mercoledì , 21 febbraio 2018
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A Milano si incontrano Asia ed Europa: il vertice ASEM

Da un punto di vista geografico, l’Europa non può essere ben individuata, e anzi non dovrebbe essere considerata un continente a sé, ma solo una parte ‒ non molto vasta ‒ dell’Asia. Ma dal punto di vista politico e culturale la differenza è ben marcata.  Come sostenuto da Fredrik Söderbaum, bisognerebbe parlare di “macro-regioni”, che sono unità più ampie tra il livello dello Stato ed il livello del sistema globale.

È a questo livello che si inserisce l’Asia-Europe Meeting (ASEM), che rappresenta uno strumento di dialogo tra le due macroregioni. Si tratta di un processo informale di dialogo e cooperazione che unisce insieme i 28 membri dell’Unione Europea, Norvegia, Svizzera e  20 Paesi asiatici, oltre al segretariato  dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN) e la Commissione Europea. I componenti principali del processo ASEM includono 3 pilastri: dialogo politico, sicurezza ed economia, istruzione e cultura.

I due giorni del vertice “Asia – Europa” (ASEM) che si terrà a Milano il 16-17 ottobre, saranno un’occasione di incontro e una piattaforma di dialogo politico su temi che spaziano dall’economia al commercio, dall’agricoltura all’educazione, dalle infrastrutture alla sicurezza, per un’area che rappresenta il 50% del PIL e il 60% della popolazione e del commercio mondiali.

Sul tavolo non mancherà di certo la crisi ucraina, anche se questa dovrà essere trattata in maniera “non ufficiale”,  poiché l’Ucraina non fa ancora parte dell’ASEM. Un incontro tra Vladimir Putin e Petro Poroshenko in Europa era stato già annunciato da qualche settimana dallo stesso Presidente ucraino e non è stato escluso dall’assistente del Presidente della Federazione Russa, Yuri Ushakov. Secondo Poroshenko, nell’incontro si discuterà l’attuazione di un piano di pace per l’Ucraina orientale. In precedenza era stata anche confermata la partecipazione di Putin al forum, a cui era stato invitato a luglio da Federica Mogherini, all’inizio del semestre di Presidenza italiana dell’UE.

Ma sul tavolo potrebbe non mancare un’altra questione scottante: Hong Kong. La repressione delle recenti proteste degli studenti contro il governo della provincia cinese ha sollevato le critiche del governo inglese (Hong Kong è stata fino al 1997 protettorato inglese). La risposta piccata del governo della Repubblica Popolare Cinese sta nelle parole di Hua Chunying: “sono esclusivamente affari interni. Rifiutiamo fermamente ogni intromissione di Paesi stranieri per interferire negli affari interni della Cina”. La rivendicazione cinese segue la logica del principio di non interferenza che considera le rivolte come un problema di politica interna non negoziabile a livello internazionale.

Hong Kong rappresenta un’eccezione che difficilmente potrebbe far divampare altre “rivolte degli ombrelli” all’interno del Paese. Le richieste effettuate dal movimento riguardano esclusivamente quella provincia troppo diversa dal resto del Paese per poter diventare un modello per l’intera Cina. Tuttavia, queste rivolte hanno messo sotto pressione il governo, che, da un lato, non può cedere a queste richieste poiché un segno di debolezza potrebbe accendere altri tipi di sommovimenti, e dall’altro, si trova sotto l’attenzione della comunità internazionale e non può eccedere nell’uso della forza. Sarebbe infatti troppo rischioso correre il pericolo di  compromettere l’immagine che si sta cercando di creare con la New Development Bank (NDB) di una  Cina attenta ad uno sviluppo armonioso a livello globale. Inoltre, considerando le conseguenze economiche che potrebbero ripercuotersi su un’economia che per la prima volta mostra qualche segno di rallentamento, le ipotesi di una repressione di tipo violento sembrano le meno probabili. Sarà quindi un tema assai delicato che potrà essere affrontato con la massima attenzione dalla delegazione britannica.

Se infine si considera come dal 30 settembre sia  iniziata l’era degli scambi diretti tra yuan ed euro, si comprende l’importanza di questo meeting che potrebbe favorire un ingente flusso di scambi commerciali. Non resta quindi che attendere i risultati di questo incontro, che si appresta ad essere rovente sotto molti punti di vista.

L' Autore - Daniele Di Cara

Viaggiatore incallito e curioso mi piace vivere il mondo e raccontarlo. Ho esperienze nel settore della cooperazione europea in campo giovanile. In passato ho servito in Ecuador come United Nations Volunteer per l'UNDP e in Bulgaria all'interno del programma europeo SVE. Mi sto specializzando nelle relazioni internazionali dell'Asia orientale.

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