venerdì , 17 agosto 2018
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Energia: crisi in Ucraina, il G7 prepara le contromisure

Il 5 e il 6 maggio si è tenuto a Roma il G7 dei Ministri dell’Energia a cui ha partecipato anche il Commissario europeo Günther Oëttinger. Il tema affrontato è stata la sicurezza energetica mondiale. Ovviamente, al centro delle discussioni, non poteva che esserci la crisi ucraina. Nell’apertura della dichiarazione congiunta, infatti, i Ministri hanno espresso tutta la loro preoccupazione per i recenti sviluppi lungo l’asse Mosca-Kiev, le loro implicazioni sulla sicurezza energetica e “la violazione della sovranità ucraina e della sua integrità territoriale da parte della Russia”. Inoltre, nel medesimo comunicato, viene ribadito l’impegno massimo a fornire i diversi tipi di assistenza necessari a Kiev.

I partecipanti al meeting hanno evidenziato i punti indispensabili per garantire una maggiore sicurezza energetica. In primo luogo, lo sviluppo di un mercato che sia flessibile, trasparente e competitivo. Poi, la diversificazione di fonti, fornitori e vie commerciali e un maggiore uso delle risorse energetiche locali. Anche la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e l’accelerazione verso una transizione ad un’economia a uso ridotto di combustibili fossili è reputata dal G7 una necessità strategica.

Per raggiungere l’obiettivo dell’incremento delle politiche di efficienza, è necessario produrre incentivi per la promozione di tecnologie per la produzione di energia sostenibile e continui finanziamenti alla ricerca. Riguardo possibili situazioni di emergenza, si è stabilito di impegnarsi per lo sviluppo, la costruzione e la modernizzazione di infrastrutture e sistemi di stoccaggio e di incrementare gli accordi con altri fornitori.

I Ministri del G7 hanno voluto evidenziare la strategia a breve-medio termine che, inevitabilmente, non potrà che avere come epicentro l’attuale situazione ucraina. In quest’ottica, è essenziale la diversificazione di fonti e rotte commerciali per quanto riguarda i combustibili fossili. Nessun Paese, si legge nella dichiarazione congiunta, dovrebbe dipendere totalmente da un solo fornitore. Il G7 intende così promuovere un più integrato mercato del gas naturale liquefatto, che includa nuovi rifornimenti, lo sviluppo di infrastrutture per il trasporto, lo stoccaggio e rigassificazione.

Ancora più importante, i Ministri propongono l’apertura di nuove vie per l’import energetico, in particolare il Southern Corridor”, come possibile nuova rotta per rifornimenti all’Europa. Un’altra manovra che il G7 consiglia di attuare a breve termine riguarda l’importanza degli sforzi per proteggere, anche da attacchi cibernetici, le più importanti infrastrutture energetiche e di mettere in sicurezza le rotte marine di transito di gas liquefatto e petrolio dal pericolo della pirateria.

I Ministri del G7 si congratulano per gli sforzi compiuti dalla Commissione Europea nella definizione di una lista di progetti prioritari di comune interesse per rafforzare la sicurezza energetica dell’Ucraina e di altri paesi dell’Est Europa entro l’inverno del 2015.

È per lo meno dubbio che tutto ciò possa avere concreta attuazione già nei prossimi mesi. Le misure elencate hanno sollevato alcune perplessità. Durante lo svolgimento del forum, gli ambientalisti capeggiati da Greenpeace hanno esposto striscioni di protesta per l’indirizzo intrapreso dai leader dei sette Paesi. A loro avviso, l’unica strada percorribile per un’effettiva sicurezza nel campo dell’energia è quella dello sviluppo delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e l’abbandono dei combustibili fossili.

Si può essere d’accordo o meno con le critiche sollevate da Greenpeace, ma il problema vero è che mancano pochi mesi all’arrivo del prossimo inverno e nessuno è in grado di prevedere come si evolverà la situazione politica ucraina. Se i venti di guerra che provengono da Kiev e Mosca non si fermeranno, la stagione fredda che arriverà rischierà di essere una delle più “gelide” della storia europea.

In foto la ‘Fuji’, che trasporta gas naturale liquefatto (Foto: Ken Hodge – Flickr)

L' Autore - Nicola Costanzo

Responsabile Energia - Laureato magistrale in Scienze Internazionali all’Università di Torino con una tesi sul ruolo che Aldo Moro ebbe nella politica mediorientale italiana e nei relativi rapporti con gli Stati Uniti. Appassionato di relazioni internazionali, geopolitica e politica energetica, nutro un forte interesse verso le relazioni che l’Europa intesse con il resto del mondo. Orgoglioso di fare parte di questa rivista.

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One comment

  1. La risposta alla sete di energia è possibile, attualmente lo sfruttamento dell’energia Geotermica è la dimostrazione che esiste una tecnologia veramente eco sostenibile, i limiti tecnologici vincolano lo sfruttamento solo dove esistono le condizioni naturali per realizzare centrali di sfruttamento a basso costo economicamente vantaggioso, per questo la geotermia non è sfruttabile ovunque. Sono responsabile di un Team che ha ideato una soluzione a questa problematica attuale fornendo una soluzione tecnica brevettata in grado di realizzare strati permeabili artificialmente ovunque così da poter realizzare centrali geo termoelettriche ovunque sia necessario avere energia elettrica e teleriscaldamento. La possibilità di realizzare queste centrali è data da una soluzione tecnologica che permette di realizzare fessure in profondità di pochi cm, in grado di creare una vasta superficie radiante, attualmente questo non è stato possibile perché le tecnologie di perforazione hanno avanzato continuamente il loro sviluppo ma concentrandosi sull’utilizzo per l’estrazione del greggio. Il nostro team ha cercato di dare una risposta alla necessità di sfruttare l’energia geotermica profonda ovunque per abbattere il limite imposto dalla tecnologie di perforazione. Attualmente siamo in fase di sviluppo prototipale , ci auguriamo di poter vincere una call nel programma Horizon2020, così da poter dimostrare la fattibilità tecnica della soluzione , coinvolgere paesi europei e tutti quelli che vogliono percorrere la strada della migrazione da fonti fossili ad energie alternative. L’Italia è stato il primo paese al mondo a sfruttare l’energia Geotermoelettrica, questo ci permette di comprendere perché questo cambiamento epocale può essere proposto da italiani come promotori. Veniamo alla crisi Ucraina , all’inverno che si prevede gelido per l’Europa, anche in questo caso si può dare una risposta con la geotermia, almeno momentaneamente sfruttare quella superficiale a circa 10mt nel sottosuolo, attualmente avrebbe un costo enorme ma ci siamo messi a studiare un sistema il quale permette di realizzare impianti a basso costo con grandi superfici di scambio così da poter avere la possibilità di portare abitazioni e strutture civili e industriali a temperature gradevoli e vivibili. Potrebbe questa essere la risposta a qualsiasi ricatto energetico per gli Ucraini in primis che dovranno affrontare queste problematiche nel breve tempo ma anche per tutta Europa e per i nostri partner.Le soluzioni saranno proposte a chiunque voglia ascoltarle, stiamo percorrendo la difficile strada dello sviluppo ma siamo certi che presto possono riscontrare l’attenzione del mondo intero.
    La tecnologia porta il nome di INNOGEX ( Innovation geothermal Technologies ). Speriamo di vederla presto in azione.

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