martedì , 20 febbraio 2018
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Albania, un altro passo verso l’ingresso nell’UE

Il 4 giugno il Commissario per l’Allargamento e la Politica europea di Vicinato, Štefan Füle, ha reso nota la decisione della Commissione Europea. volta a raccomandare la concessione all’Albania dello status di Paese candidato all’adesione. La prossima mossa spetterà ai 28 Capi di Governo dei Paesi membri che si riuniranno per un summit il 26 e 27 giugno a Bruxelles, occasione in cui forse verrà definitivamente accordato lo status di Paese candidato, a cui Tirana aspira dal 2009.

Nel 2009 l’Albania versava in un periodo di grave crisi politica, sfociata poi in contestazioni violente. Lo scorso 17 dicembre il cammino europeo dell’Albania aveva invece incontrato l’ostracismo di alcuni Paesi UE, in particolar modo dei Paesi Bassi. Il Ministro degli Esteri olandese, Timmermans, aveva infatti sottolineato che la corruzione, la criminalità organizzata e l’immigrazione clandestina erano piaghe ancora troppo estese per un Paese che sperava di aderire all’UE. In più, il timore implicito era che un ulteriore allargamento dell’UE verso l’area balcanica, dopo l’ingresso di Romania e Bulgaria nello spazio Schengen, avrebbe potuto favorire lo spostamento di persone e attività criminali oltre i confini dell’Albania. Per questi motivi è stata posticipata a giugno 2014 la discussione sulla concessione dello status di Paese candidato.

Evangelos Venizelos, Ministro degli Esteri greco, ha affermato che “la concessione dello status di candidato all’Albania rimane per la Presidenza greca una sfida prioritaria. La strada verso l’UE è nelle mani dei leader albanesi”. Dalle parole di Füle emerge inoltre il riconoscimento dei passi avanti compiuti dall’Albania, lasciando intendere che è giunta l’ora di concedere lo status di Paese candidato.

Proprio le ultime riforme legislative e giudiziarie, volte a combattere i fenomeni di associazione criminale, traffico di droga ed immigrazione clandestina, avrebbero spinto la Commissione a ritenete che l’Albania sarebbe pronta per ricevere l’agognato status. È stata l’assenza di unanimità tra i 28 Paesi UE (necessaria per questioni concernenti l’allargamento) a far posticipare a giugno 2014 la discussione sulla concessione di status candidato. È su questi fronti che Tirana e i Paesi sostenitori della sua candidatura all’adesione, come l’Italia, nelle prossime settimane dovranno riuscire a convincere il gruppo degli “scettici”: Francia, Danimarca, Gran Bretagna, Germania e Paesi Bassi.

Il premier Edi Rama, a margine di una conferenza presso il The Hague Institute for Global Justice, ha affermato senza troppi giri di parole che “i Balcani potrebbero facilmente ritornare ad essere ciò che erano in passato, se l’UE non dovesse accettarli. Nessuno di noi nei Balcani può ritenersi un angelo, anzi siamo lontani dall’essere angeli, ma tutti abbiamo fatto una chiara scelta: desideriamo la pace per il bene dell’Europa intera. L’adesione all’UE sarebbe un incentivo fondamentale“.

La questione tornerà quindi ad essere dibattuta per la seconda volta dagli Stati membri, che dopo l’ondata di euroscetticismo alle ultime elezioni, dovranno fare i conti con la prospettiva di un futuro allargamento a un altro Paese dei Balcani occidentali. La concessione dello status questa volta potrebbe incontrare la resistenza anche da parte di un altro Paese, la Gran Bretagna, che da tempo sta chiedendo l’adozione di misure volte a frenare l’immigrazione dall’est Europa.

Non resta che attendere il verdetto definitivo e sperare che, dinanzi alle millantate riforme del governo di Tirana, lo status di diritto in Albania venga ripristinato. Il processo di integrazione europea nei Balcani occidentali è una priorità. Lo ha ribadito proprio il commissario Füle: “L’Europa non è una singola questione, ma tante. Ciò che è importante è capire che l’allargamento non è mai stato un problema, con l’allargamento l’Unione Europea è diventata più forte e non più debole”.

 In foto, Edi Rama e Štefan Füle © European Union, 2014

L' Autore - Maria Ermelinda Marino

Responsabile Balcani - Studentessa di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trento. Nutro un forte interesse per i Balcani ed il Caucaso e trascorro il mio tempo libero studiando la storia, le società e le problematiche di quei luoghi attraverso la lente del Diritto internazionale pubblico e del Diritto dell'Unione Europea.

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