18comix
albania
Il premier Edi Rama durante un comizio politico (Photo by Partia Socialiste e Shqiperise)

Albania: le amministrative premiano il governo Rama

In Abania si sono svolte lo scorso 21 giugno le elezioni amministrative per il rinnovo degli organi di governo di 61 comuni. La maggioranza di centro-sinistra del premier Edi Rama, “Alleanza per l’Albania europea”, ha conquistato 44 municipalità, mentre solo 14 sono andate all’opposizione. Particolarmente significativa la vittoria a Tirana: la capitale albanese torna infatti al centro-sinistra dopo quattro anni di governo conservatore, grazie alla vittoria del giovane candidato sostenuto da Rama, Erion Veliaj.

Secondo il premier è stata “una vittoria schiacciante” e un chiaro messaggio da parte dei cittadini a continuare sulla strada delle riforme. In questi mesi, infatti, il governo ha messo in campo importanti riforme, non solo quella universitaria, ma anche quella amministrativa: basti pensare che fino all’anno scorso le municipalità erano più di 300. Il governo ha previsto una riorganizzazione territoriale che ne ha ridotto il numero a 61, permettendo così risparmi fiscali e lo snellimento dell’apparato pubblico. Quest’ultima riforma era stata contestata dall’opposizione, secondo la quale si trattava di uno stratagemma, che non avrebbe portato veri risparmi di risorse pubbliche, ma solo avvantaggiato la maggioranza alle elezioni.

Scarsa affluenza, candidati “impresentabili” e libertà dei media: le elezioni in Albania

Nonostante la maggioranza di centro-sinistra abbia festeggiato la vittoria, la scarsa affluenza rappresenta un elemento che dovrebbe destare attenzione da parte del governo e della classe politica. L’Albania è un Paese in cui l’affluenza alle urne è solitamente abbastanza alta. In queste amministrative, invece, si sono recati alle urne solo il 50% circa degli aventi diritto. Un dato che dovrebbe far riflettere Rama. L’alto astensionismo potrebbe essere la conseguenza delle discussioni scoppiate durante la campagna elettorale: molti candidati presentati alle elezioni erano infatti pregiudicati.

In un Paese in cui il governo dichiara guerra aperta alla corruzione, non è sicuramente di buon auspicio scoprire che anche fra i candidati della maggioranza figurano candidati “impresentabili”. La lista completa di questi politici non è stata ufficialmente pubblicata, ma sembra che alcuni dei candidati più discussi si siano volontariamente ritirati. Mentre l’UE chiede maggiore trasparenza e rispetto delle istituzioni, gli Stati Uniti hanno deciso di negare il visto d’ingresso nel loro Paese a tutti i candidati pregiudicati. Decisione che, secondo l’ambasciatore statunitense a Tirana, rispecchia perfettamente l’appoggio che Washington intende fornire a Tirana per combattere il malaffare nel Paese. Ovviamente, continua l’ambasciatore, la lista dei pregiudicati è stata trasmessa ai leader dei partiti interessati, i quali decideranno come agire.

Purtroppo, infine, anche quest’anno gli osservatori OCSE hanno riportato scarsa indipendenza dei media, accentuata durante la campagna elettorale. Infatti, anche se in Albania sono presenti un gran numero di stazioni televisive, radiofoniche e testate giornalistiche, la maggior parte di essi subisce una forte influenza da parte dei partiti politici, che ne sono spesso i proprietari. Si assiste così ad una diretta interferenza che provoca autocensura, scarso pluralismo e mancanza di confronto fra i programmi dei candidati.

Nessuna contestazione dell’esito elettorale

L’OCSE rileva però anche qualche dato positivo: per la prima volta non sono stati registrati casi di compravendita di voti e nella maggior parte dei seggi le votazioni si sono svolte regolarmente e senza tensioni. Certo, alcuni seggi hanno aperto con qualche ora di ritardo per la mancanza di materiale, ma sono stati casi isolati. Miglioramenti rilevanti se si considera che in Albania, dalla caduta del regime comunista nel 1990, tutti i risultati elettorali sono stati sistematicamente contestati fino alle elezioni legislative del 2013, quando il centro-destra aveva ammesso la propria sconfitta.

La situazione economica albanese rimane comunque delicata: fra i Paesi più poveri d’Europa, con il 14,3% della popolazione albanese che vive sotto la soglia della povertà e la disoccupazione che non accenna a diminuire.

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

Check Also

libia

Libia e la roadmap per le elezioni: l’offensiva diplomatica di Macron

A Parigi il 30 maggio scorso è andato in scena il protagonismo francese sullo scacchiere …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *