martedì , 20 febbraio 2018
18comix
turchia

Fule in Turchia: “ Riaccelerare il processo di adesione”

Il commissario UE per l’allargamento Stefan Füle mancava dalla Turchia da novembre scorso: l’ultima visita era avvenuta in un momento che doveva segnare l’avvio di una nuova fase positiva dei negoziati di adesione, dal momento che, dopo uno stallo durato quasi quattro anni, era stata decisa l’apertura di un nuovo capitolo (il capitolo 22 – Politica regionale e coordinamento degli strumenti strutturali). In realtà, com’era facilmente prevedibile, non è bastato questo a ridare linfa vitale ad un processo che da ormai nove anni procede ad una lentezza esasperante, ed in un’atmosfera di crescente pessimismo e disaffezione. Basti pensare che, mentre agli Stati dell’Europa centrale ed orientale sono bastati tra i cinque e i sette anni dall’apertura dei negoziati per diventare membri dell’UE, con la Turchia in questi nove anni sono stati aperti solo quattordici su trentacinque capitoli, e solo uno (il capitolo 25 – scienza e ricerca) è stato chiuso.

Oltre agli incontri istituzionali con il Presidente della Repubblica Abdullah Gul, il Presidente della Corte Costituzionale Hasim Kilic ed il Ministro degli Affari Esteri Ahmet Davutoglu, due sono stati gli impegni principali di Fule: l’apertura del gruppo di lavoro sul capitolo 23 – settore giudiziario e diritti fondamentali, e l’incontro con i rappresentanti della società civile. Il gruppo di lavoro è stato aperto congiuntamente con il Ministro per l’Integrazione Europea Mevlut Cavusoglu ed il Ministro della Giustizia Bekir Bozdag.

L’importanza del capitolo 23 è stata sottolineata di recente con la dichiarazione che d’ora in poi sarà, insieme al capitolo 24 – giustizia, libertà e sicurezza,  il primo ad essere aperto nei negoziati con futuri candidati: si tratta infatti di due capitoli estremamente delicati e politicamente rilevanti, che spesso presentano profili di problematicità per gli Stati che vogliono accedere all’UE. E’ infatti questo il caso anche per la Turchia: molte sono state le critiche rivolte di recente al governo turco in merito a provvedimenti che minano l’indipendenza del potere giudiziario, così come misure considerate lesive di diritti fondamentali come la libertà di espressione. Nonostante ciò, al momento l’apertura dei capitoli 23 e 24 resta bloccata dal veto di Cipro (che, oltre a questi, ha posto il veto anche sui capitoli 2 – libertà di movimento dei lavoratori; 15 – energia; 26 – educazione e cultura; 31 – politica estera, di sicurezza e difesa).

Nell’incontro con i rappresentanti della società civile, Füle ha subito voluto esprimere condanna delle recenti vicende in Iraq e solidarietà con i cittadini turchi rapiti a Mosul (sui quali, tra l’altro, il governo turco sta lasciando trapelare pochissime informazioni). Il commissario UE ha poi espresso ammirazione per il ruolo della Corte Costituzionale quale garante del rispetto delle libertà fondamentali e dei diritti umani, ad esempio con le decisioni che hanno rimosso i blocchi che erano stati imposti sui siti internet di Twitter e YouTube. Poi, ha ricordato che è necessario ripristinare la fiducia nel settore giudiziario (a più riprese accusato da Erdogan di voler essere uno “Stato dentro lo Stato”) e ha rimarcato che i negoziati non possono che procedere parallelamente alle riforme politiche, da un lato, ed ai progressi nella questione di Cipro, dall’altro, e che ogni passo indietro su questi due versanti non può che allontanare la Turchia da realistiche prospettive di adesione.

Füle è stato chiaro: sia l’UE che la Turchia hanno già investito enormemente in questo processo di adesione in termini di tempo, energia e risorse finanziarie. C’è il rischio che vada tutto sprecato?

In foto, da sinistra a destra Stefano Manservisi, capo della delegazione UE in Turchia, il Commissario Füle e il presidente turco Abdullah Gül (© European Commission – 2014)

L' Autore - Chiara Franco

Laureanda magistrale in International and European Studies presso l’Università di Trento ed allieva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Nel frattempo, sono passata da Parigi, Londra ed Istanbul per periodi di studio e ricerca. Scrivo di relazioni esterne dell’UE, con un occhio di riguardo a Turchia e Medioriente.

Check Also

Trump

Le promesse di Trump complicano le relazioni fra UE e Stati Uniti

di Luigi Pellecchia Con la presidenza Trump, i rapporti tra Stati Uniti ed Unione Europea …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *