giovedì , 16 agosto 2018
18comix

Il giudizio del PE sulla cooperazione allo sviluppo europea

Sono due le principali notizie che giungono dall’ultima seduta della commissione Sviluppo del Parlamento Europeo, tenutasi il 3 ottobre: la buona è che gli sforzi internazionali per raggiungere i Millennium Development Goals (MDG), tracciati dalle Nazioni Unite, stanno dando i loro frutti. Quella cattiva, tuttavia, è che i risultati raggiunti non sono ancora abbastanza.

Alla riunione sullo stato di avanzamento degli MDG, tenutasi al palazzo di vetro a New York lo scorso 25 Settembre, ha preso parte anche una delegazione europea della commissione Sviluppo, formata da nove membri e presieduta da Filip Kaczmarek. In due giorni i rappresentanti dell’Unione Europea hanno avuto ben undici incontri bilaterali e hanno preso parte all’assemblea plenaria, nel corso della quale è stato approvato dalle Nazioni Unite un documento di tre pagine in cui si fa il punto della situazione su quanto già è stato fatto per il raggiungimento degli obiettivi, su quello che occorre migliorare nelle modalità operative e su quanto resta da fare entro il 2015.

“Molti hanno contribuito spesso a diffondere l’idea che gli Obiettivi del Millennio fossero stati un fallimento enorme: in realtà numerosi progressi significativi sono stati realizzati, ma non lo abbiamo comunicato alla società”, ha commentato il deputato Miguel Angel Martinez durante la discussione in commissione sull’esito dell’incontro a New York. A sostegno del suo ottimismo Martinez ha fatto riferimento ad esempio alla riduzione della mortalità infantile per inedia: “prima”, ha spiegato il deputato spagnolo, “erano 36mila i bambini che ogni giorno morivano di fame, oggi sono 20mila. È un numero sempre elevato, ma mette in evidenza un miglioramento significativo”. Altri risultati illustrati nella relazione finale del capodelegazione sono stati il raggiungimento dell’obiettivo riguardo il dimezzamento della popolazione in condizione di povertà estrema, così come la riduzione del 50% della popolazione che non ha accesso ad acqua potabile. Le condizioni di oltre 200 milioni di persone che vivono in favelas e bidonville, inoltre, sono state migliorate e la percentuale di bambine che ha accesso all’istruzione primaria ha raggiunto quella dei loro coetanei maschi.

Ciononostante, come scrive Filip Kaczmarek nella sua relazione, “si prevede che le sfide globali aumenteranno […] in particolare sul fronte della disoccupazione giovanile, della mancanza di protezione sociale e del rispetto dei diritti umani, delle ineguaglianze (compresa quella di genere), così come del degrado ambientale e del cambiamento climatico”.

Insoddisfatti da quanto scaturito dall’appuntamento di New York si sono detti i rappresentanti della società civile che sono intervenuti alla seduta della commissione. “Tanti temi sono stati affrontati in modo inadeguato”, ha spiegato la portavoce di Concord Europe, la Confederazione delle ONG europee per l’aiuto e lo sviluppo. Dello stesso avviso si è detto anche il deputato Charles Goerens, che ha messo in evidenza come “non ci sono nel documento risposte precise ai problemi specifici che pone la globalizzazione”.

Molti punti del documento approvato dall’assemblea delle Nazioni Unite in effetti, come messo in risalto dallo stesso capodelegazione Kaczmarek, sono stati definiti troppo generici anche dai partecipanti al summit di New York. “Il documento, però, è un punto di partenza per i negoziati bilaterali”, ha spiegato il deputato polacco.

Resta poco più di un anno per cercare di raggiungere gli MDG prefissati e la meta, dunque, pare ancora lontana. È opinione comune che alcuni obiettivi, come quelli in materia di good governance e Stato di diritto, ormai non verranno raggiunti.  Il percorso per conseguire i restanti punti è tutto in salita, anche considerando che gli stessi lavori del Parlamento Europeo saranno interrotti dalla chiamata alle urne che darà nuova forma all’istituzione. “Dobbiamo cercare di finalizzare i lavori in modo effettivo in vista delle elezioni europee del 2014”, ha chiesto Filip Kaczmarek, “in questo modo la nuova commissione potrà subito riprendere i lavori non appena si sarà costituita”.

La ricaduta del rallentamento delle operazioni causato dal voto europeo sarà con ogni evenienza di portata mondiale. Per comprendere il grande ruolo giocato dall’Unione Europea in merito al raggiungimento degli MDG basti considerare che degli obiettivi finora ottenuti, il 50% è stato realizzato proprio grazie ai contributi economici dell’UE.

In foto l’eurodeputato  Filip Kaczmarek (Foto: European Parliament)

L' Autore - Sara Monetta

Laureata in Scienze Politiche, curriculum Studi sull'Asia e sull'Africa. Studiosa, nel suo piccolo, di politica internazionale, Unione Europea e Medio Oriente. è giornalista pubblicista e collabora con Radio Base e con il quotidiano Le Cronache del Salernitano. Il suo motto è "Insisti che si può fare"

Check Also

libia

Libia e la roadmap per le elezioni: l’offensiva diplomatica di Macron

A Parigi il 30 maggio scorso è andato in scena il protagonismo francese sullo scacchiere …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *