martedì , 14 agosto 2018
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Nursultan Nazarbaev e José Manuel Barroso in conferenza stampa © European Commission, 2014

UE-Kazakhstan: concluso nuovo Accordo di Partenariato

Con la visita del Presidente kazako Nursultan Nazarbaev a Bruxelles giovedì scorso, si sono conclusi i negoziati per l’Accordo di Partenariato e Cooperazione Rafforzata tra UE e Kazakhstan. L’accordo diventerà il nuovo quadro giuridico dei rapporti bilaterali con il gigante centroasiatico e rimpiazzerà l’ormai obsoleto Accordo di Partenariato e Cooperazione negoziato negli anni ’90. Sarà la prima intesa nella sua categoria e renderebbe Astana un partner privilegiato di Bruxelles nella regione.

Come spiega lo stesso Nazarbaev in un articolo per il Wall Street Journal, negli ultimi anni l’interdipendenza tra le due entità è andata crescendo. L’UE è diventato il primo partner commerciale di Astana, superando Russia e Cina. L’accordo non regolerà le tariffe, che sono competenza delle autorità sovranazionali dell’Unione Doganale, ma si occuperà delle barriere non tariffarie e della non discriminazione delle aziende kazake operanti nell’UE e viceversa, creando anche un meccanismo per la risoluzione delle dispute. L’accordo anche è un passo avanti per l’adesione del Kazakhstan all’Organizzazione Mondiale del Commercio.

La relazione non è solo commerciale. Il nuovo accordo si occupa di ventinove aree. Tra le più importanti vi è la sicurezza, e in particolare la lotta al radicalismo islamico e il mantenimento della sicurezza dopo il ritiro delle truppe NATO dall’Afghanistan. Un’altra delle aree più importanti è l’istruzione. Il Kazakhstan si è infatti integrato nel sistema educativo europeo aderendo al Processo di Bologna. Inoltre, per quanto riguarda giustizia e affari interni, si punta a liberalizzare il regime dei visti e un accordo di riammissione dovrebbe essere pronto tra non molto.

La nota dolente è il rispetto dei diritti umani. Nonostante le disposizioni dell’accordo, i tre anni di negoziati hanno visto manifestazioni represse violentemente, processi iniqui agli esponenti dell’opposizione, torture ed elezioni non democratiche. Uno degli scandali è persino finito sulle prime pagine dei mass media italiani: il caso Shalabaeva. A Bruxelles Nazarbaev è stato accolto da un sit-in della ONG polacca Fundacja Otwarty Dialog, al quale ha partecipato la stessa Alma Shalabaeva.

Quella dei diritti umani in Asia Centrale è un’annosa questione. Dal crollo del comunismo, l’UE ha stretto i rapporti con vari Stati diversi tra loro, ma rientranti nella categoria di Paesi in transizione. In Asia Centrale la transizione non è mai iniziata. Il professor Aldo Ferrari ritiene che insistere troppo sui diritti umani potrebbe rivelarsi controproducente e allontanare la regione da Bruxelles, spingendola sempre più verso Pechino e Mosca, che di sicuro non sollevano la questione. Secondo Ferrari, l’UE dovrebbe innanzitutto collaborare con l’establishment. Del resto anche la Fundacja Otwarty Dialog nel suo comunicato sottolinea che il dialogo diplomatico può far migliorare la situazione, ritenendo però che i diritti umani debbano essere posti al centro.

Nazarbaev dunque dimostra di prendere le distanze dal clima di scontro geopolitico che regna a Mosca, intensificando le relazioni con tutti i partner del Paese. Fu proprio lui a insistere affinché il nuovo progetto di integrazione regionale si chiamasse Unione Economica Eurasiatica (UEE), per sottolineare il suo carattere funzionale, non ideologico. Aderendo all’UEE è previsto che si intensifichi il commercio tra Paesi membri (ridottosi in realtà dalla creazione dell’Unione Doganale), ma le alte barriere tariffarie potrebbero causare problemi per il commercio con Paesi terzi. Con questo accordo il Kazakhstan cerca di compensare l’aumento delle tariffe con misure per creare un ambiente favorevole agli investimenti.

L’accordo è molto più completo dei PCA firmati negli anni ’90 tra l’UE e varie repubbliche post sovietiche, ma allo stesso tempo è compatibile con la membership nell’UEE. Lo scorso maggio François Hollande in visita a Erevan dichiarò che fosse necessario trovare una forma di associazione tra UE e Armenia compatibile con l’adesione di quest’ultima all’UEE. Questo accordo potrebbe essere un esempio. Per quanto riguarda i diritti umani le prospettive non sono rosee, ma l’intensificazione del dialogo tra Astana e Bruxelles lascia qualche margine di speranza.

L' Autore - Giuseppe F. Passanante

Ho studiato lingue alla Ca' Foscari (triennale) e relazioni internazionali a Torino (magistrale), per poi ottenere un master alla sede di Varsavia del Collège d'Europe dove ho approfondito temi come la Politica Europea di Vicinato, le relazioni UE-Russia e le politiche di allargamento. Attualmente vivo in Polonia, a Breslavia, e lavoro in una multinazionale. Le aree geografiche di mio interesse sono l'Europa Centrale, i Balcani, la Turchia e lo spazio post-sovietico.

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