lunedì , 19 febbraio 2018
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I Brics si incontrano in Brasile, l’UE è lontana

Il giorno successivo la finale mondiale, il Brasile non si è risvegliato Campione del Mondo, bensì quarto, sconfitto prima dalla fortissima Germania, poi dall’Olanda del meltin’pot.  Domenica scorsa, senza sorrisi e in poco meno di due secondi, Dilma Rousseff ha consegnato allo Stadio Maracanã la Coppa del Mondo al capitano tedesco Lahm, sotto i fischi dei tifosi brasiliani, mentre una sorridente Angela Merkel non smetteva di stringere le mani e complimentarsi con i giocatori della propria nazionale. A manifestazione terminata, la priorità del Brasile è dimenticare questi Mondiali e una delle priorità di Dilma (forse la più urgente) è che i brasiliani dimentichino la sconfitta della Seleção, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali del 5 ottobre, per un eventuale rinnovo del mandato Rousseff.

Mentre in Europa si gioca la partita delle nomine UE con un probabile rinvio a fine agosto, in America Latina la politica internazionale non si ferma. Il Brasile ha ospitato il VI BRICS Summit, tenutosi prima a Fortaleza e poi a Brasilia, dal 14 al 16 luglio. Il primissimo incontro tra le cinque potenze, dai toni informali, èavvenuto nel 2008 a margine del vertice giapponese del G8, a Hokkaido. Da allora, i leader dei BRICS si incontrano annualmente: l’ultimo summit èdel 2013 a Durban, in Sud Africa. I Capi di Stato e di Governo di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa si sono ritrovati questa volta per trattare di questioni politico-economiche e per rafforzare i legami commerciali.

Si è parlato soprattutto di inclusione sociale e sviluppo sostenibile: Inclusive growth: sustainable solutions” era il tema centrale del Summit, in linea con le politiche macroeconomiche e sociali inclusive applicate dai governi del blocco, per favorire maggiore crescita, inclusione sociale ed uguaglianza.

La cooperazione intra-BRICS, attraverso numerose iniziative multilaterali, è alla ricerca di nuove aree di espansione. L’inclusione sociale, la stabilità economica, l’uguaglianza e lo sviluppo sostenibile rappresentano i principali obiettivi comuni, oltre che spunti di discussione anche per i numerosi imprenditori presenti alla tre giorni brasiliana, i quali si sono confrontati sulle molteplici opportunitàdi investimento durante i meeting a ridosso del Summit.

Tra il 2001 ed il 2011, la partecipazione dei Paesi BRICS nelle esportazioni mondiali è raddoppiata, passando dall’8% al 16%, secondo statistiche del WTO, e attualmente il blocco rappresenta un quarto del PIL mondiale. Un blocco che, però, è risultato essere sempre alquanto “informale”, dal momento che privo della costituzione di un progetto reale e condiviso. Almeno fino ad oggi.

Un’ulteriore priorità del Governo Rousseff (e degli altri componenti dei BRICS) rappresenta l’istituzione di una banca comune, la BRICS Bank. Con la Dichiarazione di Fortaleza redatta il 15 luglio, i cinque si sono ufficialmente impegnati nel creare un’alternativa alla Banca Mondiale, la BRICS New Development Bank, per implementare la cooperazione fra i Paesi e estendere la proiezione globale del blocco.

L’ultimo giorno del vertice, il 16 luglio, è stata organizzata a Brasilia  una seduta congiunta tra i mandatari dei BRICS e i Capi di Stato e di Governo dell’UNASUR, l’Unione delle nazioni sudamericane. Hanno partecipato, tra gli altri, Cristina Fernández de Kirchner (assente alla Finale mondiale), Michelle Bachelet (Cile) e “Pepe”Mujica (Uruguay). Un incontro con i Paesi latinoamericani, nonché con l’organizzazione regionale, al fine di promuovere e rafforzare la cooperazione tra i BRICS e l’America Latina, per un dialogo multilaterale di promozione e progresso, sia economico che sociale.

E l’Unione Europea? Dal Vecchio Continente, per ora, tutto tace. In particolar modo sulla creazione della BRICS Bank, che potrebbe rivelarsi una scoccata a danno proprio dell’Europa e degli Stati Uniti e della loro predominanza nelle strutture finanziarie internazionali.

In foto i leader dei 5 Paesi BRICS (Foto: GovernmentZA – www.flickr.com, 2014)

L' Autore - Giulia Richard

Responsabile UE-America Latina & Spagna - Laureata magistrale in Development, Environment & Cooperation presso l'Università di Torino, con una tesi sulle relazioni commerciali tra UE e America Latina. Dopo aver lavorato a Montevideo e a Valencia, attualmente vivo nel cuore dell'Europa, a Bruxelles.

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2 comments

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