lunedì , 19 febbraio 2018
18comix

Li Keqiang incontra Merkel: prove di dialogo sulle tensioni commerciali tra Cina e Ue

Quando i Capi di governo di due potenze commerciali come Cina e Germania si incontrano personalmente, difficilmente il contenuto del vertice non potrà essere tenuto in considerazione. Se, però, uno dei due partner commerciali costituisce il Paese economicamente più forte di un’organizzazione come l’Unione Europea, in questi mesi ai ferri corti con Pechino su alcuni dossier commerciali sensibili, allora la notizia è costituita in primo luogo dal verificarsi stesso dell’incontro. Soprattutto se le altre capitali europee non sono coinvolte. Ecco dunque che la prima visita ufficiale del premier cinese Li Keqiang in Europa apre degli scenari complessi sulle future decisioni in politica commerciale dell’UE.

Angela Merkel, accogliendo il proprio corrispettivo cinese a Berlino, sembra infatti aver fatto propri i richiami di Li contro un approccio commerciale europeo “protezionista”. Il riferimento è alle recenti tensioni fra Bruxelles e Pechino in materia di pannelli solari e comunicazioni, settori nei quali recentemente la Commissione Europea ha accusato alcune imprese esportatrici cinesi di dumping, ossia di esportare i propri prodotti a un prezzo inferiore a quello di mercato, concorrendo in modo sleale con le imprese europee e distorcendo il mercato. Proprio entro venerdì gli Stati membri dell’UE sono chiamati ad esprimersi sulla proposta del Commissario al Commercio Karel de Gucht di imporre un dazio medio del 47% sulle importazioni di pannelli solari dalla Cina, una proposta a cui il premier cinese ha risposto affermando che la Cina mostrerà una “ferma opposizione”

Tuttavia, come si sottolineava in apertura, a costituire un aspetto rilevante è il fatto che il primo viaggio ufficiale del nuovo Primo Ministro in Europa tocchi solamente Berlino, escludendo dunque le altre capitali europee e soprattutto Bruxelles. Questa scelta riflette in primo luogo l’importanza della Germania agli occhi di Pechino. Innanzitutto, i due Paesi sono accomunati dalla stessa vocazione all’export, che li ha resi due partner privilegiati. La Germania è infatti anche il primo partner commerciale della Repubblica Popolare in Europa. Ovviamente poi, da una prospettiva esterna come quella cinese, il peso crescente di Berlino negli equilibri europei negli anni della crisi dell’eurozona ne fa un interlocutore irrinunciabile per la politica estera di Pechino, che ricerca spesso l’approfondimento delle relazioni bilaterali con le altre potenze. Infine, le recenti posizioni espresse da alcuni ministri tedeschi sulle proposte della Commissione in materia commerciale hanno certamente sortito un effetto positivo presso il governo cinese.

Le parole di Philipp Rösler, Ministro dell’Economia e della Tecnologia e Vice-Cancelliere del governo tedesco, sono particolarmente rilevanti. Come riporta il Financial Times, Rösler ha pubblicamente invitato la Commissione a negoziare una soluzione con Pechino, sottolineando che nuovi dazi sui pannelli solari cinesi costituirebbero un “grave errore”. Merkel, al termine dell’incontro con Li Keqiang, ha ribadito la posizione tedesca in merito: la Germania farà di tutto per evitare che le tensioni fra Bruxelles e Pechino aumentino al punto da comportare l’imposizione di misure punitive sulle importazioni cinesi. Una simile decisione infatti “non ci aiuterebbe”. Di conseguenza, il Cancelliere ha promesso il profondo impegno del proprio governo nei prossimi mesi, prima che la Commissione adotti una decisione definitiva entro la fine dell’anno. Nella scelta tedesca pesano certamente le preoccupazioni per eventuali ritorsioni da parte cinese, che minerebbero la proficua relazione commerciale bilaterale, che nel 2012 ha raggiunto un valore di 144 miliardi di euro.

I due Paesi hanno così firmato 17 nuovi accordi in materia commerciale e di cooperazione culturale, prevedendo ad esempio una collaborazione più profonda fra l’Istituto Confucio, il principale strumento di diffusione della cultura e lingua cinesi nel mondo, e i governi dei Länder. Se la materia dell’incontro, ossia il comune rifiuto di eventuali misure protezioniste, non può dunque sorprendere, essa apre comunque la necessità di una riflessione sulla gestione della relazione con Pechino. Dato il valore riconosciuto nella politica cinese al primo viaggio ufficiale all’estero del Primo Ministro, che la scelta sia ricaduta esclusivamente su Berlino solleva nuovi interrogativi sulle future relazioni fra UE e Cina. Difficile pensare che la scelta di Li sia casuale, soprattutto dopo che il premier aveva già visitato un altro Paese europeo, ma non un membro dell’UE, come la Svizzera. A fronte dell’approfondimento della relazioni con Bruxelles, descritto recentemente nel nostro mensile, la Repubblica Popolare sembra dunque privilegiare legami bilaterali con i partner principali, almeno sulle questioni più sensibili. Un nuovo (o vecchio) ostacolo per un’azione esterna efficace dell’Unione Europea.

(In foto il Primo ministro cinese Li Keqiang e la cancelliera Angela Merkel alla conferenza stampa di Berlino. Foto: Bundesregierung)

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

Check Also

Giappone e UE, il trattato della speranza (e delle paure)

L’Europa potrebbe non espugnare la Fortezza Giappone grazie alle cannoniere capitanate dal Commodoro Perry, ma …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *