martedì , 14 agosto 2018
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Egitto e Siria al centro del dibattito alla plenaria del PE: l’intervento di Catherine Ashton

Durante la seduta plenaria del PE che si è svolta la settimana scorsa a Strasburgo, Catherine Ashton si è pronunciata sia sulla situazione in Egitto, sia sulla crisi siriana.  Alla vigilia della decisione del nuovo governo de il Cairo di prolungare lo stato di emergenza per altri due mesi, Catherine Ashton ha ripreso gli aspetti salienti della sua ultima visita in Egitto, avvenuta all’indomani del colpo di Stato che ha portato alla destituzione dell’ex Presidente Morsi. Allora come oggi, la Ashton ha sottolineato l’importanza dell’inclusione politica e il grave pericolo che deriva dall’esclusione di un largo strato della società – ovvero quella che gravita intorno alla galassia dei Fratelli Musulmani – dal processo di transizione.

Lady Ashton ha inoltre ribadito la sua determinazione a far sì che l’UE non giochi il ruolo di mediatore, ma si occupi invece di interpellare tutte le parti coinvolte e di lavorare ad un accordo a tutto tondo, che permetta al contempo di costruire fiducia, assicurare l’inclusività del processo di transizione politica e rafforzare un approccio europeo incentrato sul rispetto dei diritti fondamentali, dello Stato di diritto e dei valori democratici.

All’indomani del discorso della Ashton, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione sulla situazione in Egitto, nella quale condanna l’eccessivo uso della forza mostrato dalle forze dell’ordine egiziane in occasione dello sgombero dei due principali accampamenti in cui si erano riuniti i sostenitori dell’ex Presidente Morsi. Nello stesso testo, il PE plaude alla recente decisione del Consiglio Affari Esteri di sospendere le esportazioni verso l’Egitto di attrezzature che potrebbero essere usate a fini di repressione interna. Il PE chiede anche che venga creata una commissione giudiziaria indipendente che investighi su tutte le uccisioni. Allo stesso tempo, tutti i soggetti politici sono chiamati a dar prova della massima moderazione e ad evitare qualsiasi provocazione, al fine di evitare un’ulteriore escalation di violenza, nel migliore interesse del Paese. Infine, il PE ribadisce la necessità che i poteri siano traferiti quanto prima ad autorità civili elette democraticamente ed esorta l’Unione a tenere sempre in considerazione, per quanto riguarda le relazioni bilaterali con l’Egitto, sia il principio di condizionalità («more for more») sia le grandi sfide economiche che il Paese si trova ad attraversare in questa fase di difficoltà.

Davanti al Parlamento riunito in seduta plenaria, Catherine Ashton si è anche espressa a proposito della crisi in Siria. Alla vigilia dell’incontro a Ginevra tra il Segretario di Stato americano Kerry e il Ministro degli esteri russo Lavrov, la Ashton ha sintetizzato i punti salienti della posizione comune adottata dai Ventotto in occasione del Gymnich di Vilnius: la condanna dell’attacco perpetrato con armi chimiche, il riconoscimento dell’apparente responsabilità del regime di Assad, un’esortazione ai membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ad assumersi le proprie responsabilità e l’insistenza sulla necessità di trovare una soluzione politica alla crisi.

Alle parole della Ashton, ha fatto seguito una risoluzione del PE. In essa, si ribadisce con forza che l’uso di armi chimiche rappresenta una violazione del diritto internazionale e che sussistono forti elementi di prova sulla responsabilità del regime in questi attacchi. Il Parlamento sottolinea inoltre che la gestione della crisi in Siria necessità di un approccio comune coerente da parte degli Stati membri dell’Unione. Infine, l’assemblea si esprime a favore di una soluzione politica al conflitto e accoglie con favore la proposta russa relativa alla messa a disposizione della comunità internazionale dell’arsenale di armi chimiche siriano.

Dopo l’annuncio dell’accordo raggiunto tra Russia e Stati Uniti per la distruzione delle armi chimiche siriane, Lady Ashton – a nome dell’Unione – ha subito espresso appoggio all’iniziativa. Ha inoltre ricordato che l’UE è il maggiore finanziatore dell’OPCW (Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons) e che diversi Stati membri possiedono le capacità tecniche per contribuire attivamente allo smantellamento e alla distruzione dell’arsenale di armi chimiche del regime di Assad. Resta ancora da vedere però se l’ambiziosa roadmap delineata da Kerry si rivelerà attuabile nei tempi previsti.

In foto Catherine Ashton durante la seduta plenaria del Parlamento Europeo (Foto: European Parliament)

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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