lunedì , 19 febbraio 2018
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Ebola, epidemia dilaga in Guinea. UE aumenta gli aiuti

È stata definita un’«epidemia senza precedenti» in termini di distribuzione dei casi, che ha colpito rapidamente quattro zone del Paese: oltre a Conakry, anche Gueckedou, Macenta Kissidougou e Nzerekore. La propagazione del virus Ebola è avvenuta con un’imprevedibilità tale che non è facile fornire dati certi sul numero di vittime dovute all’epidemia. Stando a quanto dichiarato dalle autorità sanitarie il 10 Aprile, si parla di quasi 160 casi sospetti di Ebola, dei quali 101 sono deceduti (tenendo presente che 66 sono stati confermati da analisi di laboratorio). Un bilancio in terribile evoluzione dal 22 marzo, quando il governo aveva lanciato la comunicazione ufficiale.

L’Ebola è un virus letale, che provoca una febbre emorragica capace di uccidere fino al 90 per cento degli individui infettati tramite contatto diretto con persone e animali infetti e con le loro secrezioni (incluso il latte materno). Il periodo di incubazione è piuttosto breve, causando febbre molto alta, mal di testa e dolori muscolari, fino a provocare vomito, diarrea ed emorragie. Un’epidemia terribile e straziante – per la quale, purtroppo, non esistono cure né vaccini – aggravata dalle pessime condizioni sanitarie delle regioni colpite, in cui il rischio principale è di ampliare il focolaio ad altre aree del Paese e non solo.

Data la facilità di trasmissione e diffusione dell’epidemia, l’allarme giunge anche dai Paesi confinanti, dove aumenta il numero di casi sospetti, sebbene in misura più contenuta rispetto alla Guinea. In Liberia, il Ministero della Salute ha dichiarato che, tra i venti casi sospetti rilevati, cinque sono morti per febbre emorragica di Ebola. In Sierra Leone, i casi accertati finora rimangono due. Il Ministro della Salute del Mali ha parlato di 9 casi sospetti, uno dei quali deceduto. Anche i confini europei non sono del tutto al sicuro e sono allo studio misure d’emergenza per contenere l’emergenza lì dov’è nata.

L’intervento da parte dell’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha mirato proprio a isolare tutti i casi sospetti, per poter tracciare e interrompere la catena di trasmissione. Le persone infette sono state trasferite nei centri organizzati presso le zone colpite, in modo da non disperdere il contagio e sfruttare a pieno tutti gli strumenti messi a disposizione dagli aiuti internazionali, offrendo loro cure di prima qualità. Per chi presenta i primi sintomi della malattia, la somministrazione di flebo, medicinali e vitamine può aiutare a riprendersi e sopravvivere.

L’Unione Europea, dal canto suo, ha offerto un immediato supporto economico, aumentando gli aiuti da 500.000 euro (devoluti il 28 marzo) a 1,1 milioni di euro, per assistere non solo la popolazione colpita dall’epidemia in Guinea, ma anche nei Paesi vicini. Kristalina Georgieva, Commissario europeo per la Cooperazione Internazionale, gli Aiuti Umanitari e la Risposta alle Crisi, ha dichiarato che è fondamentale agire rapidamente per porre un freno alla diffusione dell’epidemia. I nuovi fondi devoluti dalla Commissione Europea saranno utilizzati da MSF per rafforzare la gestione clinica, l’isolamento dei pazienti e il sostegno psicosociale, per il tracciamento dei casi sospetti, la formazione e la fornitura di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari. A sostegno dell’attività dell’OMS, inoltre, gli aiuti serviranno a garantire la sorveglianza epidemiologica e la fornitura di attrezzature mediche, logistica dei trasporti e personale sanitario.

La Commissione ha inoltre deciso di inviare tre dei propri esperti umanitari e sei specialisti in malattie infettive per lavorare in team con i partner locali e cooperare con le autorità locali. “Un buon coordinamento è fondamentale nella risposta internazionale a questa epidemia – afferma il Commissario per lo Sviluppo Andris Piebalgs – questo è il motivo per cui stiamo allestendo una rete di istituti sanitari UE e africani, per un costruttivo scambio di know-how nella lotta contro questa terribile epidemia”. Paura e disinformazione rischiano ora di alimentare il focolaio ma, intanto, MSF ha comunicato che hanno lasciato l’ospedale di Donka (a Conakry) i primi pazienti riusciti a sconfiggere il virus. Una notizia da cui ripartire, insieme.

In foto, personale di MSF all’opera in Guinea contro l’epidemia di Ebola (© EU Humanitarian Aid and Civil Protection – Flickr 2014)

L' Autore - Alice Condello

Laureata magistrale in Scienze Internazionali (indirizzo in Studi Europei) con una tesi di ricerca, svolta in parte a Nairobi, sul ruolo internazionale dell'UE in Africa. Il lavoro sul campo ha stimolato in me l'interesse verso il tema delle relazioni tra UE e paesi africani, che ho la fortuna di coltivare e approfondire grazie alla collaborazione con Europae. "Eurottimista consapevole", come mi piace definirmi, sogno un giorno di poter lavorare viaggiando tra Europa e Africa.

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