martedì , 14 agosto 2018
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“Missions for Growth”: Antonio Tajani in viaggio nel sud-est asiatico

Anche la scorsa settimana, il Commissario per l’Industria e l’Imprenditoria, Antonio Tajani, ha proseguito il suo viaggio nell’ambito delle “Missions for Growth”, dedicate alla promozione dell’industria europea nel mondo. Dopo il viaggio a Tel Aviv di inizio novembre, questa volta la missione ha fatto tappa nel sud-est asiatico, ovvero in Vietnam, Myanmar e Thailandia, Paesi che si stanno già dimostrando importanti partner commerciali. 

Se vuole mantenere ed accrescere le sue relazioni economiche con questa regione dinamica però, precedendo concorrenti come la Cina e gli Stati Uniti, l’Unione Europea deve certamente sfruttare al massimo tutte le sue potenzialità, stabilendo relazioni con i rispettivi governi ed imparando a “fare sistema”. La tappa più importante è stata sicuramente quella in Myanmar, dove la missione di Tajani si inseriva nella più ampia iniziativa della Task Force UE-Myanmar, presieduta dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’UE, Catherine Ashton. Quest’ultima affiancata, oltre che dal Commissario Tajani, anche dai Commissari Piebalgs e Cioloş e da una delegazione del Parlamento Europeo.

La Task Force UE-Myanmar era stata avviata nel marzo di quest’anno, con un incontro tra Barroso, Van Rompuy e il Presidente del Myanmar Thein Sein, con l’intenzione di accompagnare il Paese nel suo percorso di transizione democratica, sostenendo lo sviluppo non solo dell’economia, ma anche della società civile. Nel riconoscere le positive evoluzioni in Myanmar, l’UE aveva infatti deciso di annullare le sanzioni economiche fino ad allora in atto, mantenendo solo l’embargo sulle armi.

Suggello a questa nuova epoca per il Miyanmar è stata indubbiamente la visita a Strasburgo, il mese scorso, di Aung San Suu Kyi, che ha potuto finalmente ritirare il Premio Sakharov assegnatole nel lontano 1990 dal Parlamento Europeo. A causa della sua opposizione al regime militare che aveva preso potere nell’allora Birmania infatti, Suu Kyi fin dal 1989 era stata costretta agli arresti domiciliari e a una rigida sorveglianza. Sebbene oggi la Suu Kyi sia libera di viaggiare in Europa e di poter fare ritorno in Myanmar, nonché di sedere nel Parlamento nazionale, come ha voluto il suo popolo, la sua vicenda non basta per definire il Myanmar un Paese libero.

E’ stata la stessa leader della National League for Democracy a ribadirlo: «È necessario essere pragmatici: abbiamo fatto progressi dal 1990, ma sono insufficienti». La Costituzione birmana infatti, ad oggi presenta ancora molti punti antidemocratici: non solo prevede che il 25% dei seggi siano assegnati a militari attivi, ma impedisce anche che coloro che abbiano figli o consorti stranieri non possano rivestire la carica di Presidente, una clausola che sembra proprio ritagliata su Aung San Suu Kyi, sposata con un britannico.

La visita del Vice Presidente Tajani si è concentrata in particolare su tre eventi. Nella mattinata del 14 novembre, ha presieduto il Business Forum, dove imprenditori europei e birmani si sono incontrati per conoscersi e discutere principalmente di cinque macro aree economiche: turismo, agricoltura, prodotti dell’industria manifatturiera, energia e infrastrutture. In contemporanea si svolgevano il Democratic Civil Society Forum ed il Development Forum, guidato dal Commissario Piebalgs.

Nella giornata del 15 novembre, invece, Tajani ha presieduto l’Economic Session della “Task Force” dove si è discusso delle opportunità di crescita economica del Myanmar, della sua possibilità di attrarre investimenti privati e della collaborazione in campo economico tra il Paese e l’UE. In tal senso, sono state firmate tre lettere d’intenti da Tajani e alcuni ministri del governo birmano: con il Ministro per l’industria per il sostegno e l’internazionalizzazione delle PMI (piccole e medie Imprese), con il Ministro del Turismo per un turismo sostenibile e con il Ministro per le miniere per la condivisione di best practices ed informazioni per quanto riguarda le materie prime (di origine mineraria e legname).

Durante la sua Missione per la Crescita infine, Tajani ha inaugurato lo EU-Myanmar Business Advisory Council, un gruppo ristretto di imprese ed associazioni di imprese europee che dovranno esplorare le opportunità economiche offerte dal Myanmar per promuovere la cooperazione con il Paese del sud-est asiatico, anche in un’ottica di lungo termine. Un altro passo avanti dell’Unione Europea nella regione quindi, con il vecchio continente che cerca di proporre il suo modello di cooperazione, che vede rapporti economici e progresso civile strettamente correlati.

Nell’immagine, il Commissario Antonio Tajani a colloquio con il Ministro per la Cultura, lo Sport ed il Turismo del Vietnam, Hoàng Tuấn Anh (© European Union, European Commission).

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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