sabato , 24 febbraio 2018
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TTIP: la Commissione pubblica le proprie richieste agli USA

Il 7 gennaio la Commissione Europea ha pubblicato una serie di documenti che presentano le proposte dell’UE per i testi legali dell’accordo commerciale Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), in corso di negoziato con gli Stati Uniti da oltre un anno. Si tratta della prima volta che la DG Commercio rende pubblica la propria posizione in un negoziato bilaterale.

I testi presentano gli impegni vincolanti che l’UE vuole vedere inclusi nell’accordo per quanto riguarda le normative comuni all’area transatlantica. Le otto proposte riguardano la concorrenza, la sicurezza alimentare, la salute di piante e animali, le dogane, le barriere tecniche al commercio, le Piccole e Medie Imprese (PMI) e le procedure di risoluzione delle dispute tra governi. Accompagnano i testi regolamentari una serie di position paper che spiegano la posizione del Vecchio Continente su questioni di ingegneria, veicoli e ambiente, e si vanno ad aggiungere agli altri 12 già pubblicati. Tali documenti sono inoltre affiancati da schede descrittive che illustrano i contenuti di ogni proposta in linguaggio semplice e accessibile ai non esperti. Come ha dichiarato Cecilia Malmström: “è importante che tutti possano vedere e comprendere quello che stiamo proponendo nel trattato, ma è altrettanto importante che possano vedere quello che non stiamo proponendo”.

La mossa della Commissione rappresenta un tentativo di rispondere ad un’opposizione sempre più forte da parte delle ONG, che accusano il TTIP di servire solo alle grandi multinazionali, abbassando gli standard europei su prodotti alimentari, salute e ambiente. Nel corso di un dibattito organizzato a Bruxelles prima di Natale dai think tank Open Europe e Friedrich Naumann Foundation, il nuovo Commissario al Commercio aveva ribadito l’importanza del TTIP nel definire standard normativi elevati in tutti gli ambiti del commercio e degli investimenti internazionali. Il beneficio materiale dell’accordo sta nell’incremento degli scambi tra le due aree, ma il vero vantaggio per l’Europa sarebbe infatti un rafforzamento della sua leadership intellettuale a livello mondiale. Gli standard potrebbero in tutta probabilità estendersi su base volontaria a Cina, India, Medio Oriente, America Latina, e altri Paesi, contribuendo a dare un’impronta occidentale ed europea alla globalizzazione nel XXI secolo.

Nel dibattito in questione, Malmström ha identificato tre criteri guida, largamente condivisibili, per i negoziati: primo, non vi deve essere alcuno scambio tra gli obiettivi economici e la salute e sicurezza, la tutela dell’ambiente e la stabilità finanziaria; secondo, l’accordo intende proteggere le persone ancora meglio, a livello globale, tramite una cooperazione internazionale più efficace; e terzo, il TTIP deve essere negoziato in maniera aperta e trasparente. Se sarà concluso, il TTIP rappresenterebbe il più grande accordo commerciale bilaterale della storia. Ma se verrà concluso in maniera ambiziosa e con l’approvazione dell’opinione pubblica su entrambe le sponde dell’Atlantico, potrebbe diventare molto di più, nel bene e nel male.

L' Autore - Shannon Little

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