mercoledì , 21 febbraio 2018
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Verso un aggiornamento degli accordi commerciali dell’UE con Messico e Cile?

Durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo, tenutasi a Strasburgo lo scorso mercoledì 15 gennaio, è stato ampiamente discusso sull’eventualità di un aggiornamento degli accordi commerciali in essere tra l’UE e i suoi partner latini: Messico e Cile. Siim Kallas, Vicepresidente della Commissione e Commissario europeo dei trasporti, ha fornito una dettagliata panoramica sulle relazioni economiche e commerciali che intercorrono tra l’Unione Europea e le due controparti sudamericane.

L’UE e il Messico hanno concluso un accordo di libero scambio (il cd. “Free Trade Agreement”), entrato in vigore nel 2000 per la sezione relativa al commercio delle merci e nel 2001 per quella relativa agli scambi di servizi. In termini commerciali, l’UE è il secondo esportatore – dopo gli Stati Uniti – e la più grande fonte di importazioni per il Messico. Il volume di scambi tra UE e Messico è aumentato progressivamente nel corso degli ultimi 10 anni e le recenti riforme strutturali hanno creato interessanti prospettive per le imprese europee, soprattutto nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni.

In ragione della positiva interconnessione economica tra i due partner commerciali, la Commissione Europea si è detta favorevole al progressivo sviluppo delle relazioni bilaterali attraverso l’aggiornamento dell’accordo di libero scambio ratificato 14 anni fa. Le materie oggetto dell’ammodernamento riguarderebbero nello specifico tariffe, servizi, diritti di proprietà intellettuale (comprese le indicazioni geografiche), misure sanitarie e fitosanitarie e ostacoli tecnici al commercio. Un meeting ad hoc sarà organizzato a Città del Messico nel mese di febbraio, le cui aree di discussione principali saranno appalti pubblici, concorrenza, norme in materia di protezione degli investimenti, energia, strumenti per la risoluzione delle controversie e sviluppo sostenibile.

Anche il connubio commerciale fra UE e Cile è una storia di grande successo. Dall’entrata in vigore dell’Accordo di Associazione e Partenariato economico nel 2003, il commercio tra i due partner è cresciuto del 128%, raggiungendo la cifra tonda di ben 18,1 miliardi di euro nel 2012. Tra il 2004 e il 2011, le esportazioni di servizi dall’UE al Cile sono aumentate del 128%, mentre le importazioni sono cresciute dell’87%. L’UE è sul podio anche per la presenza di investimenti diretti esteri in Cile, con il 21,5% sul totale dei flussi di IDE nel 2012.

Sulla base di questa analisi di contesto, sia UE sia Cile sono fortemente interessati a sviluppare ulteriormente quello che negli anni si è dimostrato essere un partenariato strategico e produttivo. La Commissione ha pertanto accolto positivamente la proposta di modernizzare l’accordo di libero scambio presentatale da un comitato cileno per gli affari commerciali lo scorso ottobre. Le aree che necessitano di una revisione sono – come nel caso messicano – quelle relative all’agevolazione degli scambi, alle misure sanitarie e fitosanitarie, agli strumenti di difesa commerciale e allo sviluppo sostenibile.

Nonostante la Commissione europea abbia accolto positivamente la richiesta di aggiornamento degli accordi commerciali che suggella il suo partneriato con Messico e Cile, questa non rappresenta una priorità né temporale, né spaziale. Se lo fosse stata, il Messico siederebbe al tavolo negoziale del mastodontico TTIP (Trans-Atlantic Trade and Investment Partnership Agreement), il quale invece rimane una cena di gala esclusiva in onore dei cugini nordamericani.

La necessità di modernizzare accordi oramai datati è invece determinata dall’urgenza di introdurvi clausole concernenti protezione dei diritti umani, lotta alla corruzione e promozione dello sviluppo sostenibile, con lo scopo di tenere fuori dagli scambi i cartelli della droga e la criminalità organizzata, metastasi socio-economiche che in America Latina si espandono trasversalmente al commercio.

In foto una stazione di servizio di Pemex, la compagnia petrolifera di Stato del Messico, oggetto delle politiche di liberalizzazione del governo di Città del Messico (Foto: Wikimedia Commons)

L' Autore - Silvia Cardascia

Laureata magistrale in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli di Roma, con specializzazione in Diritto Internazionale dell’Economia e dell’Ambiente. Dalla mia tesi di ricerca sul trattamento degli investimenti diretti esteri in Turchia e le mie successive esperienze sia nel settore del commercio estero che nel non profit nasce il mio interesse per la regolamentazione internazionale in materia di commercio, IDE e azione esterna dell'UE. Scrivo per il blog www.failcaffe.it e sono un’appassionata di geopolitica e Medio Oriente.

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