mercoledì , 15 agosto 2018
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Cooperazione allo sviluppo: il ruolo del settore privato

La Commissione Europea ha emanato una comunicazione dal titolo “Un ruolo più importante per il settore privato in vista di una crescita inclusiva e sostenibile nei Paesi in via di sviluppo”. È infatti proprio il settore privato a fornire attualmente il 90% dei posti di lavoro nei Paesi in via di sviluppo, costituendo dunque un interlocutore fondamentale nella lotta alla povertà e alla fame. La comunicazione ha come scopo quello di definire un quadro strategico che garantisca che gli investimenti fatti dalle imprese private siano a beneficio di tutta la società, in particolare delle donne, dei giovani e degli indigenti.

Per fare ciò, è necessario in primo luogo che gli investimenti abbiano come priorità la creazione di posti di lavoro duraturi, specialmente per le fasce sociali più deboli, e che favoriscano il passaggio progressivo da un’economia informale ad una formale. Fondamentale è poi il coinvolgimento delle imprese locali ed il tener conto, nell’emanazione di aiuti al settore privato e nella formazione di partenariati per lo sviluppo, delle esigenze e dei reali bisogni delle diverse realtà locali.

Così si è espresso il Commissario per lo Sviluppo Andris Piebalgs: “Il settore privato ricopre un ruolo fondamentale nel difficoltoso percorso che conduce gli individui a uscire dalla povertà. Noi dobbiamo assicurarci che i benefici derivanti dagli investimenti del settore privato vadano a vantaggio di tutta la società e non solo di pochi fortunati”. Per questo ha definito importante la comunicazione emanata dalla Commissione: garantendo un ambiente più favorevole e sicuro per le imprese, queste potranno investire di più e in maniera più responsabile. E ogni individuo potrà beneficiare delle opportunità economiche create dal settore privato.

Per cogliere queste sfide, la comunicazione prevede dodici azioni. Tra queste il finanziamento della creazione di servizi di consulenza per le pubbliche amministrazioni e i rappresentanti del mondo delle imprese, al fine di migliorare la regolamentazione nazionale sul commercio e ridurre i costi delle attività ad esso legate. Oppure il cofinanziamento di sistemi che consentano alle piccole e medie imprese – sia formali che informali – di accedere a finanziamenti messi a disposizione anche da partner locali, permettendo loro di incrementare le proprie conoscenze tecnologiche e di allargare la propria rete commerciale.

Altre azioni sono: il sostegno alle alleanze di organizzazioni impegnate nel campo della formazione professionale e tecnica; il supporto ad una finanza inclusiva che coinvolga anche donne, giovani e popolazioni rurali; aumentare la disponibilità di capitale e predisporre un sistema di condivisione dei rischi per gli investimenti privati che interessano l’efficienza energetica e le energie rinnovabili; rafforzare la capacità delle piccole e medie imprese del settore agroalimentare di accedere ai finanziamenti, alle informazioni di mercato e alle tecnologie.

In pratica, se si vuole raggiungere l’audace obiettivo di sfamare 9 miliardi di persone da qui al 2050, il settore privato deve diventare, necessariamente, un interlocutore chiave delle istituzioni: solo rendendolo partner attivo della cooperazione allo sviluppo, l’Unione Europea sarà in grado di tener fede al suo impegno per la giustizia e la pace nel mondo.

Photo: © International Maize and Wheat Improvement Center, 2009, www.flickr.com

L' Autore - Francesca De Santis

Laureata in Studi Europei presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre, ho vissuto per sei mesi a Bruxelles nel quadro del progetto Erasmus. Questa esperienza è stata molto significativa ed ha alimentato ancora di più la mia passione per le questioni europee. Il mio percorso professionale si snoda nel campo della comunicazione: ho fatto diversi stage in Uffici Stampa, in particolare in quello della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Mi piace pensare all’Europa come opportunità per costruire una società più giusta per tutti. Sono molto felice di essere parte di questo meraviglioso progetto chiamato Europae.

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