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Eletto il sindaco di Mitrovica-Nord: un passo verso la normalizzazione

È finita. A distanza di quasi quattro mesi dai primi voti per le municipali, e quattro chiamate alle urne, ogni municipalità kosovara ha ora un sindaco. Le elezioni kosovare di novembre si erano svolte in modo regolare in tutto il territorio, eccezion fatta per il nord, in particolare Mitrovica-Nord, roccaforte della nazionalità serba. La situazione kosovara si sta avviando alla normalità dopo l’accordo raggiunto fra Serbia e Kosovo. Il Kosovo era una regione parte dello Stato serbo, fino a quando non si è autoproclamata indipendente nel 2008. Da allora i rapporti fra i due Stati sono stati tesi: spesso sono scoppiate violenze, mentre nessuna delle parti sembrava interessato al dialogo.

Ai confini con la Serbia, in Mitrovica-Nord per esempio, la maggioranza della popolazione si identifica con la nazionalità serba, contrapposta a quella albanese presente nel resto della regione. La tensione fra le popolazioni si è alzata quando è stato raggiunto l’accordo fra Serbia e Kosovo. A seguito delle elezioni comunali del 3 novembre avrebbe dovuto formarsi l’Associazione delle municipalità serbe, associazione che godrà di particolari autonomie sotto la giurisdizione kosovara. Autonomie fortemente volute da Belgrado in cambio dello smantellamento delle sue istituzioni sul territorio.

Il candidato eletto a novembre, Krstimir Pantic, del partito di iniziativa civica serba, non poté assumere la carica di sindaco perché si rifiutò di sottoscrivere alcuni documenti recanti il simbolo dello Stato kosovaro. Da qui è iniziata la lunga odissea, durante la quale si sono verificati disordini, arresti e l’omicidio di uno dei candidati, conclusa con il voto di domenica scorsa e l’elezione del nuovo sindaco: Goran Rakic, sempre di Iniziativa civica serba.

Belgrado e il partito vincitore leggono l’esito delle elezioni come un appoggio da parte della popolazione all’operato dell’ultimo anno, e quindi un assenso agli accordi siglati con Pristina. Tralasciano però un dato essenziale: l’affluenza. Poco più del 20% degli aventi diritto si è presentato alle urne. Più che un segnale di approvazione, queste elezioni dovrebbero mettere in allarme il neo-sindaco Rakic: la via per la normalizzazione sarà ancora lunga e difficoltosa. I cittadini di Mitrovica-Nord guardano al proprio futuro all’interno del Kosovo con un misto di paura e sospetto.

Il sindaco ha subito tenuto fede a uno degli impegni presi in campagna elettorale: combattere per la liberazione di Oliver Ivanovic della lista “Iniziativa civica serba: libertà, democrazia, giustizia”, il secondo partito serbo presentatosi alle elezioni. Accusato di crimini di guerra del 1999, e di altre violenze negli anni 2000, il politico si trova in stato di arresto a Pristina. Gli arresti nella regione non fanno quasi più notizia: sono infatti molti i criminali di guerra che si trovano ancora in libertà nella regione. I suoi sostenitori, però, affermano che non ci siano prove del coinvolgimento di Ivanovic, e che le accuse siano solo un pretesto per fermare l’avanzata del nuovo politico.

Infatti Ivanovic si presentava per la prima volta alle elezioni di Mitrovica e sembrava rappresentare un personaggio ben differente dalla maggior parte degli altri politici serbi del Kosovo, spesso burattini di Belgrado: nel 2001 ha lavorato presso l’Organismo di
coordinazione per il Kosovo, il primo ad instaurare un franco confronto con Pristina e una collaborazione con le forze internazionali presenti sul posto. Successivamente è poi stato eletto come deputato nel parlamento kosovaro. Il neo sindaco Rakic difende in modo deciso il collega agli arresti, affermando che “è giunto il momento, per un sistema giudiziario come quello kosovaro, che si presenta come indipendente e professionale, di mettere fine a processi politici come quello contro Ivanovic. Processo che mette a rischio la pace e la fragile stabilità del Paese”.

La situazione nel nord del Kosovo è ancora lontana dall’essere normalizzata, ma da oggi ci sono le basi istituzionali per procedere. Il 2014 sarà un anno cruciale durante il quale il neoeletto sindaco Goran Rakic dovrà dar prova di grandi qualità diplomatiche e carismatiche per riuscire a conciliare le rivendicazioni della popolazione serba di Mitrovica e le pretese di Pristina, il tutto in un clima di sospetto e tensione. Ci vorranno anni, forse generazioni, perché le due popolazioni kosovare (serba e albanese) riescano a fidarsi e rispettarsi reciprocamente. Ora, il primo obiettivo è la convivenza pacifica: sarebbe un grande successo.

In foto una panoramica di Mitrovica-Nord (Foto: Wikimedia Commons)

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

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