giovedì , 22 febbraio 2018
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Accordo di Associazione
Campagna elettorale del partito olandese D66 © Sebastiaan ter Burg - www.flickr.com, 2016

Gli olandesi bocciano l’Accordo di Associazione UE-Ucraina

Il 6 aprile gli olandesi sono stati chiamati a votare un referendum consultivo sull’Accordo di Associazione tra Unione Europea e Ucraina entrato in vigore il 1 gennaio di quest’anno. La vittoria del No è destinata a scardinare i già fragili equilibri dentro e fuori il Vecchio Continente.

In cosa consiste l’Accordo di Associazione

L’Accordo di Associazione tra UE e Ucraina è frutto di una lunga negoziazione terminata nel giugno 2014 con la sua firma e culminata con l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2016. Esso istituisce una vera e propria area di libero scambio tra le due realtà, nonché un’associazione politica che garantisce nuovi canali di dialogo e cooperazione in settori strategici come l’energia, i trasporti e l’istruzione. L’intesa prevede inoltre una maggiore libertà di circolazione dei lavoratori, fissando obiettivi per la futura creazione di un regime di esenzione dal visto. L’integrazione tra i due mercati prevede l’eliminazione dei dazi sulle importazioni e la parziale integrazione dei mercati degli appalti pubblici.

L’Accordo costituisce per l’Ucraina un primo concreto passo verso l’entrata nell’Unione, nonostante ad oggi il percorso sia ancora lungo. Kiev si dovrà impegnare nell’attuazione di riforme soprattutto per rispettare i principi democratici, i diritti umani e lo Stato di diritto. All’indomani della firma il Presidente ucraino Petro Poroshenko ha infatti dichiarato: “Siamo ambiziosi ed è per questo che nei prossimi cinque anni dobbiamo assicurare l’effettiva attuazione dell’Accordo di Associazione e realizzare tutte le condizioni necessarie per presentare domanda di adesione all’UE”.

Il referendum nei Paesi Bassi

La richiesta di una consultazione popolare è partita dal portale satirico olandese “Geenstijl”, che, avendo raccolto oltre 400.000 firme, ha permesso di indire un referendum consultivo per chiedere ai cittadini se sono o meno favorevoli all’Accordo UE-Ucraina. I contrari criticano il governo olandese per aver stipulato un patto con un Paese corrotto che chiede miliardi di euro in aiuti. A questo si unisce una più generale critica alle politiche di allargamento dell’Unione Europea e alla sua scarsa democraticità. In relazione al possibile ingresso del Paese nell’Unione, i sostenitori del No sottolineano come l’adesione futura dell’Ucraina porterebbe un ingente afflusso di lavoratori nei Paesi Bassi, mettendo a rischio i posti di lavoro degli autoctoni.

I favorevoli accusano invece gli oppositori di fare il gioco di Mosca, che, in risposta all’entrata in vigore dell’Accordo del 1° gennaio, ha chiuso i rapporti commerciali con Kiev sospendendo di fatto la zona di libero scambio tra i due Stati. La presa di posizione del Cremlino avrà dei risvolti economici negativi sull’Ucraina, che conta però sul sostegno dell’UE e sui benefici che potrà trarre nei prossimi anni dall’Accordo di Associazione.

La vittoria dei contrari

Circa il 32% degli olandesi è andata a votare permettendo il raggiungimento del quorum fissato al 30% e sancendo la vittoria del fronte contrario all’Accordo. La consultazione è quindi valida, ma non sarà vincolante per il governo olandese, che in ogni caso si trova ora costretto a fare i conti con la volontà dei cittadini. Il Primo Ministro europeista Mark Rutte dovrà valutare la possibilità di riesaminare la legislazione in materia scegliendo di rimanere sulla decisione iniziale, ratificando l’Accordo, oppure di cambiarla. Nel caso in cui si opti per quest’ultima ipotesi non è ancora chiaro cosa comporterebbe a livello europeo.

Gli euroscettici favorevoli alla Brexit esultano etichettando la vittoria in Olanda come il primo passo verso lo sgretolamento di un’Europa a loro avviso sempre meno democratica. Il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker si dice rammaricato per il risultato, ma Bruxelles intanto porta avanti le sue politiche di allargamento stringendo nuovi patti con i Paesi confinanti, il 1° aprile è infatti entrato in vigore l’Accordo di Stabilizzazione e Associazione (ASA) con il Kosovo.

L' Autore - Jennifer Murphy

Studentessa trentina laureata in Studi Internazionali e prossimamente in Gestione del territorio e dell’ambiente presso l’Università degli Studi di Trento. La mia tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori della mia Regione mi ha ulteriormente avvicinata all’UE e al modo attraverso il quale raccontarla. Mi piace osservare il mondo per capirlo ed interpretarlo al meglio.

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