domenica , 18 febbraio 2018
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Due iniziative europee per finanziare la lotta contro le malattie legate alla povertà

L’Unione Europea è formalmente impegnata nel raggiungimento dei Millennium Development Goals, iniziativa promossa dalle Nazioni Unite che prevede otto obiettivi di sviluppo da realizzare entro il 2015: tra questi, emerge in maniera prioritaria l’aspetto della salute, con tre obiettivi (il quarto, il quinto ed il sesto) incentrati sulla riduzione della mortalità infantile, il miglioramento della salute materna e la lotta contro l’HIV/AIDS, la malaria ed altre malattie. Delle malattie legate alla povertà, si tende a sottolineare soprattutto le conseguenze socioeconomiche, ossia il rischio di creare un circolo vizioso per cui le cattive condizioni di salute sono allo stesso tempo causa ed effetto della povertà, impedendo l’innescarsi di un effettivo processo di sviluppo.

Le stime del 2011 mostrano che i decessi causati nel corso dell’anno da HIV/AIDS, malaria e tubercolosi sono stati rispettivamente 2 milioni, 1,4 milioni e 660,000. Nel complesso, circa l’80-90% dei casi riscontrati e dei decessi si registra in Africa Sub-Sahariana, area prioritaria per l’UE nell’ambito della cooperazione con i Paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico), basata sull’accordo di Cotonou, e della Strategia Congiunta Africa – UE adottata nel 2007. In questo contesto, diversi sono i canali di finanziamento a disposizione dell’UE per il sostegno ad iniziative di sviluppo legate al miglioramento delle condizioni di salute nella regione.

Uno di questi canali è il “Global Fund to fight AIDS, Tubercolosis (TB) and Malaria”, creato nel 2002, che raccoglie contributi da governi e privati. Il 2 dicembre a Washington la Commissione Europea, che in passato ha già stanziato complessivamente per il fondo €1,2 miliardi, ha annunciato un nuovo finanziamento pari a €370 milioni per il periodo 2014-2016.

Sempre il 2 dicembre, la commissione Sviluppo del Parlamento Europeo ha preso in esame la proposta di decisione dello stesso PE e del Consiglio relativa alla partecipazione dell’UE ad un secondo programma di partenariato tra Europa e Paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (European and Developing Countries Clinical Trials Partnership Programme – EDCTP2), anche questo finalizzato alla lotta contro l’HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria.

L’EDCTP1 è stato creato nel 2003 sulla base dell’art. 185 TFEU, che prevede che l’Unione possa partecipare a programmi di ricerca e sviluppo avviati da più Stati membri, inclusa la partecipazione alle strutture create per l’implementazione di tali programmi. Gli Stati UE partecipanti sono 14 (inclusa l’Italia), e vi partecipano inoltre la Norvegia, la Svizzera e 47 Paesi partner africani. Tra i risultati conseguiti figurano il miglioramento di otto cure mediche, la creazione delle prime quattro reti di eccellenza regionali africane per la promozione delle cooperazione sud-sud nella ricerca clinica, attività di formazione per oltre 400 ricercatori africani e l’istituzione di un registro panafricano delle sperimentazioni cliniche e di un forum africano delle autorità di regolamentazione sui vaccini. Il programma ha fino ad oggi finanziato circa 200 progetti per un valore complessivo di €300 milioni, di cui €200 milioni provenienti dall’UE.

L’EDCTP2 per il periodo 2014-2024 dovrebbe non solo confermare gli impegni sottoscritti nell’ambito del primo programma, ma prevedere un loro ampliamento: il finanziamento previsto è infatti di €683 milioni contro i €200 milioni del periodo precedente, mentre l’area di applicazione andrebbe estesa oltre le tre patologie principali per comprendere tutte le altre malattie legate alla povertà (come la malattia del sonno o le infezioni da parassiti) ed inoltre i programmi dovrebbero riguardare tutte le fasi cliniche (ad oggi sono incluse le fasi 1 e 2, riguardanti la farmacologia clinica e gli studi di efficacia, ma non le fasi 3 e 4, ossia lo studio multicentrico e gli studi condotti dopo la commercializzazione del farmaco).

La commissione Sviluppo ha accolto con favore l’innalzamento del finanziamento al programma, proponendo in particolare due emendamenti: il primo per ricordare la necessità di promuovere la coerenza tra le varie politiche dell’UE nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, come stabilito nell’articolo 208 TFEU; il secondo per sottolineare che Commissione e Stati Membri forniscono a livello mondiale quasi un quarto (22%) degli investimenti pubblici nel settore delle malattie connesse con la povertà.

In foto un’immagine evocativa dallo Zambia (Foto: Wikimedia Commons)

L' Autore - Chiara Franco

Laureanda magistrale in International and European Studies presso l’Università di Trento ed allieva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Nel frattempo, sono passata da Parigi, Londra ed Istanbul per periodi di studio e ricerca. Scrivo di relazioni esterne dell’UE, con un occhio di riguardo a Turchia e Medioriente.

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