mercoledì , 21 febbraio 2018
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Photo © European External Action Service / Flickr 2015

CELAC, il peso strategico di un blocco regionale

La Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC), nata il 23 febbraio 2010, è un’organizzazione intergovernativa che raccoglie 33 Paesi, ovvero tutte le nazioni delle Americhe tranne Stati Uniti e Canada. Il 28 e 29 gennaio i Paesi della CELAC  si sono riuniti per il terzo Summit del blocco regionale a Belén, nei dintorni di San José, in Costa Rica, Paese che aveva assunto la presidenza pro tempore dell’organizzazione nel gennaio 2014.

Il tema del vertice latinoamericano è stato “Costruendo Insieme” e i Paesi membri hanno approvato il Programma di azione 2015 della CELAC per uno sviluppo congiunto, paritario e sostenibile, la Declaración Política de Belén. I governi delle Americhe, inoltre, si sono ancora una volta impegnati a promuovere la pace e ad affrontare i cambiamenti climatici.

L’Alto Rappresentante per la politica estera dell’UE, Federica Mogherini, prima di ritornare a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri (CAE) straordinario della settimana scorsa, ha preso parte al vertice, incontrando i leader politici della regione. Il Summit della CELAC, ha commentato Mogherini a margine dei lavori, è stato un’occasione per affrontare questioni “al centro della cooperazione esterna dell’UE e per illustrare la forte visione di società che abbiamo in comune con i Paesi dei Caraibi e dell’America Latina”. La Vice Presidente della Commissione Europea ha inoltre partecipato a numerosi incontri bilaterali con partner regionali come Cuba, Ecuador, Messico e Perù, oltre al gruppo CARIFORUM, nato nel 1992 al fine di intraprendere e sviluppare un dialogo economico con l’UE. Nel corso degli incontri, il capo della diplomazia UE ha approfondito argomenti quali l’agenda per lo sviluppo post 2015, il cambiamento climatico e la sicurezza internazionale.

Come ha ricordato la Mogherini durante il suo intervento al Summit, UE e CELAC rappresentano 61 Stati, circa un terzo dei membri delle Nazioni Unite. L’Europa, l’America Latina e i Caraibi, però, esprimono e significano molto più che la somma delle parti. “Dal momento che quello che ci unisce è maggiore di quello che ci divide” ha aggiunto Mogherini, “la cooperazione e la partnership tra le nostre regioni sono necessarie ed indispensabili”.

Durante la due giorni, i Capi di Stato e di governo dei Paesi CELAC hanno discusso anche di lotta alla povertà e di buon governo. I governi hanno confermato la valenza strategica di un format pan-regionale così esteso. Con l’obiettivo ambizioso di approfondire ed avanzare nel graduale processo di integrazione della regione latinoamericana, l’organizzazione rappresenta infatti uno spazio comune e un foro di dialogo su temi legati allo sviluppo sociale ed economico, istruzione, ambiente e disarmo nucleare.

Il peso strategico della CELAC è ancora più evidente se si analizzano le relazioni che l’organizzazione intrattiene non solo con l’Europa, ma anche con i maggiori attori internazionali, statuali o regionali. Con la Cina, ad esempio, si confronta attraverso il Foro CELAC-Cina, ma interloquisce anche con la Federazione Russa, la Turchia, il Giappone e con il Consiglio di Cooperazione degli Stati del Golfo Persico (CCASG). Con l’Unione Europea, la CELAC ha intrapreso un percorso di cooperazione e dialogo il 26 e 27 gennaio 2013 con il primo Summit UE-CELAC, tenutosi a Santiago del Cile. A tale iniziativa presero parte l’allora Presidente della Commissione Manuel Barroso e l’ex Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. Al termine del vertice, fu stabilito un piano di azione UE-CELAC 2013-2015, che comprendeva una serie di priorità nei settori della ricerca e dell’innovazione, dello sviluppo sostenibile, dell’integrazione regionale, delle migrazioni e dell’inclusione sociale.

Il 10 e 11 giugno si terrà a Bruxelles il secondo vertice UE-CELAC, opportunità per ridefinire la cooperazione bi-regionale ed individuare modelli e buone pratiche da seguire. Il quarto Summit CELAC, invece, avrà luogo nel 2016 in Ecuador, Paese che al termine dei lavori ha assunto la Presidenza di turno del blocco regionale.

L' Autore - Giulia Richard

Responsabile UE-America Latina & Spagna - Laureata magistrale in Development, Environment & Cooperation presso l'Università di Torino, con una tesi sulle relazioni commerciali tra UE e America Latina. Dopo aver lavorato a Montevideo e a Valencia, attualmente vivo nel cuore dell'Europa, a Bruxelles.

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