lunedì , 19 febbraio 2018
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Dacian Cioloş in Senegal e Ghana: missione per lo sviluppo rurale dell’Africa sub-sahariana

Dal 4 al 6 Ottobre, il Commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Dacian Cioloş, è stato in visita in Senegal e Ghana per affrontare i temi principali che interessano il futuro del settore agrario nei due paesi. Cioloş, secondo programma, ha incontrato prima il Presidente del Senegal, Macky Sall, e successivamente il Ministro ghanese dell’Agricoltura, Clement Kofi Humado.

Un incontro che ha rilevanza non solo dal punto di vista diplomatico. Innanzi tutto, è opportuno evidenziare che in Senegal e in Ghana, come in quasi tutti i paesi dell’Africa Sub-Sahariana, l’agricoltura rappresenta un elemento fondamentale (se non persino il motore) dell’economia. Inoltre, nell’ultimo decennio, i sussidi previsti dalla Politica Agricola Comune (PAC), a sostegno dei prodotti agricoli europei, hanno sollevato pesanti critiche da parte dei partner africani.

D’altro canto, è facile essere tacciati di “neo-colonialismo”, se la richiesta pressante dell’UE di liberalizzare le economie africane, secondo il diktat degli Economic Partnership Agreements (EPAs), avviene contemporaneamente alla concessione di aiuti e sussidi ai produttori agricoli europei! Per questi motivi, parlare di sviluppo rurale in Senegal e Ghana rappresenta un segnale molto significativo da parte dell’UE per ristabilire la fiducia dei Paesi africani.

I segnali positivi, lanciati dal Commissario Europeo per l’Agricoltura, sembrano aver consolidato le basi per un dialogo equo e costruttivo. Con la promessa di avviare una riforma consistente della PAC, prima di tutto riducendone l’ampio budget, i Paesi africani hanno finalmente avuto prova dei cambiamenti in atto all’interno della politica agricola comunitaria. Non meno importante, Cioloş ha dimostrato di avere un quadro ben chiaro delle esigenze e delle priorità dei partner africani.

Di fronte al Presidente del Senegal, Macky Sall, Dacian Cioloş ha elogiato la scelta strategica di investire di più nel settore agrario e ha dichiarato che quasi la metà degli aiuti stanziati in Senegal, provenienti dall’undicesimo Fondo Europeo di Sviluppo (FES), saranno utilizzati per rafforzare l’agricoltura nel Paese. In merito alla sicurezza alimentare, un problema ormai tornato in primo piano a livello mondiale, il Commissario si è così espresso: «La produzione alimentare non può essere lasciata alla mercé della volontà del mercato mondiale». Con grande approvazione del Presidente senegalese, è stato sottolineato che la sicurezza alimentare deve diventare una priorità della politica europea di cooperazione allo sviluppo.

Riguardo alle astiose questioni dei sussidi alle esportazioni, Cioloş ha assicurato che questo tipo di strumenti non è più centrale all’interno della PAC. Gli EPAs e gli strumenti della PAC non dovranno interferire con gli obiettivi di sviluppo dei partner africani, al contrario dovrebbero sollecitare il coinvolgimento dei piccoli coltivatori nello sviluppo del proprio territorio. In sostanza, ciò che ha reso l’intervento di Cioloş incredibilmente rilevante (e, in un certo senso, anche “innovativo”) per il futuro delle relazioni UE-Africa è stata l’ammissione esplicita dei limiti e delle responsabilità reali che gravano sulle spalle dei Paesi europei.

In Ghana, il Ministro Clement Kofi Humado ha illustrato una situazione attuale piuttosto critica, in cui gli investimenti nel settore agrario sono ancora deficitari e, soprattutto, la forte dipendenza dalle importazioni di riso contribuisce ad aggravare i problemi di sottosviluppo e sicurezza alimentare. Alle preoccupazioni del Ministro ghanese, il Commissario europeo ha esortato a raddoppiare gli sforzi per sostenere i piccoli proprietari terrieri, nel tentativo di aumentare il livello di sostenibilità dello sviluppo locale e di stimolare il potenziale della produzione agricola del paese.

Se l’UE è stata spesso criticata per la retorica esasperata del suo dialogo politico, il modo chiaro e diretto in cui Dacian Cioloş ha espresso la voce comune dei Paesi europei sembra aver posto le premesse per una collaborazione più solida. Obiettivi concreti, che mirano a risollevare un settore vitale per lo sviluppo sostenibile dei Paesi africani. Ma, soprattutto, obiettivi condivisi, che non dovrebbero lasciar spazio a eventuali accuse di “eurocentrismo”. Allora, forse vi è davvero motivo di credere che sia stato qualcosa in più di una semplice visita diplomatica.

In foto il Commissario Cioloş in Senegal (Foto: account Facebook di Dacian Cioloş)

L' Autore - Alice Condello

Laureata magistrale in Scienze Internazionali (indirizzo in Studi Europei) con una tesi di ricerca, svolta in parte a Nairobi, sul ruolo internazionale dell'UE in Africa. Il lavoro sul campo ha stimolato in me l'interesse verso il tema delle relazioni tra UE e paesi africani, che ho la fortuna di coltivare e approfondire grazie alla collaborazione con Europae. "Eurottimista consapevole", come mi piace definirmi, sogno un giorno di poter lavorare viaggiando tra Europa e Africa.

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