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Il commissario per gli aiuti umanitari Stylianides in visita in un centro sanitario in Guinea © European Commission DG ECHO - Flickr 2014

Ebola, UE intensifica la risposta. Positivi primi test del vaccino

Il coordinatore per l’ebola dell’UE, Christos Stylianides, e il Commissario per la Salute e la Politica dei Consumatori, Vytenis Andriukaitis, hanno presentato alle istituzioni europee le conclusioni della loro missione in Sierra Leone, Guinea e Liberia, i Paesi più colpiti dall’epidemia di Ebola. Per rendere più efficace la risposta dell’UE, la missione ha evidenziato il persistente bisogno di infrastrutture essenziali, come acqua potabile e sistema fognario, e di personale esperto di medici ed epidemiologi. L’epidemia ha eroso la struttura economica e sociale di questi tre Stati. Secondo uno studio della Banca Mondiale, il 50% di coloro che erano occupati prima dell’epidemia sono ad oggi senza lavoro: parte di questi nuovi disoccupati rientra nella categoria dei sopravvissuti, che dopo aver affrontato la malattia sono costretti a superare anche l’emarginazione sociale.

Tuttavia, le previsioni riguardanti gli effetti negativi dell’epidemia sul PIL sono state ridimensionate: si prospetta infatti un calo del PIL pari a 3 miliardi di dollari, ossia un decimo di quanto precedentemente annunciato. Il sostegno dell’Unione Europea, ha ribadito Stylianides, si estenderà anche ad un’ottica di lungo termine, favorendo la ripresa economica, il rafforzamento del sistema sanitario e il reinserimento sociale dei sopravvissuti alla malattia. Andriukaitis ha invitato gli Stati membri a sostenere progetti rivolti alle comunità locali, ai fini di diffondere una maggior conoscenza riguardo al virus, e alle donne, in quanto responsabili delle prime cure ai malati e del trattamento dei cadaveri prima del rito funebre.

I due Commissari hanno incontrato in questi quattro giorni i rappresentanti dei governi dei tre Paesi, delle organizzazioni umanitarie e degli Stati membri, attivi in diverse forme e in diversa misura. In Sierra Leone è l’Inghilterra il Paese europeo più presente, la Francia, invece, si è assunta la responsabilità del coordinamento della risposta UE in Guinea. Inoltre, la Svezia ha annunciato l’invio di 42 medici, di infermiere e paramedici, rispondendo per prima all’appello del Commissario Stylianides sulla necessità di invio di esperti sanitari. Il sistema di coordinamento europeo comincia, dunque, a prendere corpo e, oltre allo stanziamento di fondi per i governi colpiti, parte delle risorse sarà diretto anche ai Paesi limitrofi, caldamente invitati a rafforzare la cooperazione a livello regionale. Gli argomenti prevalentemente trattati con i governi locali riguardavano la valutazione delle operazioni di screening alle frontiere e i progressi nella sperimentazione di trattamenti e vaccini.

L’UE, in collaborazione con l’industria farmaceutica ha stanziato 28 milioni di euro per la sperimentazione del vaccino anti Ebola. Il 26 novembre è stato per la prima volta somministrato ad un essere umano negli Stati Uniti, ove il vaccino a cui si lavora ha caratteristiche genetiche di due ceppi del virus Ebola, quello Sudan e quello Zaire, responsabile dell’attuale epidemia. Invece, ad Oxford, in Mali e in Svizzera la ricerca si è concentrata solo su quest’ultimo ceppo. Dai primi test il vaccino si è dimostrato sicuro ed efficace nel rinforzare il sistema immunitario contro il virus, ora la seconda e la terza fase di sperimentazione prevedono un’applicazione diretta sul luogo dell’epidemia. Della produzione si è occupata la multinazionale britannica GlaxoSmithKline, utilizzando un vaccino sviluppato in laboratori italiani. Ad oggi, le altre grandi aziende farmaceutiche interessate ad investire sono la New Link Genetics, la Merks e la Johnson and Johnson, ma cifre (15.351 contagiati e 5.459 morti, stime OMS del 21 novembre) e caratteristiche dell’epidemia non sembrano averle del tutto convinte.

I Paesi in cui l’ebola si concentra sono estremamente poveri, mentre in Occidente non vi solo reali rischi di diffusione e le eventuali scorte di vaccini saranno comunque limitate e strategiche. Il capo esecutivo dell’Alleanza Mondiale per Vaccini e l’Immunizzazione (GAVIAlliance), Seth Berkley, sostiene che probabilmente bisognerà creare un mercato artificiale per proporre un volume di domanda sufficiente ad indurre le case farmaceutiche alla produzione e alla formulazione di un prezzo accessibile. E’ previsto un aumento dei fondi per l’acquisto dei vaccini nel 2015, con il sostegno di altri donatori, ma soprattutto dei governi, che per primi dovranno impegnarsi nell’acquisto del vaccino e nel garantire le indennità per le aziende contro reclami o eventuali perdite.

L' Autore - Giulia Riedo

Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche (SID) a Gorizia. Profondamente affezionata al progetto dell'Unione Europea ed al continente africano, ove ha passato parte della sua infanzia. Da ottobre 2013 a marzo 2014 stagista presso il SEAE, si è occupata del progetto di accorpamento delle sedi diplomatiche e di Africa dell’Ovest. In precedenza ha svolto diversi periodi di stage: a New York presso la Missione Permanente dell’Italia all’ONU, assegnata alla sezione crisi politiche di Africa ed Europa, presso l’ambasciata di Francia a Roma e presso lo United Nations Staff College di Torino.

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