giovedì , 22 febbraio 2018
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Federica Mogherini e Carlo Calenda © European Union, 2014

Tra Jakarta e Bruxelles, avanza l’agenda commerciale dell’UE

C’è grande confusione sotto il cielo. Da questa massima di Mao Tse Tung può partire la descrizione della scorsa settimana, densa di avvenimenti per quanto riguarda la politica commerciale dell’UE. Il suo Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, ha viaggiato a Singapore e in Indonesia, mentre l’Alto Rappresentante Federica Mogherini e il Vice Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda hanno presidiato il primo Consiglio Affari Esteri sul Commercio della Commissione Juncker.

Prima i viaggi di Van Rompuy. A Singapore, l’ex Primo Ministro belga ha incontrato il Presidente Tony per rafforzare le relazioni bilaterali con la prospera e fiera città stato, alla luce del recente accordo sulla protezione degli investimenti nell’ambito dei negoziati in corso per un trattato di libero scambio, ormai prossimi alla conclusione. A Jakarta, sulla strada del ritorno dal G20 di Brisbane, Van Rompuy ha invece annunciato l’inizio di negoziati per un Comprehensive Economic Partnership Agreement con il grande Paese del sudest asiatico. La formula utilizzata, la stessa dell’accordo con il Canada, lascia pensare a un impegno concreto dell’UE ad approfondire i rapporti con un Paese in forte crescita economica.

Le opportunità che si potrebbero aprire per le aziende europee hanno messo in secondo piano i dubbi politici di impegnarsi su un altro negoziato di altro profilo con un Paese membro dell’ASEAN, di fatto suonando la campana a morte per le prospettive di un accordo multilaterale tra la stessa organizzazione e l’UE. Nel comunicato stampa rilasciato a seguito dell’incontro con il Presidente Widodo, Van Rompuy ha ripetuto il tradizionale auspicio che l’UE possa essere di esempio in quanto processo di integrazione pacifica, nonostante l’ASEAN abbia sempre faticato ad andare oltre alla dimensione della sicurezza collettiva e le difficoltà dell’UE ad imporsi oggi come modello credibile.

A Bruxelles, invece, sull’agenda dei Ministri del Commercio, spiccavano la modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale, la normativa internazionale per gli appalti, gli sviluppi in sede WTO, e i negoziati per il TTIP. Il Commissario Cecilia Malmström, all’esordio, ha presentato la sua agenda per i prossimi cinque anni in materia di politica commerciale dell’UE, e il Consiglio ha approvato le seguenti linee guida: priorità alle misure che favoriscono crescita economica e occupazione, sì a un commercio equo e aperto alla concorrenza, e appoggio agli sforzi multilaterali in sede WTO.

La Presidenza italiana, che si avvia lentamente alla conclusione, è quindi riuscita ad ottenere una forte presa di posizione a favore del TTIP. In seguito all’incontro tra Obama e i Presidenti europei durante i G20 australiano, i Ministri degli Stati membri rilevano quindi l’importanza di un impegno politico sostanziale da entrambe le parti affinché i negoziati possano procedere speditamente e in maniera trasparente. Al tempo stesso, sono state salutate le buone notizie in arrivo da Ginevra, dove India e Stati Uniti hanno risolto la loro impasse, permettendo così l’implementazione dell’accordo sulle facilitazioni al commercio raggiunto a Bali lo scorso dicembre.

Tra le conclusioni del Consiglio, spicca poi l’importanza assegnata a un’interazione virtuosa tra le diverse politiche dell’UE. Affinché il commercio possa realizzare tutto il suo potenziale, non è, infatti, sufficiente che i funzionari incaricati di negoziare con le loro controparti in tutto il mondo ottengano risultati soddisfacenti in termini di efficacia delle norme e apertura dei mercati, ma anche che siano risolti diversi problemi strutturali dell’economia europea: costo dell’energia, accesso alle materie prime, internazionalizzazione delle PMI, barriere tecniche e altri ostacoli non tariffari. Inoltre, altre tematiche quali il rispetto della proprietà intellettuale, l’apertura dei mercati degli appalti pubblici e il sostegno allo sviluppo sostenibile dovranno rimanere al centro di tutti i futuri negoziati commerciali.

Dalla capacità dell’UE di portare a termine le riforme interne necessarie e di garantire una linea coerente ed efficace nei suoi rapporti con il resto del mondo in ambito commerciale dipenderanno in buona parte la sua rinascita e rinnovata prosperità, o il suo avvizzire e frazionarsi tra Stati sempre più piccoli, sempre più marginali, sempre più irrilevanti.

L' Autore - Shannon Little

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