martedì , 21 agosto 2018
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Georgieva e Piebalgs: l’impegno umanitario dell’UE per la Repubblica Centrafricana

Lunedì 20 gennaio il Commissario Europeo per lo Sviluppo Andris Piebalgs ha partecipato ad un meeting umanitario, organizzato a Bruxelles dal Commissario per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, Kristalina Georgieva, per discutere della situazione nella Repubblica Centrafricana (CAR)Non è la prima volta che il Commissario Piebalgs, in veste di rappresentante dell’Unione Europea, si occupa della questione africana.

Dal dicembre 2013 la crisi nella Repubblica Centrafricana, causa la forte instabilità nel Paese, è diventata una priorità nell’agenda di politica estera dell’Unione Europea. L’ONU denuncia una situazione sociale drammatica. “È in atto una violazione su larga scala dei diritti dell’uomo” ha esclamato Navi Pillay, Alto Commissario ONU per i diritti umani, con l’intento di spronare l’Unione Europea, ma in generale tutta la comunità mondiale, ad intervenire per aiutare lo Stato africano. Secondo alcune stime infatti, dall’inizio della guerra civile, 935 mila persone hanno abbandonato la propria abitazione, mentre 9 su 10 consumano solamente 1 pasto al giorno.

Al meeting tenutosi nella capitale belga hanno presenziato, oltre ai due Commissari, anche rappresentanti della Banca Mondiale, della Banca Africana per lo Sviluppo, del Fondo Monetario Internazionale e degli Stati Uniti. Al termine, il Ministro francese per lo Sviluppo, Pascal Canfin, e il Sottosegretario Generale ONU per gli Affari Umanitari, Valerie Amos, hanno tenuto una conferenza stampa congiunta. L’oggetto principale del meeting, come dichiarato dalla Georgieva, è stata la raccolta di fondi a favore delle popolazioni della Repubblica Centrafricana.

Nel Paese infatti, nonostante l’elezione del nuovo capo di Stato, Catherine Samba-Panza, avvenuta proprio in questi giorni, si registra una crisi alimentare e sociale di enorme portata, aggravata dagli scontri tra le milizie musulmane e quelle cristiane, che stanno sconvolgendo l’intero Paese. I Paesi riunitisi a Bruxelles si sono mobilitati per far fronte ad una grave crisi per troppo tempo dimenticata”, ha affermato la Georgieva. Sono stati infatti raccolti circa 500 milioni di dollari. Di questa cifra 200 verranno destinati alla gestione delle emergenze umanitarie più impellenti, mentre la quota rimanente verrà impiegata per stabilizzare la zona e per ripristinare i servizi fondamentali, come l’acqua corrente.

Il Sottosegretario Generale ONU, Valerie Amos ha definito l’accordo raggiunto a Bruxelles un successo: “Il CAR è uno dei Paesi in cui il livello di emergenza è più elevato – ha detto -, il punto chiave emerso in questa riunione è l’importanza di legare l’aiuto umanitario ad una più ampia agenda di stabilizzazione e riconciliazione”. Pascal Canfin ha sottolineato l’importanza dell’intervento francese nel 2013 che ha evitato che la situazione degenerasse. “Questo vertice è stato invece fondamentale perché ci si è concentrati sui bisogni vitali della popolazione” ha affermato invece Canfin, ministro del governo Hollande.

Parallelamente al meeting umanitario l’Unione Europea confermava il suo impegno umanitario approvando all’unanimità, al Consiglio Affari Esteri, il lancio di una operazione di peacekeeping nel Paese. Attualmente nello Stato africano sono presenti circa 1400 soldati, ma si prevede di aumentare di 500 unità il contingente per supportare le forze francesi e dell’Unione Africana che già operano nella RCA. L’Unione Europea confermerà la sua mobilitazione umanitaria in favore dell’Africa partecipando anche al vertice di Addis Abeba del 1° febbraio, organizzato dall’Unione Africana. I problemi del continente africano rimangono sempre gli stessi: analfabetismo, mancanza di acqua ed energia, corruzione e debolezza delle istituzioni pubbliche e soprattutto povertà. 

Nell’immagine, i Commissari Georgieva e Piebalgs con Valerie Amos, Sottosegretario Generale ONU (photo: European Commission/multimedia).

L' Autore - Luca Rosati

Laureato triennale in Scienze Politiche- indirizzo economico presso l'Università degli Studi di Torino. Appassionato di tutto ciò che concerne la politica e la storia. Attualmente iscritto al corso di laurea magistrale in Scienze del governo, sono felice di portare il mio contribuito per questa rivista.

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