giovedì , 16 agosto 2018
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CEPAL: incontro a Lima, l’UE pensa agli accordi sui visti

Si è svolta a Lima, dal 5 al 9 maggio, la XXXV^ sessione della Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPAL o ECLAC, acronimo inglese di Economic Commission for Latin America and the Caribbean). Queste riunioni a cadenza biennale rappresentano l’occasione per riunire i rappresentanti dei 60 tra Stati membri (48) ed associati (12) all’agenzia per discutere della situazione economica, sociale e ambientale in America Latina e nei Caraibi. Con l’occasione viene approvato inoltre il programma di lavoro per il biennio seguente.

La CEPAL è una delle cinque commissioni economiche regionali delle Nazioni Unite che rispondono al Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC). Si occupa di ricerca in campo economico ed è incaricata di promuovere lo sviluppo nella regione. Il quartier generale CEPAL si trova a Santiago del Cile e coordina i lavori dei due uffici sub-regionali: uno con sede a Città del Messico, per l’America Centrale, l’altro a Port of Spain (Trinidad e Tobago), per i Caraibi.

La sessione 2014 è stata inaugurata dal Presidente del Perù, Ollanta Humala, e dalla Segretaria Esecutiva della CEPAL, Alicia Bárcena. Nel corso della cerimonia il Presidente peruviano ha sottolineato come la crescita economica non sia sufficiente per colmare le lacune relative alle diseguaglianze: «questo modello ha dato dei buoni risultati, mezzo milione di peruviani sono stati tirati fuori dalla povertà, ma non è sufficiente», ha dichiarato. Maggiore uguaglianza e sostenibilità ambientale nei Paesi della regione rappresentano i nuovi obiettivi sui quali puntare, perché non si può combattere la povertà senza mettere in campo specifiche politiche sociali che contrastino le diseguaglianze.

Bárcena ha evidenziato come la regione latinoamericana stia affrontando sfide molto importanti sulla strada di una maggiore uguaglianza. I cambiamenti dei prezzi delle risorse naturali, la riduzione prevista dei flussi di capitali e della liquidità mondiale e il possibile aumento dei tassi d’interesse pongono però l’America Latina e i Caraibi in una posizione meno favorevole per il futuro. Sarà necessario, quindi, usando le parole della Segretaria, «promuovere riforme istituzionali e politiche per una crescita sostenibile inclusiva, oltre che uguale per tutti».

La sessione a Lima ha visto anche la creazione della Conferenza Regionale sullo Sviluppo Sociale dell’America Latina e Caraibi, un nuovo organismo sussidiario della CEPAL nato con l’obiettivo di incrementare le politiche nazionali per lo sviluppo sociale, appoggiandosi anche alla cooperazione internazionale, regionale e bilaterale in materia. E l’Unione Europea? Il ruolo europeo nella regione resta centrale, non solo nella cooperazione allo sviluppo, ma anche dal punto di vista commerciale e politico. In tal senso, vanno segnalati i recenti passi avanti fatti per la liberalizzazione dei visti per peruviani e colombiani, misura peraltro fortemente voluta dalla Spagna. Madrid più di ogni altro Stato membro sente infatti l’esigenza di un maggiore coinvolgimento politico e socio-economico dell’UE nella regione latinoamericana.

I governi dei 28 hanno infatti recentemente approvato la nuova lista di Paesi con cui si procederà ad una liberalizzazione dei visti d’ingresso. I cittadini degli stessi potranno però circolare liberamente nello spazio Schengen solamente quando Bruxelles avrà verificato che i loro Paesi di provenienza soddisfano specifici requisiti. In seguito verrà richiesto mandato formale al Consiglio Europeo per negoziare i successivi accordi bilaterali di liberalizzazione.

Attualmente i cittadini dei Paesi non firmatari di accordi di liberalizzazione devono richiedere un visto turistico che permette di circolare per un massimo di 90 giorni. La richiesta di tale documento comporta numerosi passaggi burocratici, oltre che un dispendio di tempo e denaro. La cancellazione dei visti potrebbe aumentare in modo considerevole il traffico facilitando le relazioni economiche, l’incontro culturale e gli scambi tra le regioni. L’interesse dell’UE e quello dell’America Latina è in questo caso assolutamente coincidente.

Nell’immagine, il Presidente della Repubblica Dominicana, Medina, durante l’incontro dell’ottobre 2013 (© PresidenciaRD, 2013, www.flickr.com)

L' Autore - Giulia Richard

Responsabile UE-America Latina & Spagna - Laureata magistrale in Development, Environment & Cooperation presso l'Università di Torino, con una tesi sulle relazioni commerciali tra UE e America Latina. Dopo aver lavorato a Montevideo e a Valencia, attualmente vivo nel cuore dell'Europa, a Bruxelles.

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