020 è di portare le esportazioni del settore manifatturiero dal 16 al 20% del PIL europeo. Una sfida che, come dimostrano le numerose delegazioni delle Missioni per la Crescita, le PMI europee sono pronte ad affrontare.

Un aiuto, in tal senso, arriverà anche dai due nuovi programmi europei di finanziamento: HORIZON 2020, per la ricerca e l’innovazione, con una dotazione finanziaria di circa 70 miliardi di euro, e COSME, interamente dedicato al mondo delle PMI e con una dotazione finanziaria di 2.3 miliardi di euro. Questi programmi accompagneranno le imprese nel rilancio dell’economia europea e nella lotta alla disoccupazione che rimane, sempre e comunque, l’obiettivo centrale di tutte le politiche ed iniziative dei 28.

Nell’immagine l’incontro tra il vice-presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani (a destra) e il Ministro israeliano per la Scienza, la Tecnologia e lo Spazio, Yaakov Perry (foto European Commission, Eurovisual Services)

L' Autore - Sara Bottin

Laureanda in "Politica Internazionale e Diplomazia" all'Università degli Studi di Padova. Stagista MAE-CRUI alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea a Bruxelles, presso la quale mi sono occupata delle relazioni con i paesi del Mediterraneo e Medio Oriente. Da qui è sorto il particolare interesse per la politica estera dell'Unione Europea e le sue relazioni con i paesi dell'area mediterranea.

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